Inizia: 23 Luglio 2021
21:00
Finisce: 25 Luglio 2021
23:00

Sede Evento

Panicale

GPS: 43.0290588, 12.0983637

YoY Performing Arts presenta al Festival Effetto 48, che si terrà a Panicale (PG) dal 23 al 25 luglio, “Meraki”.

DIALOGHI SULL’ARTE

MERAKI “l’essenza di noi stessi”

La performance: Meraki

Il lavoro vuole rappresentare un momento di approfondimento delle potenzialità di una nuova “dialettica” tra discipline artistiche, nella convinzione che questo possa portare a risultati imprevedibili e di grande fascino.
La performance, parte del ciclo “Dialoghi sull’Arte” è costruita intorno a “Palmira” lavoro del grande artista egiziano Medhat Shafik, Leone d’Oro alla Biennale di Venezia.

L’opera d’arte, nella sua bellezza statica, per un attimo prende vita, facendo esplodere tutta la sua potenzialità espressiva attraverso la musica ed il movimento e, al contempo, musica e movimento conducono una sorta di analisi critica dell’opera.
L’opera, durante la performance, trascende la funzione di elemento scenografico attivandosi e diventando coprotagonista dell’azione performativa “in un viaggio onirico, leggero che trae la sua forza dalla fragilità delle cose”.

La musica, riempie il gesto, la danza riempie la melodia, l’opera riempie lo spazio creando così un intreccio di linguaggi apparentemente diversi ma estremamente vicini.
I danzatori interagiscono con il complesso artistico e la costruzione coreografica tende ad un linguaggio chiaro ed estremamente limpido cercando di dare al gesto un’ampiezza ed una fluidità crescente.

I suoni e gli strumenti all’inizio separati, piano piano si ricompongono per dare vita ad una melodia che riempie lo spazio.
I danzatori non si toccano mai, si sfiorano. Non c’è prevalenza di forza maschile o eleganza femminile ma solo ricerca di equilibrio interiore, rappresentato nella coreografia dai due assoli, nella consapevolezza che la ricostruzione di questo equilibrio possa passare solo attraverso la ricerca della nostra vera essenza.

  • IDEAZIONE E COREOGRAFIA: Emma Zani e Luca Parolin
  • DANZATORI: Emma Zani e Roberto Doveri
  • MUSICHE: Timoteo Carbone
  • OPERA D’ARTE: Palmira di Medhat Shafik
  • VIDEO: Michele Arrabito
  • COSTUMI: HACHE
  • IN COLLABORAZIONE CON: Stazione Utopia e Meccaniche della Meraviglia
  • ORGANIZZAZIONE: Stazione Utopia
  • TEASER: www.aboutyoy.com/meraki

L’opera: Palmira di Medhat Shafik

Leone d’Oro alla Biennale di Venezia nel 1995, Shafik è nato nel 1956 a El Badari, in Egitto. Espressionista e spirituale, la sua idea di opera d’arte contiene quell’aspetto “vivo” di cui fa parte la narrazione del se, della memoria, dei temi dell’umanità. Della tolleranza e della comprensione.

Palmira è un lavoro ispirato alla spettacolare città siriana segnata dalle distruzioni dei siti archeologici perpetrata dai miliziani del sedicente stato islamico.
In una dimensione artistica, avulsa dal naturale scorrere del tempo e dalle controversie religiose e politiche, Medhat Shafik attua una ricostruzione poetica dell’antico splendore di Palmira, luogo d’incontro tra Occidente e Oriente posto a metà strada tra il Mediterraneo e l’Eufrate, eletto a simbolo di fratellanza.

Gli oggetti di Shafik, costruiti da elementi sovrapposti di juta, garze e tessuti dai colori naturali e splendenti, sono una metafora della stratificazione della storia.

Così Shafik sintetizza la sua poetica: “ricerco il recupero simbolico dei luoghi archeologici, che sono la memoria dell’uomo, l’essenza della civiltà. Vorrei ricostruire metaforicamente Palmira. Palmira può essere ovunque, proprio perché per me simboleggia il recupero della civiltà, l’onda lunga del nostro essere umani e nel contempo la sua distruzione. Palmira è di tutti noi, anzi, Palmira siamo noi e non deve essere distrutta.”

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YOY è un nuovo, giovane collettivo. Passione per la danza, per l’arte, per i new media sono gli elementi che…