Dal 5 al 15 novembre 2026 il PACTA Salone di Milano accoglie la sesta edizione di Apriamo le gabbie, rassegna di danza contemporanea e arti a tecnica mista diretta da Elisabetta Miracoli. Il titolo scelto per il nuovo capitolo, Corpi che pensano, riassume un programma nel quale il movimento non viene considerato soltanto come esecuzione fisica, ma come strumento di conoscenza, relazione e trasformazione.
Per undici giorni il teatro di via Ulisse Dini diventa un osservatorio sulla giovane scena coreografica italiana. In programma spettacoli, trittici, piattaforme dedicate agli autori emergenti, progetti multidisciplinari e un’occupazione temporanea degli spazi del PACTA Salone. Partecipano Collettivo Riflessi, K-OSMOSI, PACTA . dei Teatri, Centro Formazione AIDA, Teatro Oscar DanzaTeatro, Esplorazioni Contemporanee APS, VIDAVÈ, DANCEHAUSpiù e SPACCA/Sanpapiè.
Apriamo le gabbie torna a interrogare il rapporto tra forma scenica ed esperienza umana. L’espressione Corpi che pensano rovescia la separazione tradizionale tra mente e corpo e propone la danza come un atto capace di produrre pensiero.
In questa prospettiva, il corpo non è chiamato semplicemente a rappresentare un’idea già definita: è il luogo nel quale l’idea nasce, cambia direzione e diventa condivisibile. I lavori selezionati affrontano identità, paura, memoria, perdita, relazioni, condizionamenti sociali, genere e responsabilità collettiva. A unirli è una ricerca che considera il movimento come un linguaggio autonomo, capace di aprire interrogativi senza ridurli a una risposta univoca.
La rassegna entra nella stagione 2026/2027 del PACTA Salone, intitolata La polvere e il giaguaro. Il balzo della scena nel caos del presente. Una stagione particolarmente significativa, perché celebra i dieci anni trascorsi dall’ingresso di PACTA . dei Teatri nello spazio di via Ulisse Dini e presenta complessivamente 73 titoli, di cui 21 prime.
La rassegna si apre con Che tu mi guardi o meno – Cronaca di sei corpi che creano la realtà, coreografia di Laura Ziccardi interpretata da Doris Qehaja, Alessandra Mendito, Elena Lazar, Gabriel Interlando, Stefano Tambone e Giulia Di Martino. La produzione è del Collettivo Riflessi.
Sei danzatori portano in scena altrettante storie individuali. L’identità di ciascuno, però, non rimane chiusa in un perimetro personale: emerge attraverso lo sguardo dell’altro, l’avvicinamento, il contatto e il reciproco riconoscimento. Il lavoro osserva così la natura relazionale della realtà e la sottile distanza tra ciò che crediamo di essere e ciò che diventiamo nell’incontro.
Il 6 novembre è in programma Moroloja – Suonano ancora, progetto di Giulia Tartamella con Laura Di Maggio, Sara Gaboardi e Syria Dall’Occo, prodotto dal collettivo K-OSMOSI.
Il punto di partenza è il rito delle prefiche del Mediterraneo, figure incaricate di accompagnare il lutto attraverso il lamento, la voce e il gesto. Tre interpreti attraversano un territorio nel quale la perdita individuale incontra una memoria collettiva e arcaica. Il suono non costituisce soltanto un accompagnamento: diventa traccia, respiro e possibilità di continuare a esistere.
La serata del 7 novembre si apre nel foyer con Sto bene, performance diretta e costruita drammaturgicamente da Davide Bonetti ed Ermes Califano, con Erika Marchesi e l’assistenza coreografica di Ilaria Cammarata. Una ragazza, un divano, un telefono e una domanda apparentemente quotidiana compongono una breve danza domestica nella quale la familiarità delle azioni lascia emergere ciò che resta normalmente nascosto.
Segue Trilogia dei fiori, progetto nato da un’idea di Elisabetta Miracoli e Lydia Colombelli, interpretato da Erika Marchesi e Serena Mazzeri. La drammaturgia e la regia sono di Elisabetta Miracoli, mentre la ricerca coreografica è affidata a Lydia Colombelli. Completano il lavoro il visual design di Manfredi Michelazzi, le musiche originali di Mattia Di Cretico e il video di Andres Hernandez.
