Inizia: 16 Marzo 2024
19:30
Finisce: 26 Maggio 2024
20:45

Sede Evento

Via Gian Antonio Boltraffio, 21 - 20159 Milano

GPS: 45.4921705, 9.1877409

Più di 40 performance in segno della coreografia contemporanea
Dal 16 marzo 2024 in DanceHaus e al Teatro Fontana | Milano

Festival Exister | XVII edizione

A marzo si riaccendono le luci di scena della DanceHaus e del Teatro Fontana con la diciassettesima edizione di Exister, la stagione di danza promossa da DANCEHAUSpiù – Centro Nazionale di Produzione della Danza di Milano. Con più di 40 performance dedicate alla coreografa contemporanea, la stagione ospita sul palco artisti e compagnie provenienti da tutta Italia e dall’estero. 

Con le parole della co-direttrice artistica Annamaria Onetti “In questa edizione, la danza si rivela come un puzzle avvincente di emozioni, dove ogni passo, ogni movimento, è un tassello prezioso che si unisce per formare un’immagine vibrante e unica. Le passioni si intrecciano con la musica, i sentimenti prendono forma attraverso il movimento, trasformando il palcoscenico in un mondo incantato dove le storie vengono raccontate con il linguaggio universale del corpo. La danza, in tutta la sua magnificenza, continua a sorprendere e a ispirare, rivelando la bellezza dell’espressione umana in ogni gesto. Con una immagine composta e ricomposta siamo atomi dentro una stessa emozione.”

La stagione è organizzata e promossa da DANCEHAUSpiù codiretto da Annamaria Onetti, Matteo Bittante e Susanna Beltrami. Il Centro è sostenuto dal MiC, Regione Lombardia e Comune di Milano. Partner promotori della stagione: Dance Card e Danza Dove. 

Gli spettacoli di Exister 2024 prendono ufficialmente avvio il 16 marzo negli spazi performativi della DanceHaus (via Tertulliano 68). La stagione si apre celebrando giovani autorialità tutte al femminile ospitando sulla scena Michela Priuli e Giulia Gaudenzi con Amante e Priscilla Pizziol e Giorgia Gasparetto con Vicina Distanza. Due diversi lavori coreografici che pongono sguardi differenti sul tema dell’alterità indagando la natura relazionale dell’uomo. La serata prosegue con l’appuntamento Dance Circle promosso dalla rete Dance Card in collaborazione con Stratagemmi Prospettive Teatrali. Un incontro con esperti per conoscere meglio le artiste di scena in un dialogo aperto e condiviso col pubblico. La domenica 17 marzo si prosegue invece con performance che danno voce al corpo femminile e alle esperienze che ne derivano dall’esposizione alla società e ai mass-media. Tra le giovani artiste, Maria Chiara Vitti con Il diario delle Molestie, Giulia Roversi con Enlight(en)-me e Gioia Morisco con Viva la mamma-manuale senza istruzioni. 

Trai i protagonisti della stagione, gli artisti di DANCEHAUSpiù in scena al Teatro Fontana con il debutto della nuova produzione 2024, Bromantica, del coreografo residente nonché co-direttore artistico Matteo Bittante. Un quartetto che esplora quelle relazioni umane che trascendono dalla semplice amicizia e vanno oltre le barriere di confini, razza e genere. Torna sul palco anche il duo britannico Pett|Clausen-Knight di James Pett e Travis Clausen-Knight con la nuova creazione Vessel, un’opera che si propone come una mappatura del corpo umano esposto alla costante connessione nel mondo moderno che ha creato uno stato di ansia e oscuramento della consapevolezza di sé.

Non mancano tra le proposte artistiche anche le compagnie di riferimento del territorio milanese ospitando la performance Ave Monstrum di Chiara Ameglio, una produzione di Fattoria Vittadini che trova la chiave nella parola – monstrum – costruendo un tragitto possibile tra due apparenti antitesi, mostruoso e sacro. Pink Lady di Virginia Spallarossa porta in scena la compagnia Dèjà Donnè con un lavoro che si ispira liberamente alla teoria del postumano della filosofa e femminista Rosi Braidotti. 

La compagine artistica che anima la stagione, proviene inoltre da diverse parti d’Italia per dare voce ad esperienze artistiche che riflettono il poliedrico panorama italiano della danza contemporanea. 

Tra queste, la compagnia ASMED Balletto di Sardegna con la performance Oscure Luminescenze di Lucas Delfino e Valeria Angela Russo.  Da Roma, la compagnia Atacama di Patrizia Cavola porta in scena Anime, uno spettacolo site-specif che nasce dalla relazione che l’uomo instaura con lo spazio, le architetture e la storia che lo abita.  Con Gone Flowers e 2, Par y Royo è ospite in scena il Balletto Teatro 

di Torino con due performance firmate dal coreografo spagnolo Josè Reches. Da Vicenza arriva invece la compagnia Naturalis Labor di Luciano Padovani, portando in scena al Teatro Fontana, il 25 maggio, un trittico firmato da tre diversi artisti internazionali: Sharon Fridman, Noa Zuk, Katarzyna Gdaniec e Marco Cantalupo. 

Con la nuova creazione Mood Shifters, sarà ospite anche l’artista italiano con base ad Israele, Andrea Costanzo Martini, in un lavoro in cui i tre danzatori intraprendono un viaggio condiviso con il pubblico alla ricerca di intimità, amore e soprattutto riconoscimento, ad ogni costo. Tra le autorialità italiane, emerge anche Daniele Ziglioli in scena con un quartetto intitolato 60% H2O, e il ferrarese Nicola Galli con la performance Ultra in cui offre una veduta su un mondo nascosto incarnato da due corpi elettrici, custodi di un archivio di saperi. Torna sulla scena di Exister anche l’artista Pablo Girolami con la compagnia IVONA in una nuova creazione intitolata Selective Breeding (Work in progress) che riflette su temi come la sopravvivenza, in un panorama distopico costruito per provocare riflessioni e turbamenti.

La stagione 2024, si caratterizza anche da una forte provenienza internazionale degli artisti. Tra questi, la compagnia spagnola Taiat Dansa di Meritxell Barberà e Inma Garcìa in scena con Helena y Paris per ricreare il primo incontro di una coppia, la rapidità del loro innamoramento. Dal Belgio arriva invece la coreografa Irene Kalbush con una doppia replica, il 13 a 14 aprile, di Niemandsland (no man’s land) indagando la relazione tra maschera e identità. E poi ancora da Malta con la Moveo Dance Company di Dorian Mallia con I am Alex proponendosi di esplorare il concetto di ego e di autocompiacimento. 

Grazie alla collaborazione tra MASDANZA-Festival Internazionale delle Isole Canarie – e DANCEHAUSpiù, sono ospiti anche gli artisti selezionati dalla direzione artistica nell’ambito di MASDANZA Italia. Tra questi il duo greco Danae e Dionysios in scena con Fárisa, Giovanni Insaudo con I’ve seen that face before e con Raum e Baby, l’artista di Lussemburgo William Cardoso, vincitore del DANCEHAUSpiù Award 2023 assegnato a MASDANZA 2023.  

Tra le attività collaterali della stagione, sono inoltre previste quattro masterclass condotte da alcuni dei coreografi ospiti. Le lezioni sono aperte gratuitamente ai possessori di dance card e a tutto il pubblico danzante con il pagamento di un abbonamento unico per la giornata.  

Gli spettacoli e le masterclass della stagione 2024 proseguono da settembre fino a dicembre in DanceHaus con altre sei nuove serate di performance dedicate alla coreografica contemporanea e alla danza d’autore.

