Hangartfest 2026 si svolge a Pesaro dal 4 al 20 settembre. La XXIII edizione del festival di danza contemporanea propone 26 appuntamenti, 11 tra debutti e prime nazionali, 3 coproduzioni e 2 progetti speciali site-specific.
Dal 4 al 20 settembre 2026 torna a Pesaro Hangartfest, festival di danza contemporanea giunto alla sua XXIII edizione, sostenuto dal Ministero della Cultura, dalla Regione Marche e dal Comune di Pesaro.
Due settimane e tre weekend per un programma di 26 appuntamenti, di cui 11 tra debutti e prime nazionali, 3 coproduzioni e 2 progetti speciali site-specific, insieme a percorsi dedicati alle nuove generazioni.
Il Festival attraverserà alcuni dei luoghi culturali e degli spazi più suggestivi di Pesaro e del territorio, tra La Maddalena – Centro Arti Performative, Palazzo Gradari, Villa Imperiale, Spazio Torrso, Galleria Roma e l’entroterra marchigiano.
Il programma mette in dialogo artisti affermati della scena italiana e internazionale con nuove generazioni di autori, intrecciando danza contemporanea, musica dal vivo, video, teatro, arti visive e tecnologia.
Al centro della XXIII edizione resta il corpo, osservato come spazio attraverso il quale interrogare identità , memoria e trasformazioni del presente.
Residenze artistiche e coproduzioni confermano inoltre l’attenzione di Hangartfest verso la ricerca coreografica e il sostegno alla nuova creazione.
Il nuovo appuntamento di settembre prosegue il percorso avviato nel corso dell’anno dal Festival: su DanzApp abbiamo già raccontato l’apertura della stagione Hangartfest 2026 con l’omaggio a Pina Bausch e la Nelken Line e la successiva edizione di VIDEOBOX 2026, dedicata a screendance, corpo e tecnologia.
Ad aprire ufficialmente Hangartfest 2026 alla Maddalena sarà Silvia Gribaudi con GRACES, spettacolo che torna a Pesaro dopo il successo ottenuto nella precedente edizione.
Prosegue anche il progetto triennale di residenza e coproduzione con Michele Ifigenia Colturi e Lucia Mauri, che presenteranno i nuovi debutti dei rispettivi percorsi: ATTEONE, IL BOSCO e FUORICAMPO.
Uno degli elementi centrali di Hangartfest resta il rapporto tra performance e luoghi della città . Il Festival costruisce infatti una vera esperienza diffusa, mettendo in relazione patrimonio culturale, paesaggio e creazione contemporanea.
La Maddalena – Centro Arti Performative rimane la casa principale della manifestazione, mentre altri spazi storici e contemporanei entrano nella geografia dell’edizione 2026.
Palazzo Gradari e Galleria Roma saranno i punti di partenza delle incursioni metropolitane di DaCru con FAKE, performance itinerante che attraverserà il centro storico di Pesaro.
Per la prima volta Spazio Torrso ospiterà invece HOME di Giulia Roversi, progetto immersivo capace di trasformare lo spazio in una casa da attraversare attraverso danza, teatro, cinema dal vivo e tecnologia.
La cornice rinascimentale di Villa Imperiale torna a confrontarsi con i linguaggi contemporanei grazie a GOOLDROOM del Gruppo Nanou.
Il lavoro rappresenta un nuovo capitolo del progetto Overlook Hotel, che comprende anche Redrum, vincitore del Premio Ubu 2024 come Miglior Spettacolo di Danza.
Il rapporto con il territorio raggiungerà anche l’entroterra marchigiano grazie alla collaborazione con Fe.M – Festival di Microarchitettura.
A Lunano, NUBÌVAGA di Aurora Profili prenderà forma come performance site-specific a partire da una delle microarchitetture del Festival.
La musica dal vivo attraverserà diversi spettacoli del programma.
In STRINGS, Ilenia Romano lavora sulle composizioni del musicista maceratese Stefano Scodanibbio, eseguite al contrabbasso da Giacomo Piermatti.
TRAYECTORIA DEL POLVO VII di Aïda Colmenero DÃaz, artista spagnola, intreccia invece flamenco e tradizioni africane, coinvolgendo in scena la danzatrice Nshoma Nkwabi dalla Tanzania e la musicista argentina Anahà Acuña.
Con MM, il Collettivo MIMESI porta invece sul palco una creazione costruita interamente dal vivo e in tempo reale, con le coreografie di Giulia Roversi, le musiche di Filippo Angeloni, le immagini di Filippo Gualazzi e l’elettronica di Matteo Tomasetti.
Hangartfest 2026 affronta anche questioni legate a identità , genere, ruoli sociali e relazione tra chi guarda e chi viene guardato.
Questi temi attraversano lavori come ABOUT:BLANK di Manuela V. Colacicco, SULLA DONNA di Giuseppe Muscarello, MA JOJO, NOUS SOMMES di Cecilia Iovino, Æ MIRROR IMAGE TO THE LOVERS di Emanuele Rosa e FLAMINGO di Matteo Maffesanti con Elevator Bunker.
A chiudere la XXIII edizione sarà il ritorno a Pesaro dell’artista ceco Viktor ÄŒernický, che presenterà in debutto nazionale PNEU.
Lo spettacolo è un intenso lavoro fisico interpretato da quattro danzatori e costruito scenicamente attraverso l’utilizzo di decine di pneumatici di differenti dimensioni.
Hangartfest conferma così la propria vocazione a creare prossimità tra artisti, pubblico e territorio, utilizzando la danza contemporanea come strumento per osservare il presente e immaginare nuove forme di relazione.
Il programma completo e le informazioni sulla Tessera Hangartfest 2026 e sui vantaggi riservati ai soci sono disponibili sul sito ufficiale della manifestazione.