È andata in porto la primissima edizione del “The Bridge – New Generation”, andato in scena al Teatro dell’Aquila di Fermo gremito in ogni ordine di posti. Finalmente la gente della danza e del balletto ha potuto inebriarsi in regione di coreografie del repertorio classico ed inedite in una serata di gala attesissima da tempo.
Un cameo alla città ed all’intero territorio voluto da Crystal of Dance e dalla direzione artistica di Lola e Joe Artid Fejzo che ci ha creduto in tempi non sospetti. “Con il titolo e con le belle coreografie rappresentate in scena abbiamo voluto creare un ponte tra una nuova generazione di ballerini professionisti e chi calca invece le scene da più tempo – ci spiega la direzione artistica di Crystal of Dance – Un ponte tra chi vive giá di queste emozioni e le nuove generazioni che sognano un giorno di farne parte. Un ponte tra chi apprezza l’arte della danza e vuole trascorrere ore nella bellezza e chi ballando vuole arrivare al cuore di tutto il pubblico. In un teatro gremito e attento, abbiamo assistito a un’esperienza di rara intensità, portata nelle Marche con cura, visione e una qualità artistica che lascia senza parole”.
Che dire di più? In un mondo extra-danza dove si ergono muri e si lanciano missili c’è anche chi, nei teatri, crea ponti coreutici, artistici e culturali. Ma questa è un’altra storia! Qui invece Lola e Joe Artid Fejzo hanno scritto una nuova pagina della storia della danza e del balletto di queste zone, delle colline marchigiane incastonate tra le cittadine e le ricchezze del patrimonio artistico e culturale. Che tra le tante bellezze può annoverare anche il “The Bridge – New Generation”, un ponte di fattezze tersicoree curato in scena da Marlon Dino e da tanti altre stelle della danza corse a Fermo.
“Per aver potuto conseguire questo risultato non possiamo che ringraziare il Comune di Fermo per l’accoglienza nella splendida cornice del Teatro dell’Aquila e l’Assessore alla Cultura Micol Lanzidei – precisa la direzione artistica – per molto tempo ancora ricorderemo questa serata e le emozioni che ci ha regalato, gli applausi infiniti di un pubblico innamorato che voleva non finisse mai. È raro vedere un parterre de roi così ricco sul palco del Teatro Dell’Aquila, occasioni del genere andrebbero degnamente onorate e valorizzate, soprattutto dalle amministrazioni comunali, dagli enti locali e dalle scuole di danza del territorio. L’arte è sempre condivisione e ci auguriamo che questo possa essere un nuovo ponte tra la danza, le nostre meravigliose città e tutti coloro che amano la bellezza dell’arte”.

Obiettivi raggiunti, dunque, e parole che lasciano ben sperare per il futuro della danza da queste parti affinché Fermo possa diventare il crocevia tersicoreo del centro italiano, un’ambizione già consolidata da nomi e numeri di primissima fascia sin dalla prima edizione del 2025. In scena si sono viste numerose esibizioni, tra variazioni e passi a due tratti dal repertorio classico ma altrettante sono state le nuove creazioni nate proprio per la serata. L’etoile internazionale Marlon Dino, oltre ad aver orchestrato le varie coreografie con magistrale sapienza, ha danzato con la giovane promessa diplomata alla Scala di Milano Giulia Fanti sia la variazione del Cigno Bianco tratta da “Il Lago dei Cigni”, sia l’inedita e poetica “Summer night”.
Le etoilès del Teatro San Carlo di Napoli hanno incantato con balletti di repertorio e coreografie di danza contemporanea, portando in scena vere perle: Anna Chiara Amirante ed Alessandro Staiano hanno ammaliato il pubblico con il passo a due tratto da “Raymonda” e il passo a due di contemporaneo “In the air”. Giorgia Pasini e Salvatore Manzo hanno incantato con il loro “1948″ e il passo a due tratto da “L’infiorata di Genzano”. A Claudia D’Antonio e Danilo Notaro il compito di chiudere questo meraviglioso gala con il passo a due tratto dal “Don Chisciotte” dopo aver ballato il pezzo contemporaneo “Us Two”.
Inizio promettente con la promessa di crescita esponenziale per il bene di tutti, proprio come la creazione di un ponte nell’accezione più vasta e comprensiva possibile.