Mostra AQVA di Luigi Bilancio al Teatro di San Carlo

Mostra AQVA di Luigi Bilancio al Teatro di San Carlo

Finalmente è tornato ad esporre Luigi Bilancio, uno dei fotografi più apprezzati del panorama coreutico nazionale dopo la fortunatissima mostra “Outre le Danse” del 2015. All’epoca la sua foto aveva stupito tutti quale motivo di riflessione e finanche commozione, portando l’osservatore in confini altrimenti solo sfiorati dalla mente.

Mostra AQVA di Luigi Bilancio al Teatro di San CarloQuesta volta con “AQVA“, visitabile nel foyer “Corridoio delle carrozze” del Teatro di San Carlo di Napoli dal 30 marzo alle ore 18, lo spettatore è invece abbagliato dalla forza propulsiva dell’acqua, anche in questo caso a tu per tu con la danza, con diciotto immagini così limpide da sentirsi proiettati fin tra le gocce ed i corpi dei ballerini. Sì, anche stavolta ballerini protagonisti, perché con “AQVA” Luigi Bilancio ha voluto consolidare la propria appartenenza al mondo della danza ma sempre sui generis, stavolta coinvolgendo quasi tutto il Corpo di Ballo del Teatro di San Carlo in un mare d’acqua.

Un mare d’acqua con un mare di scatti prodotti in due anni di lavoro, un mare di ballerini sancarliani (quasi tutta la compagine diretta da Giuseppe Picone, ndr) per un totale di cinquanta foto predestinate. Tra queste sono state scelte le diciotto foto della mostra “AQVA” con ben due roll up e la fisicità sinuosa, elegante e muscolare dei dieci componenti del Corpo di Ballo del Teatro di San Carlo: Anna Chiara Amirante, Alessandro Staiano, Claudia D’Antonio, Salvatore Manzo, Luisa Ieluzzi, Francesca Riccardi, Danilo Notaro, Giuseppe Aquila, Carlo De Martino e Rita De Martino.

Tutti assecondati dalla loro personalissima scelta di aderire al progetto “AQVA” di Luigi Bilancio dal proprio direttore Giuseppe Picone che, senza troppi giri di parole, ha apprezzato sin da subito il fotografo e la sua progettualità sul lungo termine. Non si esclude, infatti, la prosecuzione del lavoro con altri danzatori dell’ensemble sancarliano e con altre modalità che il fotografo non tarderà a presentare.

Ma intanto Luigi Bilancio si gode l’attesa della nuova mostra che, come opportunamente ci spiega:

Nasce dall’idea di restituire la dinamicità del movimento ad un’immagine attraverso l’ausilio dell’acqua. Essa è un elemento che, per quanto la si possa intrappolare in un fotogramma, darà sempre l’idea della sua fluidità e da qui mi è nata l’idea si usarla per raccontare dell’arte della danza.

Del resto il fotografo non ha mai nascosto la predilezione per i ballerini professionisti, figurarsi per i talenti del Massimo napoletano! Non deve dunque sorprendere affatto la volontà di misurare le capacità del corpo umano a tu per tu con le emozioni, il fermo-immagine, l’acqua in caduta libera, la danza e tutto quanto concorre alla realizzazione di vere e proprie opere d’arte fotografica. E la soprintendente Rosanna Purchia non si è fatta scappare l’occasione accogliendo tra le sale del Massimo la nuova idea in mostra di Luigi Bilancio, con l’inequivocabile “AQVA” a farla da padrona.

Proprio contestualmente all’acqua lacustre de “Il lago dei cigni“, alla primissima rappresentazione nello stesso giorno di sabato 30 marzo, con le coreografie di Ricardo Nunez riprese da Patrizia Manieri, la meravigliosa musica di Piotr Ilich Ciaikovskij e le interpretazioni di Marianela Nunez, Vadim Muntagirov, Maia Makhateli ed il sancarliano Alessandro Staiano nei due cast dei ruoli principali. Protagonista anch’egli delle foto in esposizione nel foyer “Corridoio delle carrozze”. Al pari degli altri suoi nove colleghi in scena ed in foto con un gioco delle parti davvero inusuale per il Teatro di San Carlo e per la sua compagnia di balletto.

Come lo stesso fotografo ha precisato:

Molto spesso l’immagine di un danzatore, per quanto perfetta sia nell’esecuzione che nella modalità di ritrarlo, restituisce spesso un fotogramma freddo ed asettico, privo di quella dinamica che il ballerino adotta per raggiungere la posa: “pánta rheî” è dunque la mia sfida con il progetto “AQVA”. L’acqua come la danza sono elementi puri, leggeri, a tratti trasparenti e perciò un connubio perfetto per dimostrare quanto  un istante possa divenire l’infinito di un momento.

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