FESTIVAL EXISTER,
UNA STAGIONE DI DANZA

  • 16.03.24 ore 19.30
    > DanceHaus
    AMANTE di Michela Priuli e Giulia Gaudenzi
    VICINA DISTANZA Priscilla Pizzol e Giorgia Gasparetto
    Appuntamento con Dance Circle
  • 17.03.24 ore 19.00
    > DanceHaus
    IL DIARIO DELLE MOLESTIE di Maria Chiara Vitti
    ENLIGHT(EN)-ME di Giulia Roversi
    VIVA LA MAMMA di Gioia Morisco 
  • 23.03.24 ore 19.30
    > DanceHaus
    SELEZIONE MASDANZA ITALIA
    FÁRISA di Danae e Dionysios
    I’VE SEEN THAT FACE BEFORE (Anteprima) di Giovanni Insaudo
    RAUM di William Cardoso 
  • 24.03.24 ore 19.00
    > DanceHaus
    BABY di William Cardoso | MASDANZA AWARD
    GONE FLOWERS di José Reches | Balletto di Torino
    2, PAR Y ROJO di José Reches | Balletto di Torino
  • 13.04.24 ore 19.30
    > DanceHaus
    HELENA Y PARIS di Meritxell Barberá e Inma García | Taiat Danca
    ANIME di Patrizia Cavola | Atacama Company
    NIEMANDSLAND (NO MAN’S LAND) di Irene Kalbusch | Irene K
  • 14.04.24 ore 19.00
    > DanceHaus
    NIEMANDSLAND (NO MAN’S LAND) di Irene Kalbusch | Irene K
    MOOD SHIFTERS di Andrea Costanzo Martini
  • 20.04.24 ore 19.30
    > DanceHaus
    I AM ALEX di Dorian Mallia | Moveo Dance Company
    VESSEL di Pett|Clausen – Knight | DANCEHAUSpiù
  • 21.04.24 ore 19.00
    > DanceHaus
    60% H2O di Daniele Ziglioli
    VESSEL di Pett|Clausen–Knight | DANCEHAUSpiù
  • 22.05.24 ore 20.45
    > Teatro Fontana
    AVE MONSTRUM di Chiara Ameglio | Fattoria Vittadini
    BROMANTICA di Matteo Bittante | DANCEHAUSpiù
  • 23.05.24 ore 20.45
    > Teatro Fontana
    OSCURE LUMINESCENZE di Lucas Delfino e Valeria Angela Russo | ASMED Balletto di Sardegna
  • 24.05.24 ore 20.45
    > Teatro Fontana
    SELECTIVE BREEDING (Work in progress) di Pablo Girolami | IVONA
    PINK LADY di Virginia Spallarossa | Déjà Donné  
  • 25.05.24 ore 20.45
    > Teatro Fontana
    TRIPLE BILL della compagnia Naturalis Labor:
    ONA di Marco Cantalupo e Katarzyna Gdaniec
    TAKE 2 di Noa Zuk
    HASTA CUANDO di Sharon Fridman
  • 26.05.24 ore 20.45
    > Teatro Fontana
    ULTRA di Nicola Galli

SEDI DI SPETTACOLO
> DanceHaus > Teatro Fontana
Via Tertulliano 68, Milano Via Gian Antonio Boltraffio 21, Milano
+39 329 6005802 +39 02 6901 5733 

PREZZI
Intero 20€
Ridotto Under 25: 14€
Ridotto under 12/over 65: 10€
Dance Card 10€

Biografie e Sinossi degli Spettacoli

AMANTE
Di e con Giulia Gaudenzi e Michela Priuli
Musica originale creata e composta per Amante dal musicista Niccolò Avanzi
Con il sostegno di Fondazione Claudia Lombardi per il Teatro
Durata 25’

Sinossi
Amante sperimenta attraverso illusioni fisiche l’idea di un corpo con una doppia natura, umana e inumana, in cui l’anatomia si mescola creando dei “corpi non corpi”. Amante è una creatura che nasce dalla semplicità di un abbraccio e si sviluppa attraverso le sue possibili variazioni e combinazioni. È un lavoro che intende riflettere sui concetti di amore e piacere prendendo ispirazione dalla realtà, dall’arte visiva, dalla mitologia e dai diversi significati della parola “amante”. I due corpi si sciolgono, si fondono e diventano l’uno il prolungamento dell’altro creando un’unica entità che sembra provenire da un passato mitologico e che si mostra ibrido attraverso illusioni corporee. Ora ha quattro gambe, ora tre piedi, ora infinite mani e due teste…. Una diversità che diviene bellezza, una dissonanza che diviene armonia ed una artificialità che diventa naturalezza.

Biografie
Michela Priuli: danzatrice, coreografa e trainer certificata di Gyrokinesis. Nel 2016 si diploma presso l’Accademia Susanna Beltrami. Approfondisce gli studi con artisti internazionali e frequenta percorsi multidisciplinari per giovani coreografi. Dal 2016 al 2020 lavora nella Compagnia Susanna Beltrami. Dal 2021 è artista associata di DanceHauspiù. È docente presso la DanceHaus Hip Hop Department, Accademia Kataklò e Sharing Training Milano.
Giulia Gaudenzi: attrice, autrice e scrittrice. Da sempre mossa dal desiderio di scrivere nel 2018 consegue la laurea in Lettere presso l’Università di Bergamo. In quegli anni scopre la passione per il teatro e la danza. Nel 2021 si diploma come attrice al Teatro Arsenale di Milano. Recita in diversi spettacoli teatrali e di noti compositori: Salvatore Sciarrino e John Cage. Collabora attivamente con il Laboratorio degli Archetipi di Lodi come attrice e tiene laboratori di teatro nelle scuole. È direttore artistico e performer per un progetto sul Tiepolo per BsBg23.

VICINA DISTANZA

Di e con Giorgia Gasparetto & Priscilla Pizziol
Produzione Zerogrammi
Scenografia e costumi Santo-Pablo Krappmann 
Con il sostegno di TAP Torino Arti Performative, Regione Piemonte, MIC Ministero della cultura. 
Tutor alla drammaturgia e alla regia Enrico Pastore 
Scene e luci Andrea Sangiorgi Progetto realizzato con il sostegno di Permutazioni- coworking coreografico a cura di Casa Luft/Zerogrammi e Fondazione Piemonte dal Vivo/Lavanderia a Vapore 
Durata 25’

Sinossi
“Ogni identità individuale si costruisce in relazione alla sua alterità e passando attraverso l’altro”
Jean Luc-Nancy
Vicina Distanza è un lavoro che indaga la natura relazionale dell’essere umano, il tema dell’alterità e la sua importanza nella nostra esistenza. Nella filosofia contemporanea, sono molti coloro che hanno elaborato un pensiero sul significato di “essere-con-altri”. L’analogia tra lo sguardo altrui e lo specchio è stata il motore dell’indagine performativa. L’idea è quella di sollevare comportamenti riflessivi sul precario equilibrio delle relazioni, incoraggiando l’ascolto come strumento per nutrire un incontro autentico. Un viaggio alla scoperta della nostra profonda complessità, dell’incertezza e dell’ambiguità del “noi”. Mossi dal desiderio di immergerci insieme agli spettatori in uno spazio comune di ascolto, i corpi in scena, i costumi, la scenografia, il palco e la platea si con-fondono, rivelandosi parte di un unico insieme.  La danza è chiamata a sollevare profonde riflessioni sull’importanza del corpo come veicolo relazionale, sul tocco e sulla necessità di riavvicinarsi.

Biografie
Giorgia Gasparetto: si è diplomata come danzatrice contemporanea all’Accademia Sperimentale di Danza contemporanea di SEAD a Salisburgo (Austria), programma di studi alla NYU di New York. Ha lavorato con numerosi registi e coreografi, tra cui Sadé e Kristina Alleyne, Heike Hennig, Jan Lauwers, Pietro Marullo, la compagnia Dejà Donné, Paul Blackman, Jacopo Spirei e Barnaby Booth. Nel 2021 entra a far parte della compagnia Alleyne Dance (Regno Unito). Offre workshop e seminari in tutta Europa. Approfondisce il suo interesse per il teatro e il lavoro sulla voce partecipando alla tournée della compagnia di teatro circo SOLUNA, con più di 100 spettacoli.

