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Site Dance: quinta edizione Rassegna di Danza itinerante

Site Dance: quinta edizione Rassegna di Danza itinerante

La danza contemporanea attraversa parchi, ville, giardini e luoghi di grande fascino storico e museale a Firenze e dintorni. Un viaggio che propone prime nazionali, creazioni site specific e laboratori per ragazzi e famiglie.

Site Dance
Rassegna di Danza itinerante

Giunge alla quinta edizione SITE DANCE, la rassegna di danza contemporanea itinerante con la direzione artistica di Simona Bucci e Marika Errigo, un progetto della Compagnia degli Istanti/Compagnia Simona Bucci, realizzato nell’ambito dell’Estate Fiorentina 2024 con il contributo del Comune di Firenze, della Città Metropolitana di Firenze e Fondazione CR Firenze. 

Site Dance si snoda dal 26 giugno al 26 ottobre attraversando diversi quartieri fiorentini ed espandendosi fuori dal perimetro cittadino fino a Vaglia e Lastra a Signa. 

La danza invade ed entra in connessione con i polmoni verdi di parchi e giardini: parco di Villa Favard, parco Mediceo di Pratolino, giardino del centro giovani Nidiaci, giardino della Catena al parco delle Cascine. Il viaggio della rassegna tocca anche gli spazi urbani di Murate Art District e della ex Chiesa delle Leopoldine.

Con l’obiettivo di promuovere la danza contemporanea offrendo una programmazione multiforme e variegata, Site Dance incrocia creazioni site specific, prime nazionali, studi e performance che si fondano sull’incontro tra tecnologia e coreografia. 

È il focus denominato Dance Court l’elemento di novità di questa quinta edizione che vede due luoghi di straordinaria bellezza come il Cortile di Michelozzo di Palazzo Medici Riccardi e il Museo di Villa Caruso accogliere lavori ideati ad hoc.

La rassegna si apre il 26 giugno alle ore 18 con Peaceful Places, coreografia e concept di Margherita Landi e Agnese Lanza, in uno spazio verde dell’Oltrarno: il giardino del Centro Giovani Nidiaci. La performance è un’installazione partecipativa ed inclusiva che, grazie all’utilizzo della Realtà Virtuale, ridefinisce il rapporto tra pubblico e performer. 

“È profondamente poetico per noi mostrare un’umanità attenta, concentrata, emozionata – dichiara Margherita Landi – Un messaggio politico che sposta l’attenzione dalla prestazione e dal virtuosismo performativo sul sentire, sull’inclusione. Nel nostro lavoro chiunque può generosamente donare la bellezza del proprio gesto” 

Peaceful Places permette a tutti di trasformare il proprio stato emotivo in movimento, allenando la propria empatia e il corpo ad abbracciare. Persone reali, con veri legami emotivi, guidano il movimento del fruitore condividendone la tenerezza, diventando personaggi archetipici con cui tutti possiamo identificarci. Il progetto delle due artiste è risultato vincitore degli Auggie Awards, prestigioso premio internazionale dell’industria XR, nella categoria Best Art.

Suddenly Here (estratto) - Ph. Giampaolo Becherini

Suddenly Here (estratto) – Ph. Giampaolo Becherini

Il 27 giugno Site Dance migra al Parco di Villa Favard dove alle ore 18 propone Suddenly Here (estratto), ideato da Simona Bucci. Il duetto, interpretato da Luca Campanella e Françoise Parlanti, racconta la sensazione di aver incontrato la persona per cui si è destinati, un presentimento di un legame profondo che troverà conferma solo col tempo. I due danzatori danno vita al loro dialogo attraverso le forme, la relazione con il tempo e lo spazio che condividono. Contatti sfiorati, tremanti, delicati, caldi e forti che conducono ad un vortice di smarrimento uno nell’altro.

Alle Murate Art District il 17 luglio alle ore 18 Margherita Landi con la nuova produzione Riflessi di tremenda presenza rende omaggio a Rainer Maria Rilke e all’invisibile, ispirandosi alle Elegie Duinesi e approfondisce il suo lavoro come Xr artist.

