Prime nazionali a Periferico Festival

Prosegue a Modena, da martedì 8 a domenica 13 ottobre, la manifestazione internazionale che porta l’arte nello spazio urbano. In scena le prime nazionali di Wang Chong (Cina), Tea Andreoletti, Andrés Marino e Lucia Boffo (Argentina), Begüm Erciyas (Turchia), Tolja Djokovic, le performances di Teodora Grano, Basel Zaara, Daniele Ninarello.

Periferico Festival XVI edizione
Festival di pratiche performative site-specific

Prosegue a Modena, da martedì 8 a domenica 13 ottobre, la sedicesima edizione di Periferico Festival, manifestazione internazionale che porta l’arte nello spazio urbano. Periferico Festival, progetto di Amigdala realizzato con il sostegno e il contributo di Ministero della Cultura, Fondazione di Modena, Regione Emilia-Romagna, Comune di Modena, Perform Europe e ATER Fondazione oltre a numerose collaborazioni sul territorio e patrocini sulle singole progettualità, riprenderà la sperimentazione e ricerca artistica attivate nel corso degli ultimi tre sul tema della presenza, ospitando artiste e artisti che hanno creato e presentato a Modena progetti di lungo periodo e pratiche artistiche radicalmente connesse al contesto della città, ai suoi luoghi e alle sue energie sociali. Anche quest’anno Periferico ospita le opere di artiste e artisti che sperimentano la partecipazione dello spettatore, chiedendo al pubblico lo sforzo di una presenza attiva, creativa e contagiosa.

Periferico prende forma anche quest’anno nelle strade del Villaggio Artigiano di Modena Ovest ma non rinuncia a esplorare zone del centro e del quartiere Sacca, punteggiando anche queste zone con interventi immersivi, azioni pubbliche e ascolti collettivi.

C’è ancora occasione di assistere (martedì 8, mercoledì 9 e giovedì 10 alle 15 e alle 17, venerdì 11 alle 15 e sabato 12 alle 12,30 e alle 16, Cortile del Leccio) alla prima nazionale di Where do we come from, what are we, where are we going 2.0di Wang Chong, nella versione italiana di Jacopo Panizza. Una performance senza attori per un progetto patrocinato dal Dipartimento di Studi Umanistici – Università degli studi di Torino per quattro spettatori alla volta, altamente partecipativa, che dà la possibilità di vivere le azioni e pronunciare le battute del personaggio scelto. Un invito a sperimentare e a immedesimarsi in un altro da sé. Wang Chong è un regista teatrale e traduttore d’avanguardia, fondatore del Théatre du Rêve Expérimental con sede a Pechino, celebrato per i suoi esperimenti visionari con opere classiche e contemporanee. Le sue opere sperimentali, che includono performance multimediali e teatro documentario, sono state eseguite in 17 paesi. Jacopo Panizza, autore e regista con un percorso di formazione tra l’Italia e Londra ed è stato finalista alla Biennale di Venezia nell’ambito del College per Autori under 40.

In programmazione di martedì 8 ottobre, alle ore 18,30 (replica mercoledì 9, ore 18,30, allo Spazio La Fonte) la prima nazionale di Yellowcake, performance ideata da Tea Andreoletti, artista interessata ai processi di responsabilità condivisa e alle politiche locali delle aree interne che porta avanti la sua ricerca con la performance, degustazione d’acque e storytelling per esplorare le dinamiche comunitarie, la gestione delle risorse e una leadership femminista. La performance intreccia storie e memorie che esplorano le economie di cura e la responsabilità collettiva, coinvolgendo il pubblico nella preparazione e nella coreografia di una cena conviviale, invitando a riflettere su come il senso di responsabilità verso il territorio e le comunità locali cambi, si alimenti ed evolva in diversi periodi e contesti. Per Periferico festival, Yellowcakeunisce le storie del movimento degli anni ’70 contro l’estrazione di uranio in Alta Valle Seriana con quelle del Villaggio Artigiano e di realtà attualmente attive sul territorio di Modena.

Inaugura la programmazione di mercoledì 9 ottobre (partenza da OvestLab ore 17,30; 18; 18,30; ore 19,30 scrittura collettiva) il primo studio di Othermothers _ il canto delle betoniere dell’autrice, performer e ricercatrice Teodora Grano. Performance di danza site specific all’interno della fabbrica di betoniere Officine SEA di Ermanno Salvalai, Othermothers indaga il rapporto tra scrittura e danza, mettendo al centro dell’indagine la lettura, come dispositivo di visione e posizionamento dello sguardo. A seguire, alle 21,30 presso OvestLab, Andrés Marino e Lucia Boffopresentano in concerto il nuovo album – Del otro lado – nel quale esplorano nuove dimensioni sonore e concettuali che riflettono la loro evoluzione come artisti dopo un decennio di collaborazione. Il duo, fondato dagli artisti argentini Andrés Marino e Lucia Boffo nel 2014, si è trasferito a Berlino nel 2021 porta avanti una ricerca artistica che mescola influenze jazz, elettroniche e poetiche per arrivare all’esplorazione di paesaggi musicali inesplorati.