Priscilla Pizziol: diplomata all’Accademia Sperimentale di Danza di Salisburgo (SEAD), ha collaborato con diversi coreografi: Sidi Larbi Cherkaoui per il film di Joe Wright, Eva Baumann, Compagnia Dejá Dónnè, Yaron Shamir, Jacopo Spirei, Pietro Marullo e Agostina D’Alessandro. Parallelamente, inizia a creare il proprio lavoro. Il suo progetto, “Vengo a perderti”, ha ricevuto il premio “danza” all’interno del Festival SoloCoreografico-Lavanderia a Vapore ed è stato invitato in molti festival. La nuova creazione, “Amelia”, insieme a Edoardo Sgambato, danzatore e attore di circo contemporaneo. Un primo studio del progetto è stato presentato al Dominio Pubblico Festival e al Cortoindanza Festival, dove ha ricevuto il premio per la migliore scrittura coreografica.

Appuntamento con Dance Circle

La serata è arricchita dall’appuntamento con Dance Circle promosso dalla rete Dance Card in collaborazione con Stratagemmi Prospettive Teatrali. Un incontro con esperti del settore per incontrare, al termine delle performance, le artiste di scena in un dialogo aperto e condiviso col pubblico.

17.03.24 ore 19.00
DanceHaus

IL DIARIO DELLE MOLESTIE
Di Maria Chiara Vitti
Costumi di Maria Chiara Vitti con l’aiuto di Tania Tullo
Dramaturg Daniele Chieppa
Light designer Andrea Mundo
Assistente alla coreografia Nicoletta Serio
Durata 27’

Sinossi
Il diario delle molestie è un solo coreografico che si sviluppa a partire da un diario cartaceo realmente esistente. Un’autobiografia danzata, un personale atto di resistenza che risponde all’urgenza di dar voce ad un corpo troppo spesso inibito e rimasto silente.
Il corpo femminile è il protagonista della scena: oggetto di soprusi sistemici ma anche lo strumento da cui partire per trovare strategie volte all’autodeterminazione.
La scelta di utilizzare le annotazioni del diario come pretesto per accedere a movenze astratte del corpo, con riferimenti strettamente personali non dichiarati, lascia aperta la porta dell’empatia dalla quale chiunque altra persona può scegliere di entrare per leggere il proprio diario delle molestie.
Il diario delle molestie è un rituale catartico in un momento, quello scenico, di estrema vulnerabilità.

Biografia
Maria Chiara Vitti: giovane artista pugliese che abbraccia l’autorialità, l’interpretariato e l’insegnamento. Nel 2018 conclude gli studi presso il Corso Triennale Professionale di Danza Contemporanea del Balletto di Roma, diretto da Roberto Casarotto. Incontra professionalità che nutrono la sapienza del suo corpo. Tra cui, Giorgia Ohanesian Nardin, Marta Ciappina, Pablo Tapia Leyton, Daniele Ninarello e Adriana Borriello. È Dance Well Teacher e conduce workshop mirati allo sviluppo di pratiche performative inclusive che avvicinano al movimento i corpi non viziati dalla danza. Partecipa come giovane autrice a Nuove Traiettorie 2022, azione del Network Anticorpi XL. Non prescindendo da un approccio trans femminista intersezionale e dall’esperienza personale, la sua ricerca artistica ruota attorno alla percezione del corpo come sistema interconnesso con l’ambiente circostante

ENLIGHT(EN)-ME
Di e con Giulia Roversi e Filippo Angeloni
Produzione muZo Dance Theatre Company
Musiche originali di Filippo Angeloni
Durata 22′

Sinossi
Enlight(en)-Me è una performance di teatro danza che vuole porre luce sul modo in cui il corpo femminile viene esposto (e sovraesposto) nella società dei mass-media.
La danzatrice indossa delle lampadine a led su un tappeto di fogli di giornale. Al suo fianco vi è un contrabbassista.
Il suono del corpo in movimento si trova in un dialogo costante con il suono dello strumento, accarezzato, percosso e suonato durante la performance.
Musica e silenzi sono alternati da luce e buio, per creare uno spazio altro in cui poter focalizzare l’attenzione sul suono al buio e sul movimento in silenzio, in una conversazione intima tra luci ed ombre e tra i due performer in scena.

Biografia
Giulia Roversi Coreografa, Dance filmmaker e performer; direttrice di muZo Dance Theatre Company.MFA Choreography (Award 2022) Trinity Laban, Conservatoire of Music and Dance, di Londra. La sua ricerca parte dal gesto, dall’esigenza di formulare un linguaggio che si sviluppa in movimento e il quale diventa coreografia una volta inserito nello spazio della regia. Dal 2017 lavora come coreografa in Italia, Spagna e Inghilterra. Durante il mese di Luglio 2021 lavora come coreografa presso l’accademia Boris Eifman Academy di San Pietroburgo (Russia), prendendo parte alla Choreographic Session2021

VIVA LA MAMMA – Manuale senza istruzioni
Coreografia, drammaturgia e danza di Gioia Morisco
Disegno sonoro di Ricardo de Sonis
Vincitore del bando ACASA.
Prodotto da Scenario Pubblico, CZD, Compagnia Zappalà Danza
con il sostegno di H(abita)t Rete di spazi per la Danza, Associazione Danza Urbana
in collaborazione con la Regione Emilia Romagna, AlmaDanza, Crexida, Fienile Fluò, LeggereStrutture, Studio Movimento Danza
Durata 25’

Sinossi
Un viaggio nel femminile e nei misteri della creazione in forma di assolo danzato. Tra picchi di euforia e momenti di flemmatica lentezza, sono messe in scena le difficoltà quotidiane e universali con cui si confronta una giovane madre. Colto nella sua animalità, il corpo si plasma tra gestualità, dinamica ed astrazione. Mentre i confini si fanno labili, diversi ruoli si rincorrono e si calpestano a vicenda. Donna, madre, bambina, martire, guerriera… a colpi di ironia, si scardina lo stereotipo della maternità come esperienza idilliaca per farsi carne ed ossa. In bilico tra sacro e profano, la performer ci accompagna nei tabù della solitudine femminile.
Lo spettacolo Viva la mamma è nato dal desiderio di sensibilizzare il pubblico sulle difficoltà fisiche, psicologiche ed emotive del così detto puerperio, il periodo successivo al parto, ma è anche un’ode a tutti coloro che affrontano il difficile compito di accudire un bambino al di là dei legami di sangue o di qualsiasi identificazione di genere.

Biografia
Gioia Morisco: classe 1983, danzatrice freelance, insegnante di danza contemporanea e coreografa. Diplomata presso Accademia Danza / Teatro Franco Parenti, direzione Susanna Beltrami, Milano e si è perfezionata al Master della Biennale Danza di Venezia, ArsenaleDanza sotto la direzione artistica di Ismael Ivo. Danzatrice storica della Compagnia Artemis Danza di Monica Casadei e della CZD Compagnia Zappalà Danza di Roberto Zappalà. Negli anni ha collaborato come danzatrice professionista con svariati artisti tra cuiIsmael Ivo, Kenji Takagi, Geyvan McMillen, Tan Temel Istanbul Dance Theatre, Josè Navas Compagnie Flak, Daniel Lèveillé, Inaki Azpillaga, Ryuzo Fukuhara, Jasmeen Godder, Itzik Galili e con Manfredi Perego di Tir Danza.

23.03.24 ore 19.30
DanceHaus

SELEZIONE MASDANZA ITALIA
Grazie alla collaborazione tra MASDANZA – Festival Internazionale delle Isole Canarie – e DANCEHAUSpiù, sono ospiti della serata tre delle compagnie di danza contemporanea partecipanti al MASDANZA Solo and Choreography Contest 2023 scelte e selezionate dalla Direttrice di MASDANZA in accordo con la direzione artistica di DANCEHAUSpiù nell’ambito del programma MASDANZA ITALIA.

Fάrιsα
Coreografia e performance Danae & Dionysios
Composizione musica Constantine Skourlis
Violoncellista Konstantinos Chinis
Durata 15’

Sinossi
“Sitting on top the horse’s back, sleep took me over and the mountains laughed. It has been forever since the first day yet we walk, carrying the weight of the memories our ancestors left.
Kings and Queens, beggars and thieves, are masks that we wore to survive the dream. Is the sun burning my face? Or it’s just a cold breeze? That cleansing my fate from the unforgiving sin.
Now the nightmares have gone hearing David’s song and I can rest into peace. I swear to the bird and I swear to the tree, I will not stop walking until I find the sea”.

