La grande danza contemporanea torna ad animare i luoghi simbolo della cultura campana con Mare Nostrum – Il Mediterraneo che danza, la rassegna internazionale ideata e diretta da Claudio Malangone e promossa da Borderlinedanza. Il progetto, partito il 17 maggio dal Museo Archeologico Nazionale di Pontecagnano, approda ora alla Certosa di San Lorenzo a Padula e successivamente di nuovo al Museo Archeologico di Pontecagnano, con tre giorni di spettacoli a ingresso gratuito in cui il corpo torna protagonista assoluto della scena, tra evocazione, racconto e tensione poetica.
Una rassegna sostenuta dalla Direzione Generale Spettacolo del Ministero della Cultura, cofinanziata dal Comune di Pontecagnano Faiano, dal Comune di Padula e dalla Comunità Montana Vallo di Diano, con la preziosa collaborazione della Direzione Regionale Musei Nazionali Campania.
Alla Certosa di San Lorenzo (ore 21.30), Yellowbiz Art Collective presenta What do you see, or not, un’opera coreografica intensa e spiazzante, ideata da Michele Pastorini con musiche originali eseguite dal vivo dal ReVibrant Trio. La performance, articolata in tre capitoli, mette in discussione la fiducia nella percezione visiva e il concetto di identità, sovvertendo certezze e ruoli. Un teatro fisico e minimale, che invita lo spettatore a interrogarsi sul limite tra ciò che crediamo di sapere e ciò che non possiamo comprendere.

Sempre alla Certosa (ore 21.30), in scena l’Albanian Dance Theater Co. con Insufficient, una coreografia di Gjergj Prevazi: sei danzatori esplorano, in una continua rincorsa emotiva e simbolica, l’insufficienza cronica dell’essere umano. Il tempo che sfugge, le relazioni che mancano, le aspirazioni mai colmate: in questo flusso coreografico, lo spettatore è portato a riflettere su desideri e limiti, in una danza che cerca l’essenza delle cose.

E poi “Four Quartets” di Claudio Malangone e Borderlinedanza (ore 21.30) è una riflessione lirica sul tempo ispirata all’omonima opera di T.S. Eliot. Coreografie fluide, sospensioni e immersioni sensoriali trasportano il pubblico in uno spazio emotivo senza tempo, alla ricerca di un centro immobile nel cuore del divenire.

Una serata che unisce visioni diverse, tutte profondamente radicate nel sentire contemporaneo: “Origenìa” di Campania Danza (ore 20.30), con coreografia di Antonello Apicella e musiche originali e voce di Marco De Simone, è una celebrazione della Donna come archetipo di origine e forza generatrice. Un rituale poetico e carnale che connette corpo femminile e Terra, istinto ed eros, spiritualità e identità. A seguire “Insieme” di Mandala Dance Company, con la coreografia di Paola Sorressa, è un omaggio all’amore nella sua complessità, un dialogo tra maschile e femminile sospeso tra cura e desiderio. Con i danzatori Alessia Stocchi e Davide Galuppi, la relazione prende forma in una coreografia vibrante e delicata, scandita da musiche elettroniche rarefatte.
«La seconda parte di Mare Nostrum ci porta nei territori dell’intimità e dell’alterità, in un viaggio che interroga il tempo, i confini e le emozioni. La danza è ancora una volta linguaggio universale, capace di connettere le persone oltre le parole e le culture. Portare questi spettacoli nei luoghi della cultura, come la Certosa di Padula e il Museo di Pontecagnano, significa restituire bellezza e riflessione alla comunità, costruendo nuove mappe per abitare il presente», dichiara il direttore artistico Claudio Malangone.
Mare Nostrum – Il Mediterraneo che danza è realizzato con il sostegno della Direzione Generale Spettacolo del Ministero della Cultura, nell’ambito del bando nazionale per la valorizzazione dello spettacolo dal vivo nei luoghi della cultura. Il progetto è cofinanziato dal Comune di Pontecagnano Faiano, dal Comune di Padula e dalla Comunità Montana Vallo di Diano, in collaborazione con la Direzione regionale Musei nazionali Campania.