Giovedì 9 sarà presentato a Periferico (repliche venerdì 11 e sabato 12 dalle 16.30 alle 23, MOP – Modena Ovest Pavillon) con il sostegno di Perform Europe nell’ambito del progetto “HOME – the memory of displacement and resistance of the Palestinian diaspora in Europe” Dear Laila è un’installazione di Basel Zaraa, artista palestinese residente nel Regno Unito. Installazione intima e interattiva, vissuta da un solo spettatore alla volta per circa 20 minuti, Dear Laila condivide l’esperienza palestinese di dislocamento e resistenza attraverso la storia di una famiglia, esplorando come la guerra e l’esilio siano vissuti nella quotidianità, nello spazio domestico e pubblico. Dear Laila utilizza il racconto dei ricordi e dettagli tattili per riportare in vita un luogo ormai distrutto. Alle ore 19, presso il Centro festival – Cortile di OvestLab incontro pubblico Home, La diaspora palestinese in Europa tra sradicamento e resistenza con Maria Nadotti e Laila Sit Aboha, realizzato grazie al sostegno della Regione Emilia-Romagna, Avviso pubblico Iniziative su pace, intercultura, diritti, dialogo interreligioso e cittadinanza globale. Maria Nadotti, giornalista, saggista, consulente editoriale e traduttrice, scrive di teatro, cinema, arte, cultura e società. Si occupa della questione palestinese in prima persona da diversi anni e tra le sue opere documentarie ha scritto e girato il film Sotto tregua Gaza (2009). Laila Sit Aboha, contributor writer, militante, palestinese e italiana, fa parte del movimento “Giovani palestinesi d’Italia”. Si occupa di comunicazione e advocacy per European Legal Support Center e ha pubblicato su Il Manifesto, Gli Asini, Left, Anti-razine, Institute for Palestine Studies. Conclude la programmazione (OvestLab ore 21,30) Daniele Ninarello, pluripremiato artista, attivo nel campo delle performing arts, presente con le sue creazioni in diversi festival nazionali ed internazionali. Nobody Nobody Nobody. It’s ok not to be ok parte dalla sfera autobiografica, in cui Ninarello mette in relazione lo spazio intimo dell’esperienza del suo corpo “bullizzato” con lo spazio pubblico, relazione che oggi acquisisce un carattere politico necessario nell’affrontare temi come emarginazione, negazione, isolamento, rabbia, offesa e violenza. La danza dà voce alla pelle, a quelle parti di noi che pubblicamente si vestono di vergogna e giudizio, considerate fuori norma. Il lavoro svela il flusso libero e autentico del corpo e la sua vulnerabilità. Una denuncia silenziosa, che si espone come momento di trasfigurazione del corpo, il quale si consegna totalmente alle sensazioni che lo percorrono.