Fάrιsa è un duetto creato per gli spazi all’aperto nel contesto del progetto “Pilgrims'”, un insieme di attività pensate per animare gli spazi lontani dai centri cittadini. Il lavoro segue il bisogno di connessione e contatto di due personaggi che rimangono costantemente in stretta intimità. È ispirata alla nozione di pellegrinaggio come simulazione di un viaggio attraverso la vita, gli animali e i paesaggi naturali.
Come possono due traiettorie separate incontrarsi e viaggiare insieme? Come possono le relazioni interagire e sostenersi a vicenda? Come si può rompere la gerarchia tra uomini e animali?

Biografia
Danae & Dionysios sono coreografi e danzatori greci, nonché direttori artistici della compagnia di danza “Small Axe”. Il loro percorso coreografico conta collaborazioni con teatri e organizzazioni come lo Scapino Ballet di Rotterdam, lo Staatstheater Braunschweig, lo Skånes Dancetheater, il Theater Rotterdam, la Fondazione Onassis, il Festival di Atene ed Epidauro e altri ancora. Individualmente, hanno danzato per compagnie e coreografi come la ZfinMalta National Dance Company, Akram Khan Company, la Hellenic Dance Company, Unterwegstheater, Cocoon Dance Company e altre Compagnie.

I HAVE SEEN THAT FACE BEFORE (Anteprima)
Direzione, Coreografia e Costumi Giovanni Insaudo
Danzatori Sandra Salietti, Hélias Dorvault
Video Alfonso Fernández Sánchez
Musiche Haussman Bvd, Minus Sixty One / WOODKID
Durata 15’

Sinossi
“I’VE SEEN THAT FACE BEFORE” di Giovanni Insaudo è un’immersione profonda nel mondo interiore dell’interprete, esplorando il delicato istante tra la fine di una performance, il ritorno dei danzatori e l’incontro con il pubblico.
Si pone la domanda: è veramente una conclusione, o sono gli inchini stessi una performance in sé, parte integrante dello spettacolo? L’interprete ha la possibilità di staccarsi dalla performance, o essere osservato è un prolungamento della stessa?
“I’VE SEEN THAT FACE BEFORE” di Giovanni Insaudo esplora il mondo interiore di un interprete nel delicato momento tra la fine della performance e il saluto al pubblico.

Biografia
Giovanni Insaudo: fondatore de I VESPRI, è un coreografo, danzatore e Art Maker siciliano. Dopo aver studiato presso la Victor Ullate Dance Academy, ha iniziato la sua carriera nella compagnia Junior Dantzaz Konpainia. Dal 2012 al 2017 è stato danzatore al Gaertnerplatz Theater di Monaco e dal 2017 al 2020 nella compagnia svizzera TLT Tanz Luzerner Theater. ​ Ha ricevuto i premi al 12° Copenhagen International Choreography Competition e al 18° Certamen Internacional de Coreografia Burgos-New York.

RAUM
Choreografia William Cardoso
Performers Cheyenne Vallejo e William Cardoso
Musica Guillaume Jullien
Video Jade Goetzinger
Durata 20′

Sinossi
« Sometimes I feel like throwing myself against a wall to externalise the mental pain and turn it into physical pain. »

Raum è un luogo di incontro con i nostri demoni, le nostre paure e il nostro perdono. È un luogo di confronto e di ricerca dell’equilibrio interiore per crescere in armonia. Questo spettacolo cerca di accettare l’oscurità che a volte ci domina e di ammorbidirla creando uno spazio senza giudizio e senza paura. Raum è uno spazio di liberazione e di espressione, è un urlo che abbiamo tenuto dentro di noi per troppo tempo.

Biografia
William Cardoso è coreografo e fondatore nel 2020 della compagnia William Cardoso Company. La compagnia ha sede in Lussemburgo e nasce insieme ai progetti autoriali “Raum” e “Dear mum”, che esplorano i temi dell’auto-riflessione e dei diritti umani. I lavori della compagnia si esibiscono a livello nazionale e internazionale e sono noti per il loro spirito imprevedibile, creativo e impegnato. Affrontando temi intimi e personali, le performance si contraddistinguono per linguaggio singolare, un dialogo tra corpi in contraddizione con le loro menti.

24.03.24 ore 19.00
DanceHaus

BABY
Choreografia William Cardoso
Performers Cheyenne Vallejo e Alice de Maio
Musica Diogo Melo
Video Raoul Schmitz
Durata 45′

Una nuova creazione del coreografo vincitore del DANCEHAUSpiù Award 2023 assegnato a MASDANZA 2023 – Festival Internazionale di danza contemporanea delle Isole Canarie (Spagna).

Sinossi
Come abitiamo un corpo la cui voce interiore a volte è troppo dominante? In questo lavoro parliamo di dualismo e della sua coabitazione. Ci concentriamo su questa linea di faglia. Il bambino è una lotta tra la nostra voce interiore e la persona che siamo all’interno della società. Il lavoro si concentra sulla violenza, un termine che dominano i media, i videogiochi, i film e, soprattutto, le nostre menti e il mondo. I due corpi danzanti costruiscono una linea di difesa, per rivendicare il bisogno di camminare liberamente”.

Biografia
William Cardoso è coreografo e fondatore nel 2020 della compagnia William Cardoso Company. La compagnia ha sede in Lussemburgo e nasce insieme ai progetti autoriali “Raum” e “Dear mum”, che esplorano i temi dell’auto-riflessione e dei diritti umani. I lavori della compagnia si esibiscono a livello nazionale e internazionale e sono noti per il loro spirito imprevedibile, creativo e impegnato. Affrontando temi intimi e personali, le performance si contraddistinguono per linguaggio singolare, un dialogo tra corpi in contraddizione con le loro menti.

GONE FLOWERS
Produzione Balletto Teatro di Torino
Coreografia José Reches
Danzatori Luca Tomasoni & Luis Agorreta
Durata 18′

Sinossi
“Siamo abitanti della terra, impieghiamo anni per armonizzare la nostra sincronia, tra radici, terra e sogni da vivere; i nostri fiori si fondono con la pelle cucita alla nostra memoria, una memoria storica che ci tiene prigionieri e ci impedisce di volare.
Sopra la terra stiamo e sotto di essa restiamo in ascolto.” – José Reches

Così simili, così diversi, i due interpreti si legano insieme come filamenti di DNA. Due corpi, un respiro. Il lavoro si sviluppa e ruota intorno ai concetti di contrapposizione e confronto. Il tempo, il movimento e le diverse fisicità, sono l’approccio scenico di Gone Flowers, un duo tutto al maschile dove la qualità di movimento proposta incontra l’estetica della contraddittorietà.

2, PAR Y ROJO
Produzione Balletto Teatro di Torino
Coreografia José Reches
Con Noa Van Tichel & Luis Agorreta
Musiche Max Richter
Costumi José Reches
Durata 15′

Sinossi
“I loro corpi scivolano nel rosso, si incatenano nel rosso: attraverso due viaggi individuali, ritornano al rosso di cuore del loro primo incontro. Ho bisogno di respirare… Respiriamo insieme nel cerchio della roulette dove si incontrano i nostri numeri…”.

Il lavoro propone un dialogo sonoro e corporeo che vede coinvolti e impegnati i due interpreti all’interno di un viaggio. Un incontro fisico ed emotivo, un percorso condiviso con il colore rosso che diventa trasmettitore e comunicatore di emozioni.

Biografia
Balletto Teatro di Torino / José Reches: organismo di produzione, formazione e programmazione nell’ambito della danza. Sostenuto da MIC, Regione Piemonte, Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT, Città di Torino, TAP Torino Arti Performative. In rete con NEST – Rete degli Organismi di Produzione di Danza del Piemonte e ARTEMIDE. Fondato da Loredana Furno nel 1979 il BTT – Balletto Teatro di Torino ha festeggiato recentemente, 40 anni di danza, di ricerca, di sperimentazione, di relazioni e collaborazioni. Tra i coreografi che sostiene, José Reches, coreografo, danzatore e docente di origine spagnola. Fondatore della Compagnia La Piel.

