HAPTONOMY di Fu Le ha vinto il Premio Interfaccia Digitale 2026, concorso internazionale di videodanza inserito nella sesta edizione di VIDEOBOX, festival promosso da Hangartfest.
HAPTONOMY di Fu Le è il vincitore di Interfaccia Digitale 2026, il concorso internazionale di videodanza che ha chiuso la sesta edizione di VIDEOBOX, festival promosso da Hangartfest alla Maddalena Centro Arti Performative di Pesaro.
Dopo l’anteprima ospitata nell’ambito della Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro, VIDEOBOX ha proposto una settimana di appuntamenti dedicati alla screendance, ai nuovi media e alle pratiche artistiche contemporanee, tra proiezioni, laboratori, incontri ed esperienze immersive.
La giornata conclusiva del festival è stata dedicata a Interfaccia Digitale, con la proiezione delle opere semifinaliste e il confronto tra le giurie. Il Premio 2026 è stato assegnato a HAPTONOMY di Fu Le, Francia.
La giuria ha premiato l’opera «per una ricerca coreografica originale, in cui la gravità , il peso e il volume dei corpi generano un linguaggio del movimento inedito e profondamente significativo».
HAPTONOMY si distingue per una forte ricerca visiva ed emotiva, facendo della diversità dei corpi il proprio tratto identitario e trasformando il movimento in un linguaggio capace di attraversare fisicità , percezione e relazione.
Nella sezione VR/360 sono stati assegnati i riconoscimenti a BETWEEN di Howool Baek, Germania, e ANEMOIA di Andrea Baldassarri, Italia.
Il premio Supercorto è andato invece a EVERYONE LEFT di Abby Warrilow e Lewis Gourlay, Regno Unito.
La Menzione speciale degli Studenti è stata assegnata a VORAGINE (Chasm) di Salvatore Insana ed Elisa Turco Liveri, Italia.
La Menzione del Pubblico ha premiato nuovamente HAPTONOMY, confermando l’impatto dell’opera anche sul pubblico presente.
Novità dell’edizione 2026 è la Menzione speciale Vittoria Toschi Mosca, assegnata dall’associazione Percorso Donna. Il riconoscimento è andato a CE QUI NOUS LIE – WHAT BINDS US di Damien Bourletsis, Francia, per la capacità di raccontare come l’affermazione di sé possa convivere con il riconoscimento del valore e delle differenze dell’altro.
A scegliere i vincitori è stata una giuria composta da Pedro Armocida, direttore artistico della Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro, Antonio Cioffi, direttore artistico di Hangartfest, Alessandro Avataneo, autore, regista e fondatore della piattaforma culturale Hypercritic, e dal collettivo NOS, formato dai giovani registi del territorio: Viola Bartolini, Elia Mazzini e Michelangelo Roseo.
La sesta edizione di VIDEOBOX ha confermato la vocazione multidisciplinare del festival, costruendo un dialogo tra danza, audiovisivo, tecnologie digitali, formazione e territorio.
Il programma ha incluso il focus su Gilles Jobin, il VR Corner in collaborazione con CTE Square, gli incontri GAZE LAB e CHIP TALK, oltre al laboratorio audiovisivo REM26, condotto da Giulia Roversi e culminato nella restituzione pubblica HOME | Inhabiting / Co-living, realizzata con videomaker, performer e studenti del Liceo Coreutico G. Marconi di Pesaro.
Con VIDEOBOX, Hangartfest prosegue il proprio percorso come spazio di incontro tra performance dal vivo, ricerca artistica, formazione e innovazione, favorendo il confronto tra autori, istituzioni culturali, scuole e pubblico.