Dal 9 al 13 settembre 2026, OYA di Tobias Staab sarà presentata all’Ars Electronica Festival di Linz. L’installazione XR, realizzata con lo studio govar e sviluppata insieme all’artista e danzatrice Black Pearl de Almeida Lima, trasforma il corpo in una presenza olografica sospesa tra memoria, identità e rinascita.
Dopo le presentazioni all’Holland Festival di Amsterdam, durante l’Art Basel Week e al Festival of the Future di Monaco, OYA arriva ad Ars Electronica 2026, festival internazionale dedicato all’incontro tra arte, tecnologia e società .
L’opera sarà visitabile gratuitamente e senza prenotazione negli spazi della University of Arts Linz, accompagnata da workshop, incontri con il pubblico e un’esperienza interattiva dedicata alla ballroom culture.
OYA è un’installazione XR della durata di 13 minuti, concepita per una danzatrice olografica all’interno di un ambiente di realtà mista. La regia è di Tobias Staab, mentre protagonista e interprete è Black Pearl de Almeida Lima.
Il progetto parte dalla storia personale dell’artista brasiliana e dal suo percorso di transizione. Il corpo non viene rappresentato come un’immagine stabile o un’identità definitivamente compiuta, ma come una presenza in continuo divenire, modellata dal tempo, dallo sguardo, dal respiro e da ciò che non ha ancora assunto una forma.
Le immagini utilizzate nell’opera attraversano un arco temporale compreso tra il 2020 e il 2025. Materiali d’archivio e nuove registrazioni seguono il cambiamento di Black Pearl senza trasformarlo in un modello esplicativo. La sua esperienza diventa invece un sapere incarnato: una pratica di attraversamento delle soglie e di resistenza alle norme che vorrebbero rendere il corpo immutabile.
«Non sappiamo ancora che cosa può un corpo».
La riflessione di Spinoza diventa una delle domande centrali della creazione: che cosa significa cambiare? Come si manifesta la trasformazione nel corpo? In quale modo modifica l’identità ? E perché ogni nuova nascita implica anche l’abbandono di qualcosa?
In OYA la trasformazione si sviluppa su diversi livelli, da quello molecolare a quello simbolico. Il corpo attraversa riti di passaggio tra immaterialità , perdita, morte e nuovo inizio.
La figura di Black Pearl appare, si dissolve e torna a comporsi attraverso una moltitudine di particelle digitali. La presenza umana si muove tra differenti strati della realtà mista, mentre i confini tra ciò che è stato registrato e ciò che è stato generato digitalmente diventano progressivamente indistinguibili.
Allo stesso modo si confondono ciò che viene ricordato e ciò che appartiene al presente. Il percorso di transizione assume così la forma di una coreografia poetica e immersiva nella quale perdita, trasformazione ed emersione avvengono simultaneamente.
Il linguaggio visivo di OYA è stato sviluppato con la 3D designer Warja Rybakova e con lo studio XR govar, responsabile anche della direzione tecnica e dell’architettura del sistema immersivo.
Le tecnologie elaborate da govar consentono al corpo danzante di manifestarsi come una presenza olografica capace di attraversare fluidamente diversi livelli della mixed reality. La tecnologia non funziona soltanto come dispositivo spettacolare, ma diventa parte della drammaturgia del corpo.
La composizione di Heiko Tubbesing struttura l’esperienza attraverso architetture sonore astratte che oscillano tra sovraccarico sensoriale ed euforia da club. Musica, danza e immagine digitale costruiscono un ambiente nel quale lo spettatore è invitato a osservare la trasformazione da una posizione ravvicinata.
Nata in Brasile nel 1994 e residente in Germania, Black Pearl de Almeida Lima sviluppa una pratica artistica che comprende danza, coreografia, cinema, formazione e moda.
All’interno della ballroom community compete nelle categorie EU Runway e Vogue Fem. È membro del collettivo House of Brownies ed è attiva nella House of Saint Laurent.
Nel 2024 il suo cortometraggio PEARL è stato presentato su NOWNESS. Nel 2025 ha debuttato Just Love, progetto di danza queer costruito sul Boléro di Maurice Ravel. Il suo lavoro sostiene la visibilità e l’autodeterminazione delle identità marginalizzate.
Tobias Staab lavora come artista e curatore, sviluppando performance transdisciplinari all’incrocio tra danza contemporanea, musica e arte digitale.
Dal 2020 la sua ricerca si concentra in particolare sul rapporto tra esseri umani e tecnologie di apprendimento automatico. Nel 2025 ha presentato OYA alla Berlin Art Week nell’ambito della mostra EMIXAR ed è diventato direttore artistico dell’International DANCE Festival München.
Staab sta inoltre sviluppando Everybody Dance Now, esperienza di danza in realtà mista dedicata all’interazione corporea tra dimensione virtuale e realtà analogica.
La presentazione di OYA sarà accompagnata dal programma OYA Relationscapes, che approfondirà il rapporto tra danza, identità , ballroom culture e tecnologie immersive.
OYA è un’installazione XR di Tobias Staab della durata di 13 minuti. Presenta Black Pearl de Almeida Lima come danzatrice olografica all’interno di un ambiente immersivo di mixed reality.
L’installazione sarà visitabile dal 9 al 13 settembre 2026 alla University of Arts Linz.
No. Per visitare l’installazione non è richiesta la prenotazione anticipata.
L’opera esplora la trasformazione del corpo, l’identità , la memoria e la transizione attraverso danza, immagini d’archivio, modellazione digitale e mixed reality.
La protagonista è Black Pearl de Almeida Lima, artista, danzatrice e modella brasiliana attiva nella ballroom community europea.