Sono passati tredici anni dalla fondazione della compagnia casertana ARB dance company di Annamaria Di Maio, da quel luglio s’è scritta molta storia della danza fino al raggiungimento di un risultato cercato alla sbarra e sul palco per stagioni e stagioni. Ed ora è realtà, ovvero il riconoscimento ministeriale del MIC nel progetto di produzione monisteriale del Ministero della Cultura.
“La mia è una lunga carriera rivolta alla ricerca continua di nuovi stimoli e nuove conquiste – si racconta proprio la direttrice artistica Annamaria Di Maio – e se penso da dove sono partita, ricordo le prime relazioni con un territorio, dove l’arte della danza faceva forse capolino solo a qualche evento legato al festival di Casertavecchia (Settembre al borgo). Oggi penso con orgoglio a dove ho portato me stessa e i miei danzatori, fiera del duro lavoro svolto grazie ad una scuola professionale dove si può studiare senza doversi spostare nei grandi centri culturali. Il mio obiettivo principale resta l’impegno ininterrotto per arricchire la mia città, provincia d’arte e cultura e, soprattutto offrire ai giovani seri, stimolanti e durature opportunità di lavoro.”
E così dal quel luglio di tredici anni fa l’ARB dance company si è inserita nel novero delle compagnie italiane puntando ad alzare ogni anno l’asticella della qualità. La collaborazione con coreografi innovativi ha certamente favorito la possibilità di realizzare produzioni eterogenee che hanno debuttato e replicato in festival e rassegne ovunque, portando la compagnia ad essere una realtà significativa in Italia e all’estero.
Tra le produzioni di maggiore successo ricordiamo solo alcune per ovvie ragioni di spazio, tra cui “L’odore della pelle” e “Sweet swan sway” di Nyko Piscopo, “Divine” e “Le città invisibili” di Roberta De Rosa, tra l’altro titolo vincitore del Napoli Fringe Festival, “Camille” di Francesca Gammella, “Re-Live” di Francesco Annarumma, “Re-born” di Martina Fasano, “Mezzo nero, rosso mezzo” di Fernando Suels Mendoza (Tanztheater Wuppertal), “A piedi nudi” ed “Attimo” di Giorgia Maddamma (Folkwang Hochschule di Essen) con il valore aggiunto del premio al miglior talento italiano al Premio Roma del 2013, “Le sacre du printemps” e “Mishima” del compianto Ismael Ivo, in coproduzione con il Napoli Teatro Festival nell’edizione sempre del 2013, “Precariato” con le coreografie di Stefano Mazzotta ed Emanuele Sciannamea in coproduzione con Zerogrammi e tante altre ancora.
Nomi, cognomi e titoli che hanno fortificato la compagnia ed il suo repertorio di cui, tra l’altro, si è ancora in tempo per scoprirne qualche titolo nei prossimi giorni. Innanzitutto al Castello Maschio Angioino di Napoli il 28 luglio con le coreografie “Le persone dentro” di Roberta De Rosa ed “El tiempo de l’alma” di Antonio Colandrea ma, per l’intero mese di luglio, la compagnia è comunque stata ospite del festival “la Campania è” presso il Quartiere Borbonico di Casagiove. In vista della ripresa in scena con la Pièce di versi in danza “Divine” programmata per il prossimo 7 settembre al Maschio Angioino.
Arriviare fin qui per Annamaria Di Maio ha un doppio valore artistico e manageriale, tanto che lo spettacolo dal vivo l’ha sempre spinta a cercare di lavorare sul sistema danza, alimentando la ricerca, divulgando la danza anche con azioni performative, laboratori, seminari e azioni di valorizzazione di giovani coreografi campani. Soprattutto quelli vincitori del Contest appositamente creato per individuare giovani potenzialità locali, tra tutti i già citati Roberta De Rosa, Nyko Piscopo, Adriano Bolognino, Francesca Gammella ed altri ancora che popolano le scene dei nostri giorni. A questo punto non scompongono l’attento osservatore i vari riconoscimenti, tra i quali ricordiamo il Contest #socialive dell’Agis di Roma, il Premio Danz’é Festival Oriente Occidente di Rovereto con anche la Menzione Speciale oltrw a quelli già citati e tanti altri ancora nel palmares dell’ARB dance company.
Ed a brevissimo potremo scoprire “El tiempo de l’alma”, una creazione innovativa accompagnata dalle “Quattro stagioni” di Astor Piazzolla che ne evoca una quinta, quella dell’anima. Questo titolo ha debuttato al Premio Napoli in Danza 2022 con le coreografie di Antonio Colandrea, coudiuvato da Marinella Casciello e Lina Di Gaetano. E nella stessa serata andrà in scena “Le persone dentro” di Roberta De Rosa, tratto da “Una stanza piena di gente” di Daniel Keyes e Billy Milligan con il supporto di Mutamenti/Teatro Civico 14 e le musiche di West Dylan Thordson nell’elaborazione musicale Paky Di Maio. La maschera funeraria oggetto dell’iconografia di questo titolo è quella conservata al Beirut National Museum risalente al VII a.C. A proposito di questo spettacolo la coreografa ha voluto riprendere il pensiero del regista indiano Manoj Night Shyamalan che considera “il cervello umano l’oggetto più complesso dell’universo. Un individuo con personalità multipla può cambiare la struttura del suo corpo con il pensiero. E se non ci fosse limite a ciò che può diventare? È questo il prossimo stadio dell’evoluzione?” Il prossimo stadio dell’evoluzione di ARB è invece chiaro all’orizzonte! Sarà possibile vederlo dal vivo al Maschio Angioino il prossimo 28 luglio.
Per avere maggiori informazioni o scoprire il mondo di ARB si suggerisce tuttavia di visitare il sito ufficiale www.arbdancecompany.it