“L’angelo delle Elegie è quella creatura in cui la metamorfosi del visibile in invisibile, che noi operiamo, compare già compiuta. Langelo delle Elegie è quellessere che è garante del fatto di riconoscere nellinvisibile un superiore rango della realtà. Per questo è tremendo per noi, perché noi, coloro che amano e trasformano, siamo ancora legati al visibile. Tutti i mondi delluniverso precipitano nellinvisibile, nella realtà più profonda che abbiamo accanto”. (Rainer Maria Rilke, lettera a Witold von Hulewicz, 13 novembre 1925).

Margherita Landi - Terribile Presenza

Margherita Landi – Terribile Presenza

Il visore di Realtà Virtuale diventa qui la soglia tra visibile e invisibile. L’invisibile diventa presenza concreta, che fornisce il materiale e il significato alla performance.

La coreografa sviluppa un approccio al corpo che passa dal visore VR, per metterla in diretta comunicazione con i danzatori Nicola Cisternino, Agnese Lanza e Luca Zanni, coinvolti nel processo attraverso il sistema del “Landi’s Cube”. Utilizzando la Mixed Reality, Margherita Landi costruisce un linguaggio visivo che offre la possibilità di dirigere il lavoro in tempo reale, senza limitare la libertà creativa dei performer. Crea così un dialogo che avviene in scena in tempo reale dove anche il software stesso ha voce in capitolo generando elementi casuali. Una pratica discorsiva tra coreografa, performer e apparato, in cui non vi è gerarchia ma collaborazione.

La rassegna riprende il 28 agosto alle ore 21 con il primo appuntamento del segmento denominato Site Dance/Dance Court, in cui va in scena Suddenly Here / dire, fare, baciare, lettera, testamento di Simona Bucci, site specific per il cortile di Michelozzo di Palazzo Medici Riccardi. La coreografa immagina un lavoro in cui dà vita ad una relazione tra la danza contemporanea e il fortissimo fascino di uno dei monumenti più belli del Rinascimento, dove le campate ospitano, di volta in volta, accadimenti danzati come stazioni di un percorso. “Il gioco di bambini – spiega Simona Bucci – Dire, fare, baciare, lettera e testamento, con cui si pagava pegno in caso di perdita a un qualsiasi gioco di gruppo, riletto in chiave metaforica, si tramuta qui in azioni del divenire umano. Affermare la propria presenza e natura. Agire, costruire, edificare e demolire. Incontro con l’altro e l’intimo contatto. Il tratto che collega l’interno, l’intimo con l’esterno. La traccia lasciata che narra di ciò che si è percorso.” Il 30 agosto alle ore 18 al Giardino della Catena nel parco delle Cascine e il 31 agosto alle ore 18.30 nello splendido Parco Mediceo di Pratolino a Vaglia, animato da fontane, grotte, statue e straordinari giochi d’acqua, Carlos Aller, in collaborazione con Cecilia Bartolino, presenta A/way Home. Nello spettacolo siamo testimoni di come il superamento delle sfide rafforzi gli individui e metta in evidenza la parità di genere. Due personaggi mostrano uguale determinazione, incarnando la fragilità e la resistenza contro le ingiustizie. Traendo ispirazione dai paesaggi urbani delle principali città del mondo, A/way Home richiama la favola di “Lilli e il Vagabondo”. Il duetto, interpretato dallo stesso coreografo e da Cecilia Bartolino, sfida le norme di genere e le strutture gerarchiche che emarginano i meno privilegiati, evidenziando la capacità femminile di offrire sostegno fisico ed emotivo agli uomini, ma sottolineando al tempo stesso la necessità che gli uomini abbraccino la sensibilità e la vulnerabilità. I due artisti proseguono la loro indagine sulle complessità della società contemporanea. La storia mette in luce temi cocenti come l’emarginazione e la diseguaglianza economica e auspica una società in cui tutti siano trattati con dignità, indipendentemente dal genere, razza o classe. Carlos Aller e Cecilia Bartolino sono gli artisti vincitori del bando “Face Off Resi-Dance”, che ha permesso loro di essere in residenza di recente al Teatro delle Arti di Lastra a Signa all’interno del Festival Face Off, altro fiore all’occhiello delle attività della Compagnia Simona Bucci/Compagnia degli Istanti.   