La programmazione di venerdì 11 inizia con IN-CON-TRA, dispositivo di ricerca inter-relazionale ideato da Collettivo Amigdala presente nel cortile di OvestLab per più giorni durante il festival, punteggiando l’attesa del pubblico nelle giornate più lunghe del programma (11 ottobre dalle 15:30 alle 21:30; sabato 12 ottobre dalle 16 alle 21). IN-CON-TRA è una piattaforma di dialogo che mette in gioco la centralità dei significati a partire dalle parole. Attraverso la condivisione e l’ascolto delle altre persone, ogni parola può diventare parte  della piattaforma di dialogo per ampliare le proprie sfumature di significato e dei significati, definendo nuove geometrie e nuove relazioni, tra affinità e differenze. Alle ore 17, (repliche sabato 12 e domenica 13 alle ore 11 e alle ore 16, centro storico, punto di ritrovo in Largo San Giacomo) prima nazionale di Letters from Attica, performance di Begüm Erciyas, coreografa turca attualmente residente a Bruxelles, che dal 2015 sviluppa formati transdisciplinari che tematizzano la tensione tra isolamento e unione. In condizioni di solitudine – come per i viaggiatori o i prigionieri – le persone hanno spesso fatto ricorso alla scrittura di lettere come mezzo di comunicazione con i propri cari, rivelando la sensazione di essere in isolamento. Sam Melville, detenuto nella prigione di Attica con l’accusa di sabotare proprietà pubbliche per protesta contro la guerra del Vietnam, scrisse molte lettere agli amici e alla famiglia dal 1969 al 1971, anno in cui fu ucciso durante le rivolte carcerarie. In Letters from Attica, la prima performance di Begüm Erciyas in uno spazio pubblico, ogni spettatore diventa una lettera vivente e ognuna delle loro voci dà una forma personale alle lettere di Sam, che collegano la sensazione di solitudine a quella di determinazione politica. Torna al festival, dopo la fortunata esperienza dello scorso anno, Tolja Djokovic, autrice, regista e insegnante di lettere, vincitrice del Premio Riccione per il Teatro 2023 con il testo Lucia camminava sola. In questa edizione Tolja presenterà (da venerdì 11 a domenica 13 in orari variabili) A più voci (quaderno proibito),una performance in quattro episodi per quattro case intorno al tema delle relazioni tra lavoro domestico e creatività. Ciascun episodio ha un tema, un linguaggio proprio ed è costruito dall’artista in co-creazione con le partecipanti al laboratorio che ha avuto luogo a Modena a partire da giugno. Le opere di alcune scrittrici che hanno conciliato la pratica creativa con le attività casalinghe o che hanno esplorato il rapporto tra casa e creatività nelle loro opere, guidano una comunità temporanea di donne in un processo di condivisione delle riflessioni sull’arte e sulla vita delle donne contemporanee. A OvestLab, alle ore 21,30, l’incontro pubblico Esercizi di allerta con il fotografo e scrittore Patrizio Esposito. A cura dell’autrice, artista e curatrice indipendente Isabella Bordoni, l’incontro è un formato di relazione tra artista e pubblico, una pratica di lavoro e riflessione che invita le persone a dare forma a punti di vista, connessioni, immaginazioni. In questo spazio di confronto e scambio, ci si interroga sulle condizioni di osservazione, dai margini, dal buio, dalla clandestinità, per risvegliare possibilità celate.

La programmazione di sabato 12 si apre alle ore 12,30 a OvestLab con Interspazio, progetto di ricerca che arriva a Modena per un incontro col pubblico al termine di un lungo viaggio tra atelier e residenze. Interspazio condivide domande e riflessioni che hanno mosso il gruppo di lavoro da maggio a ottobre. Al centro di questi mesi, i temi dello spazio pubblico, dei linguaggi artistici relazionali e delle pratiche partecipative, in una dinamica che amplia il concetto di “spazio pubblico” da elemento urbanistico e geografico a un più ampio ecosistema politico, sociale e culturale, nella sfera analogica e digitale. Partecipano le artiste Tea Andreoletti, Giovanna Rovedo e Simona Da Pozzo e le realtà curatrici del progetto: Festival Orlando, Lavanderia a Vapore, In\Visible Cities, Zona K e Amigdala.

Alle ore 21,30 a OvestLab appuntamento con il concerto di Nino Gvilia. Nino Gvilia canta di foreste, corpi che si amano in modi inconsueti e allucinazioni e si domanda anacronisticamente se delle folk songs possano ancora veicolare contenuti sentimentali e politici agendo sul nostro desiderio. La sua musica è influenzata da folk e minimalismo, fa uso di nastri magnetici, field recordings, voci di filosofe, una serie di strumenti bizzarri dalla texture vintage e canoni corali. il concerto è preceduto dall’intervista surreale tra Nino Gvilia, personaggio immaginario, e Maria Stocchi (Rumore magazine).

L’ultimo giorno di festival, domenica 13, presso OvestLab si terrà Loud! una giornata curata dalla ricercatrice vocale Meike Clarelli con Collettivo Amigdala ed è dedicata alla voce e alle voci. Periferico invita i cori CONfusion, Le Chemin des femmes, Le Dinamiche e Per futili motivi a una giornata che alterna scambio di pratiche vocali, interventi nello spazio pubblico, un incontro e un concerto conclusivo. I quattro cori convocati hanno alcuni fondamentali punti in comune: sono composti quasi esclusivamente da voci femminili, le loro direttrici sono donne, hanno un manifesto femminista e mettono in pratica in maniera corale un atteggiamento aperto e contemporaneo verso la musica vocale, una continua sperimentazione musicale senza mai dimenticarsi che la voce è relazione, unicità e diversità allo stesso tempo. Il programma della giornata: scambio di pratiche alle ore 11 (momento di lavoro tra i cori, uditori ammessi solo su richiesta); incursioni urbane dei cori dalle 15 alle 18 incursioni urbane dei cori; alle ore 19 Voci di collettività e pluralità, incontro con Elena Biserna, storica dell’arte e curatrice di base a Marsiglia; alle ore 21 Loud!, il concerto finale dei cori che si offre come festa finale dell’edizione. Un momento di aggregazione e canto con cui salutare Periferico festival fino al prossimo anno.

Tutto il programma su: collettivoamigdala.com
Per informazioni e prenotazioni info@collettivoamigdala.com oppure allo 0598777673.

Finale World Dance Championship 2026