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A Pesaro Teatro e Danza in Carcere

A Pesaro Teatro e Danza in Carcere

Un’ampia Rassegna di qualificate esperienze italiane e internazionali illumina a livello artistico ed educativo il concetto di Inclusione Sociale. Ad anticipare l’inaugurazione di Pesaro Capitale della Cultura 2024 si è svolto nella operosa cittadina marchigiana “Sentieri Incrociati: per un senso di umanità”, Progetto speciale del Ministero della Cultura, a cura del Teatro Universitario Aenigma, capofila del Coordinamento Nazionale Teatro in Carcere.
Nella Casa Circondariale di Pesaro (grazie alla straordinaria collaborazione di tutto il personale dell’amministrazione penitenziaria diretto da Annalisa Gasparro e Palma Mercurio) e nei teatri cittadini sono andati in scena spettacoli teatrali, cortometraggi e video, conferenze, tavole rotonde, premi, laboratori di formazione e specializzazione sui linguaggi e le pratiche di teatro in carcere.

Danza in Carcere

La città di Pesaro non è stata scelta a caso. Qui è attivo dal 2002 un progetto teatrale all’interno della Casa Circondariale coordinato dal Teatro Aenigma diretto da Vito Minoia, esperto di teatro educativo e sociale all’Università di Urbino Carlo Bo, e che nel tempo ha portato alla promozione di due compagnie stabili all’interno dell’Istituto: la storica Compagnia “Lo spacco” (costituita da detenute e detenuti) e la Compagnia “Controvento”, impegnata da alcuni anni in un percorso di autoformazione.
Entrambi i Gruppi sono andati in scena, conoscendo vicendevolmente le proprie opere in un percorso di accompagnamento alla visione degli spettacoli che ha coinvolto anche un centinaio di studenti delle scuole superiori di primo grado (Galilei di Villa Fastiggi) e di secondo grado (Liceo Marconi) coordinati da Ivana Conte , Paolo Gaspari e Romina Mascioli.

Sulla base dell’esperienza di Pesaro e di un gruppo di altri storici progetti, si sostanzia il lavoro del Coordinamento Nazionale Teatro in Carcere, promosso nel 2011 dalla Rivista Europea “Catarsi teatri delle diversità”, edita dal Teatro Aenigma, e che oggi coinvolge oltre 50 esperienze condotte in 15 regioni italiane differenti. A Pesaro inoltre il 26 marzo 2019 il Teatro in Carcere viene significativamente celebrato dall’Istituto Internazionale del Teatro dell’UNESCO che organizza l’evento internazionale della Giornata Mondiale del Teatro nella Casa Circondariale anziché presso il Quartier generale di Parigi invitando una delegazione coordinata dal Direttore generale Tobias Biancone insieme al drammaturgo cubano Carlos Celdran, quell’anno incaricato di scrivere il messaggio di pace rivolto alla Comunità artistica internazionale e tradotto in oltre 50 lingue.

Varie le novità di questo “Progetto Sentieri Incrociati 2023”: per la prima volta è stato organizzato un Seminario di formazione e specializzazione sui linguaggi e le pratiche del teatro in carcere rivolto ad aspiranti operatori interessati a proporre in nuovi contesti ulteriori progettualità e condividendo l’esperienza con la compagnia “Lo spacco”. In quattro giorni intensi di lavoro, grazie alla maestria di Gianfranco Pedullà del Teatro popolare d’arte di Firenze, che da oltre trent’anni opera negli istituti penitenziari toscani (hanno collaborato con lui Grazia Isoardi direttrice di Voci Erranti a Saluzzo e Michalis Traitsis, direttore di Balamós Teatro negli istituti penitenziari di Venezia) è stato realizzato un esito scenico straordinario dal titolo “Il filo di Arianna: primo studio METAMORFOSI”. Si tratta di un’esperienza, pienamente riuscita in un clima di fiducia tra i vari partecipanti (un grande gruppo di 25 persone tra artisti, allievi in formazione, detenute e detenuti), che prelude a nuovi progetti di formazione e specializzazione che il Coordinamento nazionale intende proporre al Ministero della Giustizia in una fase ormai matura del percorso di collaborazione istituzionale. La collaborazione è stata infatti avviata nel 2013 e ha già prodotto quattro rinnovi triennali del Protocollo d’Intesa sulla promozione del teatro in carcere sottoscritto tra CNTiC, Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità, Università Roma Tre).