13.04.24 ore 19.30
DanceHaus

HELENA Y PARIS
Compagnia Taiat Dansa
Ideazione e regia Meritxell Barberá & Inma García
Coreografia Meritxell Barberá & Inma García in collaborazione con i danzatori
Danzatori Yéssica Castellón, Boris Orihuela
Musiche originali Caldo
Scenografia e disegno luci Mauricio Pérez y Taiat Dansa
Video: Jano Sempere y Alex Druiventak
Edizione video David Novella
Produzione e distribuzione Ana Cembrero
Design grafico Pilar Estrada
In collaborazione con Centro del Carme Cultura Contemporània e Museu Belles Arts València
Durata 14′

Sinossi
HELENA Y PARIS ricrea il primo incontro di una coppia, la rapidità e la velocità del loro innamoramento, così come le difficoltà, gli ostacoli e i disaccordi tra loro, che incontrano prima di fuggire in avanti. D’altra parte, questo duetto mostra un’altra lettura della punizione, della libertà e dei rischi che la donna, in questo caso Elena di Troia, ha affrontato per conquistare la propria autonomia e liberazione.

Biografia
Taiat Dansa, fondata dalle coreografe Meritxell Barberá e Inma García, è una compagnia creata nel 2003 a Valencia. I lavori sono più vicini al discorso cinematografico che ai parametri teatrali. Lavorano in festival e teatri di riferimento a livello nazionale e internazionale, oltre che in spazi museali e come coreografi ospiti. Nella maggior parte dei loro lavori si avvicinano alla danza partendo da una costante alterazione di strutture e tecniche di danza già conosciute alla ricerca di distorsioni e rinnovamenti, attenti al presente più immediato, in continuo ascolto del contesto ideologico, sociale e culturale. che in generale scuote l’arte

ANIME (spettacolo site-specific)
Ideazione, Coreografia, Regia, Luci Patrizia Cavola – Ivan Truol
Danza Nicholas Baffoni, Alberto Bargnesi, Marco Cirignotta, Valeria Loprieno, Giada Manno, Camilla Perugini
Musiche Originali Epsilon Indi
Costumi Milena Corasanti
Produzione Compagnia ATACAMA 2023
Con il contributo di MIC – Dipartimento Dello Spettacolo – Regione Lazio
in coproduzione con Paesaggi del Corpo Festival Internazionale Danza Contemporanea
Durata 25’

Sinossi
Anime trae spunto dal concetto di ABITARE, partendo dalla relazione che l’essere umano instaura con lo spazio che abita e indagando, al tempo stesso, l’influenza che la storia e le caratteristiche del luogo hanno sulla persona che lo attraversa. L’abitare come condizione essenziale dell’esistenza umana che non è solo uno stare, ma anzitutto un esserci. Il Tema si declina in spazio, architettura ed interazione con il corpo. La Poesia del luogo in dialogo con la Poesia del corpo. La scrittura coreografica gioca con gli elementi architettonici, i livelli, i pieni e i vuoti, vicino-lontano. Una creazione che trova la sua identità nel site specific, nel prendere forma direttamente dallo spazio in cui viene realizzata, l’azione performativa che si inserisce in un preciso luogo. La forma dell’opera dipende direttamente dallo spazio in cui viene concepita e realizzata.

Biografia
La compagnia Atacama viene fondata nel 1999 da Patrizia Cavola, coreografa e danzatrice e da Iván Truol, coreografo, danzatore e attore, che da allora ne curano la direzione artistica. Sostenuta dal MIC Ministero della Cultura, dal 2009 è in residenza presso La Scatola dell’Arte di Roma, centro di formazione e produzione diretto dai due coreografi. Le numerose creazioni di cui sono autori Patrizia Cavola e Ivan Truol sono state ospitate in importanti teatri e festival internazionali in Italia, Germania, Spagna, Belgio, Francia, Brasile, Polonia e Portogallo.

NIEMANDSLAND (NO MAN’S LAND)
Coreografica Irene Kalbusch
Danza Jessica Van Cauteren, Corentin Milosevic
Musica Shana Mpunga
Drammaturgia Jean Lambert
Produzione Irene K
Durata 28’

Sinossi
La maschera è intimamente legata all’identità, vera o falsa, reale o immaginaria, un simbolo di dualità, persino di usurpazione.
Gli esseri umani non sono monolitici, hanno molte sfaccettature. La maschera permette di calarsi facilmente nei panni di un altro, di identificarsi con lui, senza alcuna sanzione, ma senza lo sguardo critico della società e del suo ordine sociale.

Né la maschera né la persona che si nasconde dietro di essa hanno responsabilità o identità: la maschera non è la persona e la persona non è la maschera. Questo spazio tra “volto e maschera” non appartiene a nessuno. Ma è la maschera che ci permette di liberarci, di esteriorizzare, di espellere tutti i sentimenti e le proibizioni che rivelano, sottomissione, ribellione, soffocamento, castrazione, o anche desideri inappagati.
Le maschere possono essere una fonte di fantasia, uno sfogo e un mezzo di liberazione o di accettazione della nostra identità, per quanto complessa possa essere.

Biografia
Irene Kalbusch / IRENE K: Dopo una formazione di danza classica, si è formata in contemporanea con Suzanne Hayman Chaffey e ha soggiornato a New York presso la scuola di Merce Cunningham. Nel 1977 fonda la Compagnie IRENE K. Le sue coreografie non vogliono essere narrative. Gli spazi si aprono in tutte le direzioni, creando sempre nuove costellazioni. L’essere umano, i suoi desideri, le sue paure, le sue visioni, sono alla base dei sui lavori. Compagnia ha adottato uno stile proprio che si può che può essere attribuito al teatro di danza contemporaneo vicino al “Tanztheater”.

14.04.24 ore 19.00
DanceHaus

NIEMANDSLAND (NO MAN’S LAND)
Coreografica Irene Kalbusch
Danza Jessica Van Cauteren, Corentin Milosevic
Musica Shana Mpunga
Drammaturgia Jean Lambert
Produzione Irene K
Durata 28’

Sinossi
La maschera è intimamente legata all’identità, vera o falsa, reale o immaginaria, un simbolo di dualità, persino di usurpazione.
Gli esseri umani non sono monolitici, hanno molte sfaccettature. La maschera permette di calarsi facilmente nei panni di un altro, di identificarsi con lui, senza alcuna sanzione, ma senza lo sguardo critico della società e del suo ordine sociale.

Né la maschera né la persona che si nasconde dietro di essa hanno responsabilità o identità: la maschera non è la persona e la persona non è la maschera. Questo spazio tra “volto e maschera” non appartiene a nessuno. Ma è la maschera che ci permette di liberarci, di esteriorizzare, di espellere tutti i sentimenti e le proibizioni che rivelano, sottomissione, ribellione, soffocamento, castrazione, o anche desideri inappagati.
Le maschere possono essere una fonte di fantasia, uno sfogo e un mezzo di liberazione o di accettazione della nostra identità, per quanto complessa possa essere.

Biografia
Irene Kalbusch / IRENE K: Dopo una formazione di danza classica, si è formata in contemporanea con Suzanne Hayman Chaffey e ha soggiornato a New York presso la scuola di Merce Cunningham. Nel 1977 fonda la Compagnie IRENE K. Le sue coreografie non vogliono essere narrative. Gli spazi si aprono in tutte le direzioni, creando sempre nuove costellazioni. L’essere umano, i suoi desideri, le sue paure, le sue visioni, sono alla base dei sui lavori. Compagnia ha adottato uno stile proprio che si può che può essere attribuito al teatro di danza contemporaneo vicino al “Tanztheater”.

