Le Alleanze dei Corpi | Slow Dancing Parties Dark Fantastic Dreams

19 – 21/09 Scent of Indecent Scenes. Carte Blanche à Jacopo Miliani con Hans Bellmer, Enrico Baj, Dean Sameshima, John Waters, Louis Icart, Massimiliano Ricci, Alessandra Mancini, Jacopo Benassi, Marco Mazzoni, Tom of Finland, Giuliana Gamba, Mari Sunna, Eva Robin’s, Sara Scanderebech, Kuro Haga, Giovanni De Francesco, Miriam Gili, Fabio Quaranta, Antonio Marziale, Jacopo Miliani, Pauline Curnier Jardin & Feel Good Cooperative, Maria Guidone, Micol Roubini e Davide Maldi, Eduard Popescu, Kinkaleri, Giulia Terminio, Giovanna Maina, Sara Giannini, Matteo Mori e Francesco Gizzi.

21 – 28/09 con Nicola Galli, Stefania Tansini, Christophe Al Haber, Samer Zaher, Barbara Stimoli, Francesca Marconi, Lavinia Hanay Raja, Enzo Cosimi, Andreana Notaro, Simone Aughterlony, Élie Autin, Elena Boillat, Giorgia Ohanesian Nardin, Lucia Kagramanyan, Giuseppe Vincent Giampino, Sara Sguotti e Arianna Ulian, Francesco Michele Laterza e Alessandra Onnis, Giulia Crispiani, Daniela Cascella, Jonida Prifti con Hugo Sanchez, Francesca Proia, Marina Donatone, Diana Anselmo e Giuseppe Comuniello, Ilenia Caleo, Maddalena Fragnito, Nina Ferrante, Zoe Romano, Selam Tesfai, Anna Rispoli, Anna Boccuti, Gianmaria Borzillo…

Le Alleanze dei Corpi torna dal 19 al 28 settembre a Milano, con un programma di danza, performance, suoni, ascolti, incontri e pratiche di partecipazione, proseguendo il percorso di indagine sulla relazione tra corpo e territorio,  in un invito ad attraversare lo spazio pubblico e la complessità dell’assetto urbano con uno sguardo rivolto alle frizioni, alle cavità, ai nascondimenti, alle fratture dell’abitare e a sperimentare dispositivi possibili di perturbazione e cambiamento.

Realizzato con il contributo del Ministero della Cultura, della Regione Lombardia e del Comune di Milano, Le Alleanze dei corpi, dopo un percorso articolato nel corso dell’anno con processi di partecipazione e coesione sociale, apre al pubblico con 10 giorni di programmazione, e oltre 43 eventi e 56 tra performer, relatrici, artisti.

L’edizione di quest’anno, Slow Dancing Parties Dark Fantastic Dreams, attraversa una dimensione aurorale: un’esortazione a tenere insieme l’oscurità e la dolcezza, l’orrore e la cura, i corpi e il potenziale immaginifico e terapeutico del sogno, del tremendo e del fantastico, come elementi di riparazione e trasformazione del nostro tempo.

Il titolo fa riferimento a un’intervista rivolta al regista David Lynch sul tema dell’educazione e dell’apprendimento nell’adolescenza. Le Alleanze dei Corpi si appropria delle sue parole e delle sue riflessioni per fare emergere l’importanza del fuori campo, del margine, degli accadimenti laterali rispetto ai contesti della formazione istituzionale. Invita a ripensare il tempo oltre l’accelerazione, a immaginare pedagogie non autorizzate, a danzare la lentezza, a riscoprire spazi di comunanza sotterranea e fuggitiva, ad amare e a sognare insieme.

Le Alleanze dei Corpi inaugura con Scent of Indecent Scenes di Jacopo Miliani, artista cui è affidata la prima delle Carte Blanche del nuovo triennio. Il progetto artistico e curatoriale della durata di tre giorni, dal 19 al 21 settembre, si innesta nel programma con un intervento specifico dedicato alla sessualità e alle politiche del piacere. Con un lungo titolo scioglilingua, Miliani invita artisti e artiste a collaborare a un evento articolato su più linee: un allestimento site-specific di opere, ephemera e libri; un cinema – Cinema Eros – e una programmazione di performance e conferenze.

L’allestimento site-specific riunisce opere, libri ed ephemera di: Hans Bellmer, Enrico Baj, Dean Sameshima, John Waters, Louis Icart, Massimiliano Ricci, Alessandra Mancini, Jacopo Benassi, Marco Mazzoni, Tom of Finland, Giuliana Gamba, Mari Sunna, Eva Robin’s, Sara Scanderebech, Kuro Haga, Giovanni De Francesco, Miriam Gili, Fabio Quaranta.

All’interno dell’allestimento uno spazio sarà presentato come una sala cinematografica (denominata appunto Cinema Eros) e seguirà una programmazione a orari specifici in cui saranno proiettati i film di: Antonio Marziale, Jacopo Miliani, Pauline Curnier Jardin & Feel Good Cooperative, Maria Guidone, Micol Roubini e Davide Maldi e un’animazione – realizzata appositamente per l’evento – di Eduard Popescu.
Il programma performativo e discorsivo coinvolge: Kinkaleri, Giulia Terminio, Giovanna Maina, Sara Giannini, Matteo Mori e Francesco Gizzi.