Gli altri spettacoli all’interno della Rassegna, selezionati dalla Direzione artistica composta da Ivana Conte, Grazia Isoardi, Vito Minoia, Gianfranco Pedullà, Valeria Ottolenghi, Michalis Traitsis hanno rappresentato altre realtà significative partecipando con opere realizzate nella Casa Circondariale di Brindisi (SPETTRI, diretto da Vito Alfarano della Compagnia AlphaZTL), nella Casa Circondariale di Lecce (LA REGINA RESTA, diretto da Lorenzo Paladini dell’Accademia Mediterranea dell’Attore), nella REMS di Brà/Cuneo (A FILO D’ACQUA, diretto da Simone Morero di Voci Erranti). La Compagnia Controvento ha presentato uno studio scenico di GIOVANNINO INNAMORATO, prima elaborazione sulla Commedia dell’arte ispirato agli Scenari del filone meridionale del conte di Casamarciano e in dialogo con Francesco Gigliotti e Teatro Universitario Aenigma. L’evento scenico conclusivo è stato invece affidato al CETEC (Centro Europeo Teatro e Carcere) diretto da Donatella Massimilla, che ha riallestito con Gilberta Crispino il monologo LO STUPRO di Franca Rame. Quest’anno ricorrono i 10 anni dalla scomparsa di Franca e la Fondazione Dario Fo e Franca Rame, che ha coprodotto l’evento, ha voluto ricordarla con un saluto del proprio presidente Mattea Fo. Proprio a Pesaro nel 2024 è in programma la presentazione del “Museo Fo – Rame”grazie a un’intesa che coinvolge anche il Ministero della Cultura, la Città di Pesaro e l’Archivio di Stato (il luogo deputato è il complesso di Rocca Costanza, sede delle ex carceri della città, significativo esempio di riqualificazione urbana).

Lo spettacolo SPETTRI della Compagnia di Brindisi, nella splendida cornice del Teatro Rossini di Pesaro, è riuscito a coinvolgere un folto pubblico proveniente per l’occasione da varie città italiane. Il lavoro, inscenato da detenuti e danzatrici professioniste, è stato dedicato a Enzo Tortora, Madre Teresa Di Calcutta, Frida, Bernard Milk, Les Patronas, Peppino Impastato, Palmina Martinelli (quattordicenne della provincia di Brindisi bruciata viva per aver rifiutato di prostituirsi), figure che hanno cambiato il mondo e hanno speso molte delle loro energie per cercare di trasformare, in meglio, l’umanità lasciando delle tracce di sé.
Al tempo stesso lo spettacolo ha aperto una riflessione che si è completata nella mattinata seguente in una conferenza per la prima volta dedicata alle pratiche di sei diverse sperimentazioni (in altrettanti contesti italiani) di Danza in Carcere (presenti anche due classi del Liceo coreutico cittadino).

Insieme alla Rassegna teatrale, anche la Rassegna Video ha proposto filmati che hanno documentato esperienze di grande pregio rivolte a detenute o detenuti a Genova (Mirella Cannata e Carlo Imparato di Teatro Necessario, ricordando con commozione Sandro Baldacci, regista cofondatore della Compagnia “Scatenati” nel carcere di Marassi, scomparso a novembre scorso), Milano (Cetec), Gorgona (Teatro popolare d’arte), Torino (Stalker Teatro), Ivrea (Teatro a Canone), Civitavecchia (Compagnai Sangue Giusto/AdDentro), Pesaro (Teatro Aenigma), Brescia (Compagnia Lyria), Potenza (Compagnia teatrale Petra), Lecce (Koreo Project), Venezia (Balmós Teatro), Siracusa (Dario La Ferla), e dai contesti minorili e di comunità di Catania (La Poltrona Rossa), Pontremoli (Ivana Parisi), Messina (Angelo Campolo), Lecce (CDP REvolution).

Anche il livello internazionale, grazie alle relazioni avviate, l’INTiP (International Network Theatre in Prison – ITI Unesco Partner), coordinato da Vito Minoia, è stato rappresentato a Pesaro dal Professor Ronald Jenkins, decano di storia del teatro alla Wesleyan University e docente a Yale, esperto in progetti dedicati a Dante in carcere. A Pesaro inoltre è stato ritirato il Premio Internazionale Gramsci per il teatro in carcere 2022  (VII edizione, promosso dalla Rivista europea “Catarsi, teatri delle Diversità” e presieduto da Giulio Baffi per l’Associazione Critici di Teatro) dalla regista Elena Cánovas , direttrice artistica del Teatro Yeses che opera da circa 40 anni nei penitenziari femminili di Madrid (ha consegnato il riconoscimento  il Vicesindaco di Pesaro Daniele Vimini). È stato inoltre assegnato il Premio Gramsci 2023 all’attore e regista brasiliano Rui Frati, direttore del Centro Internazionale di Teatro dell’Oppresso di Parigi.

Sentieri Incrociati ha documentato anche un evento straordinario organizzato il 9 novembre scorso a Roma dall’Associazione Tevere Eterno che si occupa della riqualificazione urbana degli spazi fluviali della capitale, organizzando questa volta una manifestazione con l’artista Michelangelo Pistoletto (“Terzo Paradiso a Piazza Tevere”) condivisa dal Coordinamento Nazionale Teatro in Carcere. L’evento ha visto infatti la partecipazione, con azioni performative, della Compagnia #Sine NOmine della Casa di Reclusione di Spoleto: sono intervenuti Luca Zevi (architetto e urbanista), Stefania Pettinato (Tevere Eterno), Giorgio Flamini (direttore artistico di #SIneNOmine).