MOOD SHIFTERS
Coreografia Andrea Costanzo Martini
Drammaturgia Yael Biegon Citron
Musiche Scelsi, Bastien, Glück, Martini.
Costumi Shira Weiss
Disegno luci Yoav Barel 
Direzione prove Melanie Barson
Prodotto da Curtain Up Festival Israel, Tel Aviv, 2021
Durata 30’

L’imitazione è il processo attraverso il quale comprendiamo l’emozione dell’altro identificandoci nella sua espressione o movimento. La strada verso l’altro passa, ancor prima del linguaggio, attraverso il volto e tutte le emozioni (la gioia, la paura, il disgusto, la curiosità, la rabbia e la tristezza) che questo esprime. La manifestazione dei sentimenti verso l’esterno ci aiuta a navigare, comprendere ed esprimere reciprocamente i nostri bisogni ma può talvolta, anche essere usata o abusata a nostro vantaggio.
In questo breve pezzo, tre ballerini intraprendono un viaggio condiviso con il pubblico attraverso il palcoscenico alla ricerca di intimità, amore e soprattutto riconoscimento, a ogni costo.

Biografia
Andrea Costanzo Martini ha danzato con Batsheva Dance Company e il Cuullberg Ballet. Nel 2013 ottiene il primo premio per danza e coreografia alla International Solo Dance Competition di Stoccarda e tra il 2014 e il 2021 crea una serie di nuovi lavori tra cui “Tropical-at the end of Words” (2014), “Voglio Voglia” e “Trop” (2015), “Occhio di Bue” (2016) e “SCARABEO, gli angoli e il vuoto” (2016), Balera (2018), The King’s Camera (2018), Premiere (2020), PayPer Play (2021). I suoi lavori sono nel repertorio di compagnie quali NDCWales, Balletto di Roma, Grand Opera Avignon, Balletto Teatro di Torino e Pollak dance Company. Parallelamente all’attività di coreografo e performer è un istruttore di Gaga e tiene regolarmente workshop in Israele e in Europa.

20.04.24 ore 19.30
DanceHaus

I AM ALEX
Di Dorian Mallia
Danza Charlotte Carpentier, Gabriele Farinacci, Cindelle Bouard
Produzione Moveo Dance Company
Durata 24′

Sinossi
Alex, aggettivo: termine gergale che indica la convinzione di essere il protagonista della storia di tutti. es: “Sei proprio un Alex a credere che Jessica e Bryan si siano lasciati per colpa tua!”. Sono un’Alex?
No, no, non lo sono.
Non è vero.
O forse sì?
Non siamo tutti un po’ così?

“Io sono Alex” si propone di esplorare il concetto di ego e di autocompiacimento in un mondo guidato dalla cultura dell’io, del me stesso e dell’io.
I tre personaggi sono tutti “Alex”, ma il pezzo si concentra su un singolo personaggio. Assistiamo alla negazione, alla frustrazione e alla sua realizzazione finale che tutti noi siamo in qualche misura un Alex.

Biografia
Dorian Mallian / Moveo Dance Company: danzatrice, studiosa, coreografa e fondatrice nel 2008 della MOVEO Dance Company di Malta. La compagnia ha ottenuto riconoscimenti sia a livello locale che internazionale per il suo repertorio. È stata insignita del prestigioso premio Premju Ghall-Arti come Artisti dell’anno nel 2018 e nel 2020 del “Premio per la migliore impresa creativa”, evidenziando ulteriormente il loro lavoro innovativo. L’esperienza di Mallia si estende oltre le performance, in quanto trasmette la sua esperienza come docente in visita presso l’Università di Malta e il MCAST, contribuendo alla crescita degli aspiranti studenti di danza.

VESSEL
Di Pett | Clausen – Knight
Con Travis Clausen-Knight e James Pett
Coproduzione DANCEHAUSpiù
Durata 30’

Sinossi
Una mappatura del corpo umano esposto alla costante frenesia del mondo moderno, che ha creato uno stato di ansia, oscuramento della consapevolezza di sé e disconnessione.

Ispirato dalle esperienze dei coreografi che si sono improvvisamente allontanati dalla loro intensa quotidianità per essere esposti a un mondo più tranquillo, Vessel è la testimonianza di come, assistendo a un improvviso cambiamento del loro ambiente, si sono resi conto di quanto irriconoscibili fossero diventati i loro corpi e le loro menti in questo paesaggio in continuo movimento.

Vessel affronta la condizione attuale dello stato umano e l’impatto della comprensione dell’immobilità e del silenzio in uno stile di vita dinamico e rumoroso come quello odierno.
Un’opera che mette in discussione il nostro progresso come esseri umani e la distanza che stiamo creando dal sé.

Biografia
James Pett e Travis Clausen Knight: danzatori stabili della Wayne McGregor Company per cui hanno lavorato intensamente per sei anni. Dopo essersi esibiti con i nomi più prolifici della danza contemporanea del Regno Unito, dal 2014 hanno iniziato insieme un percorso di ricerca coreografica che cattura ciascuna delle loro tecniche e peculiarità artistiche, consentendo nuove e costanti esplorazioni del linguaggio espressivo.

21.04.24 ore 19.00
DanceHaus

60% H2O
(Preferisco tenere il mio corpo ripiegato, al riparo da occhi indiscreti. Mai aprirsi troppo, svelare tutta la storia. A volte ci sono mani capaci di leggere“)
Danzatori Marianna Basso, Linda Pasquini, Daniel Tosseghini e Daniele Ziglioli
Coreografia e messa in scena Daniele Ziglioli
Musiche AA.VV
Costumi Francesca Pettazin e Daniele Ziglioli
Durata 20′

Sinossi
“Nel corpo c’è un codice segreto, visibile solo in certe condizioni di luce; quello che si è accumulato nel corso della vita si ritrova lì. In certe parti è inciso con una forza tale che le lettere si possono sentire al tatto, come fosse stato scritto in braille. Preferisco tenere il mio corpo ripiegato, al riparo da occhi indiscreti. Mai aprirsi troppo, svelare tutta la storia. A volte ci sono mani
capaci di leggere“.
Un viaggio lungo e faticoso che porterà a conoscere gli estremi dell’Amore: il desiderio e la morte; due aspetti che non siamo in grado di gestire e dai quali molto probabilmente saremo sconfitti. Il senso più profondo di questo viaggio avviene attraverso il “CORPO”: un elemento sempre vivo o come presenza fisica vera e propria o come assenza, un corpo costruito sulla descrizione del corpo, questo corpo che provoca desiderio e passione, che è vittima della malattia e della morte, questo corpo che è origine delle sensazioni più estreme dell’animo umano.

Biografia
Daniele Ziglioli, nato a Cremona. Già ballerino solista per Spellbound Contemporary Ballet e assistente di Mauro Astolfi, nel 2000 lavora accanto la compagnia del Balletto di Toscana come danzatore in occasione di “Toscana 2000” (produzione Vittoria Ottolenghi) e nel 2008 a fianco dell’étoile Luciana Savignano e il Maestro Giorgio Albertazzi. (Cor. Susanna Beltrami).Nel 2011 è coreografo alla Biennale di Venezia per il progetto “Moving the City” dove firma le coreografie all’interno del progetto “Choreographic Collision”, Direzione artistica Ismail Ivo. Nel 2018 diventa direttore artistico del corso professionale PDTpresso Scuola Balance Pro Move di Segrate (MI)  È stato danzatore per la Compagnia di Susanna Beltrami.

VESSEL
Di Pett | Clausen – Knight
Con Travis Clausen-Knight e James Pett
Coproduzione DANCEHAUSpiù
Durata 30’

Sinossi
Una mappatura del corpo umano esposto alla costante frenesia del mondo moderno, che ha creato uno stato di ansia, oscuramento della consapevolezza di sé e disconnessione.

Ispirato dalle esperienze dei coreografi che si sono improvvisamente allontanati dalla loro intensa quotidianità per essere esposti a un mondo più tranquillo, Vessel è la testimonianza di come, assistendo a un improvviso cambiamento del loro ambiente, si sono resi conto di quanto irriconoscibili fossero diventati i loro corpi e le loro menti in questo paesaggio in continuo movimento.

