Si conclude a Modena, sabato 12 e domenica 13 ottobre, la sedicesima edizione della manifestazione internazionale Periferico Festival. Progettato da Amigdala e realizzato con il sostegno e il contributo di Ministero della Cultura, Fondazione di Modena, Regione Emilia-Romagna, Comune di Modena, Perform Europe e ATER Fondazione, oltre a numerose collaborazioni sul territorio e patrocini sulle singole progettualità, il festival ha ospitato opere di artiste e artisti che sperimentano con la partecipazione assieme ad alcune delle comunità artistiche residenti a OvestLab: bambine e bambini, abitanti del quartiere e della città, cori femminili, insieme ad attiviste e attivisti, donne over 70, scrittrici domestiche, artigiani e moltissime organizzazioni cittadine che hanno messo a disposizione spazi o saperi.
Tante le prime nazionai ospitate durante il festival e tante anche in questo fine settimana, nelle strade del Villaggio Artigiano e in centro storico.
Il fine settimana di Periferico inizia sabato 12 alle ore 11 e alle ore 16, in centro storico, (punto di ritrovo in Largo San Giacomo, replica domenica 13 ore 11 e ore 16) con la prima nazionale di Letters from Attica, performance di Begüm Erciyas, coreografa turca attualmente residente a Bruxelles, che dal 2015 sviluppa formati transdisciplinari che tematizzano la tensione tra isolamento e unione. In condizioni di solitudine – come per i viaggiatori o i prigionieri – le persone hanno spesso fatto ricorso alla scrittura di lettere come mezzo di comunicazione con i propri cari, rivelando la sensazione di essere in isolamento. Sam Melville, detenuto nella prigione di Attica con l’accusa di sabotare proprietà pubbliche per protesta contro la guerra del Vietnam, scrisse molte lettere agli amici e alla famiglia dal 1969 al 1971, anno in cui fu ucciso durante le rivolte carcerarie. In Letters from Attica, la prima performance di Begüm Erciyas in uno spazio pubblico, ogni spettatore diventa una lettera vivente e ognuna delle loro voci dà una forma personale alle lettere di Sam, che collegano la sensazione di solitudine a quella di determinazione politica.
Alle 12,30 e alle 16, al Cortile del Leccio, ultime repliche di Where do we come from, what are we, where are we going 2.0 del regista cinese Wang Chong, nella versione italiana di Jacopo Panizza. Progetto patrocinato dal Dipartimento di Studi Umanistici – Università degli studi di Torino per quattro spettatori alla volta, la performance, presentata in prima nazionale, consente di sperimentare e immedesimarsi in un altro da sé.
Alle ore 12,30 a OvestLab Interspazio, progetto di ricerca che arriva a Modena per un incontro col pubblico al termine di un lungo viaggio tra atelier e residenze. Interspazio condivide domande e riflessioni che hanno mosso il gruppo di lavoro da maggio a ottobre. Al centro di questi mesi, i temi dello spazio pubblico, dei linguaggi artistici relazionali e delle pratiche partecipative, in una dinamica che amplia il concetto di “spazio pubblico” da elemento urbanistico e geografico a un più ampio ecosistema politico, sociale e culturale, nella sfera analogica e digitale. Partecipano le artiste Tea Andreoletti, Giovanna Rovedo e Simona Da Pozzo e le realtà curatrici del progetto: Festival Orlando, Lavanderia a Vapore, In\Visible Cities, Zona K e Amigdala.

IN-CON-TRA, ideato da Collettivo Amigdala, dalle 16 alle 21, è una piattaforma di dialogo che mette in gioco la centralità dei significati a partire dalle parole e che accompagnerà il pubblico nell’attesa fra i vari spettacoli. Attraverso la condivisione e l’ascolto delle altre persone, ogni parola può diventare parte della piattaforma di dialogo per ampliare le proprie sfumature di significato e dei significati, definendo nuove geometrie e nuove relazioni, tra affinità e differenze.
Dalle 16.30 alle 23, (MOP – Modena Ovest Pavillon) ultime repliche per Dear Laila, installazione di Basel Zaraa, artista palestinese residente nel Regno Unito. Installazione intima e interattiva, vissuta da un solo spettatore alla volta per circa 20 minuti, Dear Laila condivide l’esperienza palestinese di dislocamento e resistenza attraverso la storia di una famiglia, esplorando come la guerra e l’esilio siano vissuti nella quotidianità, nello spazio domestico e pubblico. Dear Laila utilizza il racconto dei ricordi e dettagli tattili per riportare in vita un luogo ormai distrutto.
Torna al festival, dopo la fortunata esperienza dello scorso anno, Tolja Djokovic, autrice, regista e insegnante di lettere, vincitrice del Premio Riccione per il Teatro 2023 con il testo Lucia camminava sola. In questa edizione Tolja presenterà (sabato 12 e domenica 13 in orari variabili) A più voci (quaderno proibito), una performance in quattro episodi per quattro case intorno al tema delle relazioni tra lavoro domestico e creatività. Ciascun episodio ha un tema, un linguaggio proprio ed è costruito dall’artista in co-creazione con le partecipanti al laboratorio che ha avuto luogo a Modena a partire da giugno. Le opere di alcune scrittrici che hanno conciliato la pratica creativa con le attività casalinghe o che hanno esplorato il rapporto tra casa e creatività nelle loro opere, guidano una comunità temporanea di donne in un processo di condivisione delle riflessioni sull’arte e sulla vita delle donne contemporanee.

La programmazione di sabato 12 si chiude alle ore 21,30 a OvestLab con il concerto di Nino Gvilia. Nino Gvilia canta di foreste, corpi che si amano in modi inconsueti e allucinazioni e si domanda anacronisticamente se delle folk songs possano ancora veicolare contenuti sentimentali e politici agendo sul nostro desiderio. La sua musica è influenzata da folk e minimalismo, fa uso di nastri magnetici, field recordings, voci di filosofe, una serie di strumenti bizzarri dalla texture vintage e canoni corali. il concerto è preceduto dall’intervista surreale tra Nino Gvilia, personaggio immaginario, e Maria Stocchi (Rumore magazine).
L’ultimo giorno di festival, domenica 13, presso OvestLab si terrà Loud! una giornata curata dalla ricercatrice vocale Meike Clarelli con Collettivo Amigdala ed è dedicata alla voce e alle voci. Periferico invita i cori CONfusion, Le Chemin des femmes, Le Dinamiche e Per futili motivi a una giornata che alterna scambio di pratiche vocali, interventi nello spazio pubblico, un incontro e un concerto conclusivo. I quattro cori convocati hanno alcuni fondamentali punti in comune: sono composti quasi esclusivamente da voci femminili, le loro direttrici sono donne, hanno un manifesto femminista e mettono in pratica in maniera corale un atteggiamento aperto e contemporaneo verso la musica vocale, una continua sperimentazione musicale senza mai dimenticarsi che la voce è relazione, unicità e diversità allo stesso tempo. Il programma della giornata: scambio di pratiche alle ore 11 (momento di lavoro tra i cori, uditori ammessi solo su richiesta); incursioni urbane dei cori dalle 15 alle 18 incursioni urbane dei cori; alle ore 19 Voci di collettività e pluralità, incontro con Elena Biserna, storica dell’arte e curatrice di base a Marsiglia; alle ore 21 Loud!, il concerto finale dei cori che si offre come festa finale dell’edizione. Un momento di aggregazione e canto con cui salutare Periferico festival fino al prossimo anno.
Tutto il programma su: collettivoamigdala.com
Per informazioni e prenotazioni info@collettivoamigdala.com oppure allo 0598777673.