La Stagione 2026/2027 del Teatro di Roma segna la riapertura del Teatro Valle come Casa della Drammaturgia contemporanea e introduce Capitale Danza, nuovo festival dedicato alla coreografia contemporanea in programma a maggio 2027.
È stata presentata al Teatro Argentina la nuova Stagione 2026/2027 del Teatro di Roma, intitolata “Il teatro è vita”, un progetto che segna una fase di trasformazione storica per la Fondazione.
Al centro della nuova stagione c’è la riapertura del Teatro Valle, che dopo dodici anni di attesa torna alla collettività come Casa della Drammaturgia contemporanea, affiancandosi alle sale storiche di Teatro Argentina, Teatro India e Teatro Torlonia.
La nuova stagione del Teatro di Roma si costruisce come un progetto organico e policentrico, capace di valorizzare ogni spazio attraverso una vocazione precisa.
Il Teatro Valle sarà il cuore della drammaturgia contemporanea, il Teatro Argentina continuerà a ospitare il grande teatro di regia, il Teatro India si confermerà officina di sperimentazione e nuove scritture sceniche, mentre il Teatro Torlonia proseguirà il suo percorso dedicato alle narrazioni da camera e alla parola teatrale.
Il progetto complessivo riunisce oltre 90 titoli, tra produzioni, coproduzioni, ospitalità, proposte per le nuove generazioni, rassegne culturali e appuntamenti internazionali.
La riapertura del Teatro Valle rappresenta il segno più forte della Stagione 2026/2027. Lo storico teatro settecentesco torna a essere uno spazio centrale nella vita culturale della Capitale, con una programmazione dedicata alla drammaturgia contemporanea e alle grandi voci della scena italiana e internazionale.
L’inaugurazione sarà affidata a Francesco Piccolo con “La sera della prima”. Sei personaggi in cerca d’autore al Teatro Valle, un racconto che rievoca la storica prima pirandelliana proprio nel luogo in cui il capolavoro di Luigi Pirandello debuttò nel 1921.
La stagione del Valle proseguirà con progetti firmati da lacasadargilla, Silvia Costa, Daria Deflorian, Ruggero Cappuccio, Gabriele Lavia, Alessandro Gassmann, Emma Dante, Giorgio Sangati e Lucia Rocco.
Tra le novità più rilevanti della Stagione 2026/2027 c’è Capitale Danza, nuovo festival dedicato alla coreografia contemporanea, che a maggio 2027 abiterà gli spazi del Teatro di Roma.
La cura del festival è affidata a Lea Giamattei, Direttrice Junior under 35, che porta all’interno della Fondazione una prospettiva specificamente legata alla danza, al movimento e ai nuovi linguaggi coreografici.
Capitale Danza nasce come un progetto capace di trasformare il corpo in strumento di indagine filosofica, poetica e civile, mettendo in dialogo grandi ensemble internazionali, ricerca contemporanea e nuove generazioni.

Il Teatro Argentina ospiterà due appuntamenti di rilievo internazionale: Portrait di Mehdi Kerkouche, in programma l’8 e 9 maggio, e MOMO della Batsheva Dance Company, con coreografia di Ohad Naharin, in scena il 15 e 16 maggio.
Al Teatro India, il festival proporrà invece un percorso articolato tra ricerca, memoria politica e nuove visioni del corpo.
Oltre al nuovo festival, la danza attraverserà la stagione come un filamento continuo, con appuntamenti distribuiti tra Teatro Argentina e Teatro India.
All’Argentina arriverà la fisicità di Wim Vandekeybus con What the Body Does Not Remember, revival 2026 di uno spettacolo che ha segnato la storia della danza europea, insieme a Four Seasons Changed di Michiel Vandevelde, tra concerto coreografico, musica dal vivo e riscrittura contemporanea delle Quattro Stagioni.
Al Teatro India, invece, il movimento si farà ricerca e impegno civile con Bodies on Glass di Diego Tortelli, AMAE NO KŌZŌ di Borna Babić ed Eliana Stragapede, e Asfalto, poema fisico e musicale con regia e coreografia di Michela Lucenti e drammaturgia di Balletto Civile.

Il Teatro Argentina ospiterà una stagione di grande formato, tra classici, maestri della regia e grandi interpreti. Tra i titoli principali figurano Otello e Peccato che fosse una sgualdrina firmati da Luca De Fusco, La pazzia di Re Giorgio con Massimo Popolizio, Una delle ultime sere di Carnovale di Carlo Goldoni nella lettura di Valerio Binasco, e Platonov di Anton Čechov diretto da Peter Stein.
Il Teatro India continuerà a essere uno spazio dedicato ai linguaggi del presente, alla ricerca e alle nuove geografie artistiche, con progetti di Francesca Astrei, Kepler-452, Pascal Rambert, Jacopo Gassmann, Lino Guanciale, Davide Sacco e Malicho Vaca Valenzuela.
Il Teatro Torlonia confermerà la sua dimensione raccolta e poetica, con una programmazione che attraversa memoria, femminile, identità e alterità, ospitando lavori di Virginia Landi, Gaia Ginevra Giorgi, Elena Arvigo, Eleonora Mazzoni, Serena Sinigaglia, Riccardo Caporossi ed Enrico Torzillo.

La Stagione 2026/2027 dedica ampio spazio anche alle nuove generazioni, con spettacoli pensati per bambini, ragazzi e famiglie, tra Teatro India e Teatro Torlonia.
Tra i progetti in programma figurano La mosca verdolina, produzione del Teatro di Roma tratta dal libro del Premio Nobel Giorgio Parisi, Ending e Storie di Natale del Laboratorio Teatrale Integrato Piero Gabrielli, oltre alla VII edizione del festival Contemporaneo Futuro, curato da Fabrizio Pallara.
La stagione sarà inoltre arricchita da rassegne culturali e cicli di divulgazione, tra cui Luce sull’archeologia, Tra psiche e mito, Le verità sospese, Che ne sarà di noi?, Le donne dell’Assemblea Costituente e gli incontri dedicati alla storia del Teatro Valle e del Teatro di Roma.
Con la nuova Stagione 2026/2027, il Teatro di Roma inaugura una fase di rinascita e ampliamento della propria identità culturale, restituendo alla città il Teatro Valle e aprendo un nuovo spazio alla danza contemporanea con Capitale Danza.