OYA è un’installazione XR/mixed reality di Tobias Staab, interpretata da Black Pearl de Almeida Lima, che inaugura il suo tour europeo il 13 giugno 2026 al Holland Festival di Amsterdam.
OYA, la nuova installazione XR/mixed reality firmata da Tobias Staab, inaugura il suo tour europeo il 13 giugno 2026, portando il proprio universo immersivo in tre festival internazionali tra Amsterdam, Basilea e Monaco di Baviera.
Il lavoro nasce in collaborazione con lo studio XR govar e con l’artista, danzatrice e modella Black Pearl de Almeida Lima, la cui storia personale diventa il punto di partenza per una riflessione poetica sulla trasformazione, sull’identità e sul corpo come luogo di passaggio.
OYA è un’installazione XR della durata di 13 minuti, sviluppata come coreografia immersiva per una presenza danzante olografica all’interno di un ambiente mixed reality.
Al centro dell’opera c’è un corpo in divenire: un corpo che non viene fissato come immagine o identità definitiva, ma che continuamente appare, si sottrae, si trasforma e attraversa nuovi stati di presenza.

Il progetto parte dall’esperienza vissuta di transizione di Black Pearl de Almeida Lima, non come modello esplicativo, ma come sapere incarnato, pratica di attraversamento e resistenza rispetto alle norme irrigidite.
La struttura di OYA intreccia materiali d’archivio e nuove riprese di Black Pearl. L’opera inizia con immagini del 2020 e si conclude con registrazioni del 2025, costruendo un percorso visivo e sensoriale che attraversa tempo, sguardo, memoria e metamorfosi.
La dimensione del corpo si espande così oltre il dato biografico, aprendo domande più ampie: che cos’è il cambiamento? Come si manifesta in un corpo? In che modo plasma l’identità ? E perché non esiste divenire senza perdita, passaggio e rinascita?
Attraverso una lingua visiva digitale, realizzata con la 3D designer Warja Rybakova e con lo studio XR govar, l’installazione dissolve progressivamente i confini tra registrato e renderizzato, ricordato e presente, materiale e immateriale.
Nel corso dell’esperienza, la trasformazione risuona su più livelli: molecolare, simbolico, visivo e corporeo. La traiettoria di transizione emerge come una coreografia poetica tra morte e rinascita, perdita ed emersione, assenza e nuova presenza.
La composizione musicale di Heiko Tubbesing accompagna l’installazione con architetture sonore astratte, sospese tra sovraccarico sensoriale ed euforia club-oriented.
Il risultato è un ambiente immersivo in cui le realtà si sovrappongono, scivolano l’una nell’altra e diventano parte di una stessa esperienza percettiva.
Il tour europeo di OYA prende il via il 13 giugno 2026 e attraversa tre appuntamenti internazionali dedicati ai nuovi linguaggi performativi, digitali e immersivi.
Il progetto è diretto da Tobias Staab e interpretato da Black Pearl de Almeida Lima. La direzione tecnica è affidata a Stefan Göppel di govar, mentre il 3D design è firmato da Warja Rybakova.
La musica è di Heiko Tubbesing, il light design di Torsten Podraza. La produzione è di govar GmbH, nell’ambito della serie espositiva EMIXAR, finanziata dal Senato di Berlino.
Black Pearl de Almeida Lima è nata in Brasile nel 1994 e vive attualmente in Germania. La sua pratica artistica attraversa danza, coreografia, cinema, educazione e moda.
All’interno della ballroom community compete nelle categorie EU Runway e Vogue Fem. È membro del collettivo House of Brownies ed è attiva nella House of Saint Laurent.
Nel 2024 il suo cortometraggio PEARL è stato presentato su NOWNESS, mentre nel 2025 ha debuttato con Just Love, progetto di danza queer sulle musiche del Boléro di Ravel.
Tobias Staab lavora come artista e curatore. Le sue opere prendono forma come performance transdisciplinari all’incrocio tra danza contemporanea, musica e arte digitale.
Dal 2020 concentra sempre di più la propria ricerca sul rapporto tra esseri umani e tecnologie di machine learning. Dal 2025 è direttore artistico dell’International DANCE Festival München.
Nello stesso anno ha collaborato con l’artista olandese Lotte van den Berg alla messa in scena dell’opera Matsukaze di Toshio Hosokawa per la Bavarian State Opera e ha presentato OYA alla Berlin Art Week 2025 nell’ambito della mostra EMIXAR.
Con OYA, Tobias Staab costruisce un’opera che utilizza la mixed reality non come semplice dispositivo tecnologico, ma come spazio poetico in cui il corpo può apparire, trasformarsi e resistere a ogni definizione definitiva.
Tra danza, immagine digitale, memoria e presenza olografica, l’installazione apre una riflessione sul cambiamento come esperienza fisica, identitaria e simbolica, trasformando la transizione in un paesaggio immersivo di perdita, rinascita ed emersione.