In questa edizione trova nuovamente spazio una sezione kids. Il 10 settembre alle ore 16.30 al Centro Giovani Gavinuppia Marika Errigo conduce Creativiamo, laboratorio delle creatività, intitolato “Arte Materica per l’Ambiente”. Destinato principalmente a bambini e ragazzi, si rivolge anche ad un pubblico adulto che abbia il desiderio di sperimentare le intersezioni tra le arti, attraverso un uso consapevole del riciclo creativo.

Il 12 settembre alle ore 18.30 alle Murate Art District Camilla Giani mette in scena K.I.T.S.C.H. – Karaoke is the Supreme Challenge, primo studio, protagonista la danzatrice Chiara Casiraghi.

Il Karaoke (orchestra vuota in giapponese) è un atto liberatorio che per imitazione permette di lasciarsi attraversare, come un contenitore vuoto, dal flusso performativo associato ad un idolo. Considerando la visione del Karaoke come rito, lo show inteso come atto tribale di trascinamento e liberazione, viene snaturato facendo emergere ciò che sta sotto e operando un lavoro di destrutturazione dello stesso. “Utilizzando la dinamica del Karaoke, applicata al corpo del danzatore – racconta la Giani – ho cercato di farlo diventare contenitore vuoto che possa trasformarsi ogni volta, mimetizzarsi e assorbire l’archetipo dell’idolo e poter esprimere parti ignote. Il lavoro prevede la ricerca di un contrasto accentuato tra la timidezza, intesa come protezione del sé da un esterno invadente, e l’aggressività intesa come movimento verso l’esterno. Parallelamente ho indagato il Karaoke andando ad approfondire ciò che può essere individuata come struttura di un rito. Rito che diviene vero e proprio linguaggio con una grammatica e una sintassi.” 

Il 21 settembre alle ore 19:00 nella Ex Chiesa delle Leopoldine è la volta di Tottenham, firmato da Pietro Pireddu, con l’interpretazione di Chiara Casiraghi e Nicola Simone Cisternino. La musica dal vivo è del batterista Stefano Tamborrino, che vanta negli anni collaborazioni stabili con Stefano Bollani, Ares Tavolazzi e molti altri tra cui gli Hobby Horse. Dal 2017 Tamborrino entra a far parte del trio del sassofonista americano David Binney girando Cina, Giappone e Usa, parallelamente inizia un’intensa attivita’compositiva. Nello spazio di Tottenham si manifestano eventi senza tempo, anatomie che partecipano alla composizione di un paesaggio sonoro, poetico ed essenziale. Forme primordiali, non derivate, si generano, si dissolvono e ritornano. Fra il susseguirsi degli eventi è percepibile il campo di interazione dinamica, quel tessuto invisibile che soggiace all’esperienza del vuoto. “La danza – dice Pireddu – ci consente di attraversare mondi nell’immediato procedere dell’esperienza: è l’atto dinamico, fluido, che ci fa vivere il costante presente di un tempo ciclico non lineare.”

La rassegna si conclude il 26 ottobre con la prima nazionale di Passi nel Tempo: un tributo a Enrico Caruso al Museo di Villa Caruso a Lastra a Signa, nell’ambito di Site Dance /Dance Court. La creazione di e con Camilla Giani, Roberto Lori e Francoise Parlanti è un tributo a quel tenore che rappresenta una delle figure più iconiche della lirica. In una fusione di danza, musica e storia lo spettacolo percorre le stanze del museo e genera un’esperienza interattiva e coinvolgente che unisce arte e cultura. Le parti corali vedono in scena artisti selezionati nel territorio metropolitano, danzatori e amatori, protagonisti per una sera di un evento unico e irripetibile.

(Foto: Alessia Binati)

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