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Messico, Italia, Canada: giovedì 30 il progetto europeo Boarding Pass fa tappa a Salerno

Messico, Italia, Canada: giovedì 30 il progetto europeo Boarding Pass fa tappa a Salerno

Dopo la prima puntata in Messico, la seconda tappa di Through the rite, (attraverso il rito) la proposta progettuale con la quale il CDTM, Circuito Campano della Danza, capofila di un partenariato con l’Associazione RaIDFestivals, il Festival de Danza Contemporánea Alternativo Hidalgo (Messico) e la New Dance Young Talent (Olanda) ha vinto il bando Boarding Pass Plus (IV edizione – Annualità 2023-2024) promosso dal MiC, pensato per sostenere percorsi internazionali per lo sviluppo dei processi artistici e il consolidamento delle collaborazioni tra professionisti italiani e quelli di altri Stati, sarà l’Italia, Salerno.

Boarding Pass

«L’obiettivo è la realizzazione di un percorso internazionale di creazione, valorizzazione e diffusione della coreografia italiana con un focus sui riti religiosi, espressioni delle tradizioni e degli elementi identitari di popoli e luoghi. Specificamente, il rito è valorizzato dall’azione che diviene parola del corpo, svolgendosi in uno spazio e in un tempo disegnati dal gesto stesso. Dunque, il corpo, per mezzo del rito, diviene un elemento di connessione tra passato, presente e futuro, utile a celebrare esperienze, eventi e significati intrinsecamente legati ad una tradizione territoriale, ma che attraversano sfere dell’esistenza umana di ciascun individuo e in qualunque parte del mondo», spiega Claudio Malangone, coreografo scelto insieme a Emma Cianchi, rispettivamente accompagnati da Luigi Aruta e Marcella Martusciello, danzatori e coreografi italiani under 35.

Boarding Pass

Boarding Pass

Giovedì 30 maggio alle 21 presso l’Auditorium del Centro Sociale di Salerno il CDTM e Raidfestivals presenteranno il solo “Devoto”, concept e coreografia Claudio Malangone, autore e interprete Luigi Aruta, assistente alla coreografia Adriana Cristiano, musica originale Alessandro Capasso. La performance nasce con l’idea di indagare la nozione di rito, al di là del senso strettamente religioso, isolando e ordinando gesti e movimenti. Partendo dalla processione delle “Cente” e dei “Fujenti” (riti religiosi tipici del sud Italia) ci si chiede fino a che punto il concetto di rito sia così applicabile a contesti sociali e culturali diversi, che cosa si intenda con questo termine e se esista una qualche componente comune a tutti i comportamenti rituali. Gesti, anche semplici, che assumono un carattere paradigmatico in quanto ripetizione delle gesta di dei, eroi, spiriti o antenati, di cui le attività ordinarie degli uomini non sono che un pallido riflesso. Ne risulta una sorta di cerimonia con specifiche azioni corporee, posture e atteggiamenti, secondo una sequenza precisa che conduce ad una danza, che sia propiziatoria e liberatrice.

Nella stessa sera anche la performance di e con Joan van der Mast, insegnante di fama internazionale, coreografa, coach e consulente di danza contemporanea e Laban Movement Analysis con all’attivo una carriera ricca e diversificata. In linea con il progetto through the rite, la coreografa presenterà “Under my skin”. «Le persone e i rituali sono inseparabili e danno significato ai momenti speciali della vita. I rituali spesso offrono conforto, danno forza e sono molto preziosi. Il rituale è una serie di atti solenni che si svolgono in un certo ordine per sperimentare vecchi e nuovi significati dal punto di vista fisico-mentale ed emotivo. Dà sicurezza, forza, coraggio e connessione. E la danza è come un rituale, la cui essenza risiede nell’intenzione. In questo breve assolo, cerco soprattutto i rituali che mi fanno entrare nell’estasi della danza, che mi danno fiducia per essere pura e vicina a me stessa. Per frenare le insicurezze e le barriere del corpo che invecchia e di trattenere le compulsioni della mente che controlla», spiega Joan van der Mast, attualmente direttore artistico del New Dance Center e del programma New Dance Young Talent a L’Aia dei Paesi Bassi, il Paese partner insieme al Messico e l’Italia. In scena anche la coreografia Guerriero di Adriana Cristiano interpretato da alcune delle partecipanti al corso di formazione BorderLab 2023 – 2024, organizzato sempre dalla Compagnia: Rita Esposito, Sabrina De Luca, Roberta Giamminelli, Mara Noto.

Foto Mostra Fotografica

Foto Mostra Fotografica

Non solo spettacolo. Il progetto ospiterà anche un workshop con la coreografa, laddove il rito continua ad essere il pretesto di dialogo, discussione e scambio intergenerazionale, esperienziale e sociale. I processi creativi che ne accompagneranno l’esplorazione e la sperimentazione artistica saranno il dispositivo culturale di valorizzazione della coreografia italiana. Arte nell’arte, Through the rite sarà anche l’occasione per presentare l’Esposizione fotografica “Sacro e Profano” a cura dell’artista della fotografia e docente UNISA Gianpiero Scafuri con scatti di Gianpiero Scafuri, Giada Ruoppo e Claudio Malangone, nonché alcuni fotografi messicani, protagonisti della 1 tappa.

Il costo del biglietto è di 2 euro.

Tra giugno e luglio la residenza artistica si sposta nei Paesi Bassi, a Den Haag, grazie alla partnership con la Fondazione New Dance Young Talent, nata nel 2016 per promuovere e incoraggiare lo sviluppo di progetti artistici. NDYT ospiterà gli artisti italiani per due settimane consentendogli di presentare il loro progetto coreografico partendo dalla ricerca sulle tradizioni legate a momenti religiosi che fanno parte del tessuto socioculturale campano. Anche qui in programma meeting sul tema del progetto e un evento artistico ad hoc per presentare la metodologia di lavoro e il percorso artistico sviluppato dalla coreografa Emma Cianchi. 

Perché MESSICO E OLANDA Questi due paesi sono stati scelti come partner per la loro peculiare storia culturale a proposito dei riti religiosi. Il Messico, all’80% cattolico, ha un 20% frantumato in culture sincretiste con riti e pratiche fortemente corporei. L’Olanda, invece, è uno dei paesi europei più secolarizzati: con il 48%, ha la percentuale più alta dell’Europa occidentale di coloro che sono senza una confessione religiosa. 

LA MISSION L’azione è promuovere la propria poetica attraverso la messa in scena della propria produzione nell’ambito del progetto; esportare la cultura territoriale nazionale fuori dall’Italia attraverso l’esperienza di confronto e scambio artistico e culturale internazionale, ma anche valorizzare la coreografia italiana usando il rito come ‘pretesto’ drammaturgico e coreutico per la creazione di opere nuove, proponendo modelli di sviluppo artistico e creativo in attività residenziali formative e performative.

CDTM L’Associazione CDTM, capofila del progetto (con sede a Napoli), a partire dal 2015 svolge la sua attività di promozione dello spettacolo di danza nell’ambito del territorio della Regione Campania.

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