Vessel affronta la condizione attuale dello stato umano e l’impatto della comprensione dell’immobilità e del silenzio in uno stile di vita dinamico e rumoroso come quello odierno.
Un’opera che mette in discussione il nostro progresso come esseri umani e la distanza che stiamo creando dal sé.

Biografia
James Pett e Travis Clausen Knight: danzatori stabili della Wayne McGregor Company per cui hanno lavorato intensamente per sei anni. Dopo essersi esibiti con i nomi più prolifici della danza contemporanea del Regno Unito, dal 2014 hanno iniziato insieme un percorso di ricerca coreografica che cattura ciascuna delle loro tecniche e peculiarità artistiche, consentendo nuove e costanti esplorazioni del linguaggio espressivo.

22.05.24 ore 20.45
Teatro Fontana

AVE MONSTRUM
Idea, coreografia e danza di Chiara Ameglio
Progetto sonoro di Gianfranco Turco
Luci e direzione tecnica di Roberta Faiolo
Costumi e realizzazione maschera di Elena Rossi
Produzione di Fattoria Vittadini – Perypezye Urbane 2021
Debutto | coproduzione Festival MilanOltre 2021
Vincitore del Bando NEXT Regione Lombardia per la produzione 2021 nato all’interno del Progetto Europeo DANCEMEUP
Durata 30′

Sinossi
“Come possa la divinità aderire all’abbozzo, come l’informe diventi paradiso.” _ V. Hugo
Secondo spettacolo del progetto coreografico “Indagini sulla mostruosità”, Ave Monstrum è un affondo al concetto cardine della ricerca: il mostro informe e incompiuto, che abita il confine, si rivela come creatura spaventosa, perturbante, prodigiosa e divina. Sviluppandosi intorno all’etimologia della parola < monstrum >, lo spettacolo costruisce un tragitto possibile tra due apparenti antitesi, mostruoso e sacro. Un tragico equilibrio tra gli opposti che si fa indagine fisica ed estetica, tra corpo, drammaturgia e costume design. La maschera e il costume, trasformano il corpo della performer e con il loro mutare, prende forma un rituale danzato, un atto magico, tra possessione ed estasi, tra liturgia e magia. Il mostro, esiliato per volontà divina, custode della soglia tra umano e straordinario, condannato al vuoto e all’assenza, si rivela in un presente immobile di una notte senza fine. Una figura ancestrale, una divinità extra ordinaria, emerge dal silenzio in un moto fluttuante e irrisolto, mostrandosi nella sua mostruosa bellezza. Cosa si agita nel buio? ai margini? Sulla soglia? Cosa accade quando una creatura dell’ombra viene esposta alla luce? Quale oracolo pronuncerà? Quanto ci fa paura essere straordinari, prodigiosi, mostruosamente unici?

Biografia
Chiara Amelio / Fattoria Vittadini: co-fondatrice di Fattoria Vittadini, collettivo di danzatori-coreografi nato nel 2009 dalla volontà di 11 allievi diplomati al corso di TeatroDanza della Scuola Paolo Grassi di Milano con l’obiettivo di creare un luogo di formazione continua e perfezionamento professionale, di crescita artistica, collettiva e individuale, di ricerca e contaminazione con altri artisti.

BROMANTICA
Di Matteo Bittante
Con i danzatori del Centro di Produzione – DANCEHAUSpiù
Produzione DANCEHAUSpiù
Durata 25’

Sinossi
Oggi che l’ombra della guerra si avverte come un eco, manifestandosi nell’egemonia del caos e della discordia, il coreografo indaga la bellezza, la pace e l’armonia. Esplora quelle relazioni umane che vanno oltre le barriere di confini, razza e genere.  Una danza, come potente espressione di resistenza, speranza e legame umano, diventa il rifugio di quattro giovani animi in cui l’amore e la solidarietà si dipanano in una narrazione potente e commovente.

Biografia
Matteo Bittante Coreografo formatosi a metà degli anni ’90 come danzatore tra la Fondazione Teatro Nuovo di Torino e l’Hamburg Ballettschule “J. Neumeier”, già diciottenne ha l’opportunità di lavorare con grandi autori della danza presso il Ballet National de Marseille Roland Petit, il Teatro alla Scala di Milano, il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, Aenaon Daniel Lommel. Ha danzato accanto alle étoiles Myrna Kamara, Oriella Dorella, Carlotta Zamparo, Luciana Savignano.

23.05.24 ore 20.45
Teatro Fontana

OSCURE LUMINESCENZE

Drammaturgia, coreografia e danza di Lucas Delfino Monteiro e Valeria Angela Russo
Drammaturgia e regia Senio Giovanni Barbaro Dattena 
Produzione di ASMED- Balletto di Sardegna
con il contributo del Ministero della Cultura e della Regione Autonoma della Sardegna
Un’immagine, un simbolo. Nitido e perfetto, il cerchio. Perfezione e contenimento, movimento incessante e percorso immutabile, compiutezza e chiusura. La vita moderna nel mondo moderno, quando sufficientemente agiata e protetta, s’iscrive facilmente in cerchi concentrici che si ripetono chiari e appaganti. Un velo sottile tra noi e il caos, il cerchio ci lega ai nostri simili. In serena acquiescenza diveniamo presto anelli che compongono il cerchio ampio di un sistema, spazioso eppure finito, implacabilmente non permeabile e rigido. Oscuramente, l’inquietudine balugina in qualche angolo remoto, un nostro luogo interiore e liminale, ricordandoci l’apprensione per le interferenze, per l’imprevisto che sovverte, apre crepe e fa mancare il terreno consueto ai nostri passi, al nostro usuale cammino circolare. Eppure, di tanto in tanto, la vita ci richiama al disordine, ci strappa da ciò che ci rassicura e ci porta in acque lontane, ad intravvedere nuovi impensati approdi.

Oscure Luminescenze è un’indagine che nasce dall’urgenza di allontanarci dalla nostra zona di conforto, sia dal punto di vista concettuale sia del movimento, per nuotare in mare aperto, per lambire coste sconosciute.

Biografie
Senio G.B Dattena fondatore di Teatro Barbaro, attore regista e drammaturgo, nasce a Cagliari parecchi anni fa e da circa la metà si dedica al teatro. Il Teatro di prosa e quello per ragazzi lo prendono sin dagli esordi e ancora non sembra vogliano lasciarlo 
Angela Valeria Russo Danzatrice, performer, giovane coreografa e insegnante. Dal 1998, studia danza classica metodo RAD e contemporaneo. Specializzata in linguaggio contemporaneo proseguendo gli studi in due centri di formazione internazionali.
Lucas Monteiro Delfino, coreografo e interprete laureto in Danza presso l’Università Statale di Campinas -UNICAMP, si trasferisce in Italia nel 2015 e si laurea presso il DAMS di Bologna nel 2021.

24.05.24 ore 20.45
Teatro Fontana

SELECTIVE BREEDING (Work in progress)
Compagnia IVONA
Coreografia Pablo Girolami
Danzatori Guilherme Leal, Lou Thabart, Kiran Bonnema, Sara Ariotti, Isidora Markovic, Katarzyna  Zakrzewska
Drammaturgia Karen Stenico
Musica Vermouth Gassosa
Lighting design Angelo Tauro Stage
Design Zaches Teatro
Co-produzione House of IVONA; Leipzig Tanzt! 2024; TanzOffensive – Hannover
Con il supporto di
ARTEFICI.ResidenzeCreativeFVG/ArtistiAssociati-Centro di Produzione Teatrale;
CSS Teatro stabile di innovazione del FVG;
Progetto residenza Compagnia Abbondanza/Bertoni
in collaborazione con il Commune di Rovereto; Centro di Residenza della Toscana (Armunia – CapoTrave/Kilowatt);
Durata 45′

Sinossi
Il mais diventa gigante, i tacchini hanno perso la capacità di riprodursi, le mucche producono un’incredibile quantità di latte, i bassotti crescono in modo ridicolo.