Due infine le tavole rotonde, di grande rilievo. La prima dedicata alla Storia del teatro in carcere internazionale che ha documentato, con gli interventi dell’artista e studioso giapponese Yosuke Taki e del professore di teatro statunitense Ronald Jenkins, i 65 anni dalla costituzione del San Quentin Drama Workshop a San Francisco. La seconda dedicata a Nelson Mandela a dieci anni dalla scomparsa e a 30 dall’assegnazione del Premio Nobel con interventi di Bruno Mellano (Garante dei diritti dei detenuti della Regione Piemonte) su Attualità ed urgenza delle Regole di Mandela, Rosella Persi (Professore Associato di Pedagogia generale e sociale all’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo) con Riflessioni pedagogiche sulla scelta del perdono, Federico Losurdo (Professore Associato di Istituzioni di Diritto pubblico all’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo) su Il diritto al reinserimento sociale nella Costituzione e nel diritto internazionale e di Sergio Grossi (Marie Curie Fellow, Universidad Complutense de Madrid) su Educazione in carcere o educazione del carcere? Riflessioni sulle pratiche educative internazionali per attuare i principi di Nelson Mandela.

Molto suggestiva, nel corso dell’ultima giornata della rassegna, anche la presentazione a cura di Mirco Bonomi del libro “Ho messo gli stivali giallidi Anna Solaro, “Premio Teatri elle Diversità-ANCT 2022”, animatrice del Teatro dell’Ortica di Genova con progetti artistici nel carcere di Pontedecimo, prematuramente scomparsa a causa di un cancro. Con il testo l’autrice ha voluto parlare, negli ultimi mesi della propria vita e con grande generosità, di malattia, attese, diagnosi, paure, ascolto, famiglia, indifferenza e “prendersi cura”.

L’appuntamento con l’undicesima edizione della Rassegna Nazionale di Teatro in Carcere “Destini Incrociati” è fissato per l’autunno 2024 in una città, ancora da definire tra le varie candidature che sono emerse proprio nei giorni dell’incontro a Pesaro visto il risultato qualitativamente alto condiviso dai vari partecipanti italiani e non.

La commozione nei volti delle diverse detenute e detenuti e degli spettatori coinvolti negli eventi a Pesaro lascia sperare nel sempre più profondo contributo che il teatro e la danza possono offrire, non solo sul piano artistico e culturale (pensiamo alla fioritura di nuovi linguaggi espressivi e modalità comunicative), ma anche nella promozione dell’ Inclusione sociale in un’ottica trasformativa individuale e collettiva. Penso ad esempio alle riflessioni attivate negli ultimi giorni a scuola, in carcere, e poi di nuovo a scuola con tanti preadolescenti e adolescenti accompagnati dai loro docenti e in dialogo con le proprie famiglie”. (Vito Minoia).

TUTTE LE COLLABORAZIONI:

  • Direzione generale Vito Minoia
  • Direzione artistica Ivana Conte, Grazia Isoardi, Vito Minoia, Valeria Ottolenghi, Gianfranco Pedullà, Michalis Traitsis
  • Direzione organizzativa Antonio Cioffi
  • Organizzazione David Aguzzi, Ivana Conte, Gloria De Angeli, Romina Mascioli, Giovanni Boccia
  • Ufficio Stampa Elena Orazi
  • Documentazione fotografica Franco Deriu, Umberto Dolcini
  • Documentazione Video Giorgio Ricci, Niko Fossati, Maria Celeste Taliani
  • Rassegna video a cura di Ivana Conte, Vito Minoia, Valeria Ottolenghi.

Con il Sostegno di Ministero della Cultura, Ministero della Giustizia.
Con il Patrocinio di Comune di Pesaro e Università degli Studi di Urbino.
Collaborazioni organizzative Associazione Nazionale Critici di Teatro (ANCT), Regione Marche, Coordinamento Regionale Teatro in Carcere Marche, Consorzio Marche Spettacolo, Fondazione Dario Fo e Franca Rame, Associazione AGITA, Associazione Nazionale Critici di Teatro (ANCT), International Network Theatre in Prison (ITI Unesco Partner), Rivista Catarsi-Teatri delle diversità.

Associazione Culturale Cittadina Universitaria Aenigma AP
Capofila del Coordinamento Nazionale Teatro in Carcere
Via Peschiera, 30 – 61030 Cartoceto (PU)
Tel. 329 7218097 e.mail: aenigmaaps@teatroaenigma.it
www.teatrocarcere.it e.mail: teatrocarcereitalia@libero.it

SPETTRI – AlphaZTL (Ph. Franco Deriu)

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