I quattro elementi saranno tradotti in danza da un illustre quartetto di coreografi, tra cui Mauro Bigonzetti (Terra), Sharon Eyal (Fuoco), Andonis Foniadakis (Acqua) e Louise Lecavalier (Aria).
La prossima nuova produzione di Gauthier Dance promette nient’altro che un’esperienza elementare, sia per la compagnia stessa che per il pubblico. E poiché Eric Gauthier ha sempre avuto una predilezione per giocare con i numeri, questa rappresentazione sarà contrassegnata da un numero, quattro. Anche la prima avrà luogo in un giorno che si verifica solo ogni quattro anni: il 29 febbraio 2024. Soprattutto, però, questo programma riunisce quattro artisti altrettanto diversi quanto le quattro sostanze primarie di tutte le cose.

Nessuno ha collaborato con Gauthier Dance tante volte quanto il grande esteta della danza italiano. I pezzi di Mauro Bigonzetti fanno parte integrante del repertorio della compagnia dalla prima stagione nel 2007/08. Recentemente, Eric Gauthier ha “incorporato” la coreografia di contorsioni corporee Pression da High Five nel programma anniversario 15 YEARS ALIVE.
Coloro che conoscono il lavoro di Bigonzetti non saranno sorpresi dall’elemento scelto da Eric Gauthier per lui: la Terra. Dopotutto, l’artista nato a Roma trova l’ispirazione proprio sulla sua soglia, nel villaggio delle Marche dove si è stabilito tempo fa. Uno dei suoi temi ricorrenti è il potere della natura, come si vede nel suo pezzo distintivo Cantata, in cui la musica nativa del sud Italia e una comunità di villaggio ben unita si fondono in una esuberante celebrazione della vita. Pietra Viva è stato il nome del vibrante pas de deux che ha creato per Gauthier Dance nel 2011, la pietra viva. La compagnia non vede l’ora che Mauro Bigonzetti trasformi la terra in danza.
Il primo pezzo che Sharon Eyal ha creato appositamente per Gauthier Dance è stato un tranquillo bang, il suo pas de trois ingannevolmente elegante ma astuto per The Seven Sins. Ciò che era ancora sotto la superficie in Point ora prenderà fuoco. Per quale altro elemento sarebbe più adatto alla star coreografa israeliana se non … il Fuoco? In Elements, dopo il peccato mortale dell’invidia, Sharon Eyal torna al grande cast per il quale è diventata famosa. Il processo di lavoro immensamente concentrato e meticoloso di Eyal produce regolarmente pezzi di gruppo che hanno un effetto quasi ipnotico, trasformando i ballerini in un unico organismo che respira. Precisi, ritmici e implacabili come un orologio. Potenti e inarrestabili come un mare di fiamme.
È perché è cresciuto sull’isola di Creta ed è familiare con l’Acqua fin dall’infanzia? In ogni caso, una cosa è chiara: Andonis Foniadakis sa far scorrere l’acqua. Chiunque abbia visto la stupefacente sinfonia di danza Streams, che ha creato per il decimo anniversario di Gauthier Dance nel 2017, sarà d’accordo. Nessuno prima di lui ha mostrato i ballerini in modo così fluido, organico, plasmabile. Pochi prima di lui li hanno sfidati così tanto allo stesso tempo. I rapidi cambi di direzione e i sollevamenti complicati rendono le coreografie di Foniadakis notoriamente difficili da ballare. Una virtuosità impressionante e molta atmosfera sono state dimostrate anche nel suo secondo lavoro per Gauthier Dance AELLΩ. Il solo per una misteriosa creatura aviforme avvolta nella nebbia è stato il contributo di Foniadakis al progetto The Dying Swans. Le aspettative per la terza collaborazione non potrebbero essere più alte.
Louise Lecavalier è l’icona della danza contemporanea del Canada. Eric Gauthier ha ammirato la leggendaria frontwoman della compagnia La La La Human Steps di Édouard Lock fin dai tempi della sua scuola di danza a Toronto. Il punk, la forza fisica e la incredibile velocità che ha portato alla danza non erano mai stati visti prima, tanto meno da una donna. Ha conservato la sua indisciplina e la sua selvatichezza fino ad oggi. Non sorprende, quindi, che affronterà l’elemento dell’Aria. O dovremmo dire tempesta nel suo caso? In ogni caso, il suo pezzo per Gauthier Dance scuoterà abbastanza le cose. La prima mondiale di Louise Lecavalier sarà una prima in due rispetti: invece di coreografare se stessa, creerà , per la prima volta, un pezzo per un’altra compagnia. A proposito, sta anche cambiando l’elemento. Questo perché il suo nuovo solo riprenderà in parte So Blue, il suo debutto coreografico del 2012, il cui titolo evocava… l’acqua.