“Selective Breeding” è metaforicamente un caleidoscopio, Nello spettacolo il caleidoscopio è rappresentato dal mondo animale, vegetale e umano, gli specchi sono i grandi temi che riguardano tutti noi, nessuno escluso. Nella performance, l’indagine di Pablo Girolami mira a riflessioni attorno a temi come la sopravvivenza, in un panorama distopico costruito appositamente per provocare riflessioni e turbamenti nella coscienza dello spettatore. Si tratta quindi di tracciare uno scenario, che lasci spazio a una nuova e ritrovata consapevolezza, che in questa performance è data dal rapporto tra uomo e consumismo, terra e sfruttamento, dignità e tutela della vita dell’ecosistema, costruendo immagini che possono cambiare in modo imprevedibile e variabile.
I protagonisti sono uno scienziato, un macellaio, due pulcini e un salmone, gli stessi protagonisti che rappresentano alcuni degli attori che hanno abitato finora più di 3,5 miliardi di anni di evoluzione sulla terra, essenziali per la sopravvivenza dell’homo sapiens. Genetica, logica, manipolazione, terra, globalizzazione, egoismo e alterazione sono solo alcuni dei punti che verranno esplorati in questa performance.

Biografia
Pablo Girolami ha studiato presso la Tanz Akademie Zürich. Nel 2024 inizia la sua carriera come solista all’Hessisches Staatsballett. Attualmente, è coreografo freelance e direttore artistico di IVONA. Ha vinto il primo premio al Jerusalem Choreography Competition, il Premio Miglior Coreografia al Certamen Coreografico del Distrito de Tetuán (Madrid), il Concorso Coreografico Linkage (Sofia) e il Premio del Pubblico al Rotterdam International Duet Choreography Competition (RIDCC). Oltre al suo lavoro con IVONA, crea per varie compagnie e scuole, tra cui il Jerusalem Dance Theater, il Poetic Disaster Club (Club Guy & Roni) e il Balletto di Toscana.

PINK LADY
Coreografie Virginia Spallarossa
Regia Gilles Toutevoix
Con Dafne Secco
Musica Antonio Vivaldi
Produzione Déjà Donné
Anno di produzione 2022
Progetto vincitore del bando MU.D 
per le residenze C.Re.A.Re della regione Campania e del MIC
Durata 20′
Questo lavoro si ispira liberamente alla teoria del postumano della filosofa e femminista Rosi Braidotti. La sua posizione critica e l’enfasi visionaria del suo pensiero ha riposizionato le figure mitologiche scelte per questo progetto incarnandole in un processo mutazionale. Il desiderio è quello di avvicinare le loro “biografie” sradicandole dal mito e innestandole in un processo di ibridazione culturale legato alla complessità contemporanea. Aracne – la Superba, Circe – la Maga, Penelope – l’Astuta; una triade femminile dell’essere moderno in cui si incarna la donna consapevole in chi e cosa voler divenire. Tre donne che tessono l’amore, la vita, la lussuria con le mani, con il filo sottile, con le trame della magia, cucendo i destini di uomini trattenuti da fili invisibili, ingannati, usati, amati, deliziati, aspettati. Soggettività intese come un “divenire”; entità trasversali immerse nelle amplissime interrelazioni tra l’umano, il mondo animale, quello naturale, geologico, lo sviluppo scientifico e tecnologico.  Una ri-contestualizzazione dei confini tra tradizione e innovazione attraverso la de-sacralizzazione del concetto di natura umana, come una nuova frontiera nella nostra cangiante e complessa relazione col mondo.

25.05.24 ore 20.45
Teatro Fontana

COMPAGNIA NATURALIS LABOR
 presenta
> TRIPLE BILL 

Creazione 2023
Co-produzione Festival AbanoDanza 2023
Ministero della Cultura / Regione Veneto / Comune di Vicenza
Con la collaborazione del Centro Servizi Culturali S. Chiara (Tn)
Patrocinio dell’Ambasciata di Israele

ONA 
Coreografie Marco Cantalupo e Katarzyna Gdaniec
Danzano Jessica D’Angelo, Vittoria Franchina, Alice Risi, Elisa Spina
Durata 25’

Ona, che in polacco significa “Lei”, è il titolo firmato da Katarzyna Gdaniec e Marco Cantalupo per quattro le danzatrici. L’alchimia di questo collettivo passa dall’armonia alla rivolta rivela la libertà, il potere e l’inventiva delle donne.

TAKE 2 
Coreografie Noa Zuk
Danzano Alice Risi e Rafel Candela
Durata 15’

Noa Zuk, coreografa israeliana ha creato un duetto che porta l’impronta di anni di lavoro con la prestigiosa compagnia Batsheva.

HASTA CUANDO 
Coreografie Sharon Fridman
Danzano Raphael Candela, Jessica D’Angelo, Vittoria Franchina, Giuseppe Morello, Andrea Rizzo, Mirko Paparusso
Durata 20’

Sharon Fridman, coreografo israeliano, ha creato per i danzatori della Naturalis Labor il sestetto Hasta Cuàndo che esplora le relazioni d’amore attraverso una modalità compositiva che genera molteplici sensazioni.

Biografia
Compagnia Naturalis Labor / Luciano Padovani: compagnia nata nel 1988 a Vicenza, svolge un continuativo lavoro di ricerca sulla danza contemporanea, sul tango e sui nuovi linguaggi delle arti performative. È riconosciuta e sostenuta dal MIC, Regione Veneto, Provincia di Vicenza, Comune di Vicenza e Arco Danza. Promuove rassegne e festival, tra cui Visioni di danza, Forti in Scena e Danza a Comacchio.

26.05.24 ore 20.45
Teatro Fontana

ULTRA
concept, regia e coreografia di Nicola Galli
danza e creazione di Nicola Galli, Massimo Monticelli
allestimento e luci di Margherita Dotta, Nicola Galli
dramaturg: Giulia Melandri
odore di scena: Aquaflor Firenze
produzione TIR Danza
co-produzione Marche Teatro / Inteatro Festival, Festival Aperto / Fondazione I Teatri – Reggio Emilia
con il sostegno di CCN Ballet de Lorraine, ATER Fondazione, Network Grand Luxe
residenze artistiche CCN Ballet de Lorraine accueil studio 22/23, ICK Amsterdam, residenze Inteatro, Grand Studio Bruxelles, ICK Amsterdam, Centro Culturale S. Chiara
in collaborazione con Rete Almagià
Durata 50′

Sinossi
Di fronte a noi, il sottosuolo.
Una cavità buia e terrosa che ospita un ecosistema invisibile e operoso, composto da organismi impegnati nel complesso processo di costante connessione, scambio e trasformazione della materia.
A partire dalle abilità sensoriali, percettive, cognitive e comunicative che costituiscono l’elemento di congiunzione tra i regni biologici, la creazione ULTRA offre una veduta su un mondo nascosto portando alla luce un processo trasformativo incarnato da due corpi elettrici, abitanti in transito e custodi di un archivio di saperi.
ULTRA ci spinge a immaginarci ultra-umani, uniti in uno slancio di contaminazione collettiva, per riconoscere il potere rigenerativo delle relazioni tra le cose e percepire un’equilibrata e profonda organizzazione simbiotica del mondo.

Biografia
Nicola Galli (1990, Italia) si occupa di ricerca corporea ed è coreografo, danzatore, light e costume designer. La sua ricerca si declina in azioni e dispositivi che spaziano dalla coreografia alla performance, dall’installazione all’ideazione grafico-visiva. Il suo lavoro abbraccia un orizzonte scenico trasversale, nel quale il corpo diviene il centro irradiante di un discorso artistico che si sostanzia in una sensibilità scenica votata all’esplorazione del movimento come panorama ibrido di saperi. Dal 2014 è artista sostenuto dall’organismo di produzione TIR Danza.

Commissioni e Biglietti
Intero
20,00 €
Ridotto Under25
14,00 €
Ridotto under 12/over 65
10,00 €
Dance Card
10,00 €
Categorie
Spettacoli
Spettacoli

Organizzatore

Centro di alta formazione coreutica ad indirizzo contemporaneo a Milano presso Dance Haus

Direzione artistica di Susanna…