Il corpo umano e quello botanico vengono messi a confronto in una relazione tutt’altro che pacificata. L’essere umano produce rumore, ferisce e tenta di imporsi; il mondo vegetale sembra silenzioso e sottomesso, ma conserva una forza capace di ribaltare la prospettiva.
Otto interpreti e una sola ombra sono al centro di Apotropaik, spettacolo di danza urbana e contemporanea firmato da Ermes Dario Califano.
Il titolo richiama la parola greca associata alla protezione e all’allontanamento della paura. Luce e buio costruiscono un ambiente instabile, nel quale i danzatori affrontano le proprie ombre fino a trasformarle. Ne nasce una composizione fisica dedicata al coraggio, alla vulnerabilità e alla possibilità di rinascere attraversando ciò che spaventa.
In Between – Trittico contemporaneo riunisce le visioni coreografiche di Giorgio Azzone, Laura Ziccardi e Matteo Gavazzi. In scena gli interpreti del JCor Ensemble del Centro Formazione AIDA.
Le tre creazioni affrontano altrettante zone di passaggio: tra individuo e collettività, corpo e spazio, parte visibile e dimensione interiore. Il corpo diventa il punto nel quale la relazione si forma, si interrompe e viene ricostruita, mentre la scena assume il valore di uno spazio sensibile condiviso.
Nel centenario della pubblicazione di Uno, nessuno e centomila di Luigi Pirandello, Sonia Usurini dirige Tra uno e nessuno, produzione Teatro Oscar DanzaTeatro. Le coreografie sono firmate da Sonia Usurini, Massimo Perugini, Rosita Mariani, Alessio Vanzini e Matteo Donetti.
Il tema pirandelliano dell’identità frammentata viene proiettato nella società contemporanea, dove lo sguardo degli altri e la rappresentazione digitale moltiplicano ruoli e maschere. La danza incontra la parola e il teatro per domandare se sia ancora possibile riconoscere una parte autentica di sé sotto le immagini costruite per essere accettati.
La Serata Risonanze presenta tre lavori brevi e tre differenti prospettive sull’identità.
La Serata VIDAVÈ è affidata a Matteo Vignali e Noemi Della Vecchia insieme ai giovani danzatori selezionati attraverso una call nazionale. L’appuntamento nasce come spazio di confronto e sperimentazione per autori under 35.
Al centro si trova BRUTTO, piattaforma pensata per offrire alle nuove idee coreografiche un laboratorio libero, assistenza tecnica, documentazione video e un dialogo diretto con il pubblico. Non soltanto una vetrina, dunque, ma un luogo nel quale mostrare processi ancora aperti, rischiare e verificare nuove possibilità sceniche.
La conclusione della rassegna è affidata ad Avamposto Milano, progetto curato da SPACCA, realtà nata nel 2025 dall’incontro tra Sanpapiè e C&C Company e dalla codirezione artistica di Lara Guidetti e Carlo Massari.
Per due giornate gli spazi del PACTA Salone vengono temporaneamente occupati da performance, pratiche, alta formazione, momenti di confronto e occasioni conviviali. Il programma annunciato comprende HOW TO _ just another Boléro, QUIVER e LOST PARADE.
Avamposto Milano amplia così la nozione tradizionale di spettacolo. La danza non è proposta come un oggetto isolato, ma come un processo che coinvolge artisti, operatori e spettatori, mettendo in circolo esperienze, domande e competenze.
Pur nella varietà dei linguaggi, il programma conserva una direzione riconoscibile. Molti lavori nascono da gruppi giovani o da percorsi di formazione e residenza; altri affiancano autori emergenti a strutture già attive nella produzione e nella promozione della danza. La scena diventa quindi un luogo di passaggio tra studio, creazione e incontro con il pubblico.
La collaborazione con realtà differenti consente inoltre alla rassegna di attraversare danza contemporanea, linguaggi urbani, teatrodanza, arti visive, video e ricerca sonora. Il tema Corpi che pensano non viene tradotto in un unico stile, ma attraversato da prospettive diverse: il corpo che ricorda, quello che imita, il corpo sociale sottoposto allo sguardo, quello che affronta la perdita e quello che prova a liberarsi dalle identità assegnate.
Gli orari delle singole rappresentazioni e il programma dettagliato di Avamposto Milano devono essere controllati sulla biglietteria ufficiale prima della partecipazione.
Consulta il sito ufficiale di PACTA . dei Teatri: www.pacta.org