Nelle stesse giornate del 20 e 21 settembre prendono avvio i primi momenti di danza e partecipazione: al Parco Trotter, con la collaborazione della Scuola del Parco Trotter, va in scena POP, il progetto di Nicola Galli dedicato a bambine e bambini fino agli 8 anni. In parallelo, Stefania Tansini – Premio Ubu 2022 – presenta il 21 settembre L’Ombelico dei Limbi, ispirato a un testo giovanile di Antonin Artaud, una danza e un corpo in rivolta in cui affiorano l’alienazione dal mondo e il dolore della frammentazione dell’identitàz. Dal 23 al 25 settembre, il programma si sposta alla Fabbrica del Vapore. Il 23 settembre, gli artisti libanesi Christophe Al Haber e Samer Zaher presentano rispettivamente Fragmentation e Ancestral Echoes, nell’ambito del progetto di rete Solidarity in Motion, in collaborazione con DiDstudio e oltre 15 partner nazionali e internazionali. Il 24 settembre, ad aprire simbolicamente il secondo weekend e il nucleo di performance dedicate alla relazione con il territorio è SOTTERRANEE, progetto di Barbara Stimoli, Francesca Marconi e Lavinia Hanay Raja: un’installazione aperta, collettiva, trasformabile per accumulazione e stratificazione comunitaria, frutto di un lungo lavoro con un gruppo di abitanti del quartiere.

Il 25 settembre debutta in prima assoluta VVA – Venere incontra Adone di Enzo Cosimi, con Alice Raffaelli e Leonardo Rosadini: un’installazione-performance che rilegge il poemetto shakespeariano Venere e Adone attraverso una lente contemporanea, creando un universo ibrido in cui poesia, corpo, natura e tecnologia si intrecciano. Nelle stesse giornate sarà presentato il progetto Kore di Andreana Notaro, un laboratorio di danza performativa che indaga in forma sperimentale la relazione tra performer e spettatore e la natura del rituale.

Dal 26 al 28 settembre, il festival torna nella zona di via Padova con una densa costellazione di incontri, performance, laboratori e processi partecipativi, attivando gli spazi attorno al Parco Trotter come luoghi di scambio, pratica e immaginazione collettiva. In queste giornate, le performance si susseguono intrecciando linguaggi eterogenei che mettono in relazione coreografia, parola, suono e immagine, con una forte attenzione a pratiche emergenti e a genealogie queer, diasporiche, decoloniali. Simone Aughterlony, coreografa svizzera, con Biofiction, un lavoro che interroga le ecologie queer e le dinamiche percettive – a volte perturbanti – della relazione tra corpi, materia, spazio e mondo. Sempre dalla Svizzera, Élie Autin presenta Antichambre una ritualità trans legata all’universo dei percorsi ancestrali della diaspora nera, interrogando l’eredità e le forme della sua trasmissione. Elena Boillat conclude la presenza elvetica con un lavoro che si concentra sul respiro e sulla dimensione transcorporea della vocalità.

Sara Sguotti e Arianna Ulian inaugurano CrePa – con noi – un percorso che espande e mette in crisi la nozione di crepa coinvolgendo gruppi attivi nell’esplorazione del morbo di Parkinson, oltre che di performer, danzatrici e abitanti del quartiere. Le traiettorie diasporiche attraversano anche i gesti e i suoni di Giorgia Ohanesian Nardin e Lucia Kagramanyan, facendo del corpo un archivio mobile, una zona di attraversamento. Tra coreografia e potere si muove Umlaut, nel suo primo capitolo schau di Giuseppe Vincent Giampino: un lavoro sull’accumulo gestuale, una dieresi sull’inchino, inteso come gesto di commiato e di piega.

La poesia si manifesta in forma performativa – orale, scritta e sonora – attraverso presenze che lavorano sulla tensione tra lingua madre e lingua adottiva, sulla memoria e sulla perdita, sull’intraducibile e sull’ineffabile. Giulia Crispiani, Daniela Cascella, Jonida Prifti con Hugo Sanchez e Francesca Proia. Nel segno di un ascolto profondo verso le nuove generazioni, il festival apre alle ricerche di Marina Donatone, che porta per la prima volta a Milano la sua nuova produzione Plein Air; di Diana Anselmo con Giuseppe Comuniello, con il laboratorio Segni propri.

Un programma di talk e incontri – condotto e curato in fasi diverse da Maria Paola Zedda, Lavinia Hanay Raja, Ilenia Caleo e Maddalena Fragnito – attraverserà momenti differenti, connettendo pratiche e teorie in un dispositivo assembleare di natura performativa, Lucha y Siesta, Zoe Romano, Selam Tesfaia, Antonia Anna Ferrante, Anna Boccuti, Anna RIspoli, Rima Mariem Fekih….

Inoltre, in continuità con il suo desiderio di ricerca e sostegno alle nuove generazioni, Le Alleanze dei Corpi ospita durante il festival una residenza produttiva dell’artista Gianmaria Borzillo per la sua nuova creazione E la bella stanza è vuota (o altre allucinazioni ispirate da Diamond Jubilee di Cindy Lee).

Finale World Dance Championship 2026