Fino a domenica 27 settembre 2026 il Teatro della Quattordicesima di Milano ospita A passo di Carla. Gli studenti dell’Accademia Teatro alla Scala per Carla Fracci, una mostra multimediale che celebra la grande étoile a ottant’anni dal suo ingresso nella Scuola di Ballo del Teatro alla Scala.
Fotografie, installazioni tridimensionali, video, costumi e contenuti digitali interattivi costruiscono un percorso distribuito nel foyer e negli spazi di passaggio del teatro di via Oglio 18. La mostra è inserita nella Milano Dance Week 2026 ed è stata realizzata dagli studenti dei Trienni AFAM dell’Accademia Teatro alla Scala, con il sostegno del Municipio 4 del Comune di Milano.
Nell’autunno del 1946 una giovanissima Carla Fracci lasciò la propria abitazione nel quartiere milanese di Calvairate per iniziare il percorso nella Scuola di Ballo del Teatro alla Scala. Quell’ingresso avrebbe segnato l’inizio di una carriera destinata a lasciare un’impronta profonda nella storia internazionale della danza.
Nel 2026, a ottant’anni da quel momento, la figura di Carla Fracci torna simbolicamente nel quartiere della sua infanzia. Non viene però presentata come un’icona lontana e cristallizzata nel tempo: il progetto cerca di restituirne la dimensione pubblica e privata, la presenza scenica, il rapporto con la formazione e la quotidianità.
L’allestimento è stato ideato dalle allieve e dagli allievi del secondo anno dei Trienni AFAM in Multimedia per le Performing Arts e in Tecniche di Allestimento Scenico, con il contributo del Triennio in Costume per lo Spettacolo. Le curatrici artistiche sono Laura Ferrari, Alessandra Galletta e Francesca Pedroni.
La visita si sviluppa attraverso cinque sezioni, liberamente attraversabili dal pubblico. Ogni ambiente adotta un linguaggio differente per raccontare il patrimonio artistico e umano lasciato dall’étoile.
Due schermi collocati nel foyer presentano in parallelo sequenze fotografiche dedicate alle diverse dimensioni della vita di Carla Fracci. Da una parte appare l’artista celebrata sui maggiori palcoscenici internazionali; dall’altra emergono momenti intimi e quotidiani, capaci di avvicinare il pubblico alla persona oltre il personaggio.
Otto fotografie storiche provenienti dall’Archivio Fotografico del Teatro alla Scala sono accompagnate da testimonianze e citazioni. Gli scatti vengono proposti anche sotto forma di cartoline, trasformandosi in un ricordo che i visitatori possono portare con sé.
Sagome e riproduzioni a grandezza naturale abitano il foyer, gli spazi di passaggio e l’area bar del Teatro della Quattordicesima. L’immagine della danzatrice entra così nella quotidianità del teatro e dialoga con il carattere informale e underground della sala.
All’ingresso della mostra si trova un’opera tridimensionale ispirata a un celebre scatto tratto da Le Spectre de la rose, nella coreografia di Mario Pistoni. Carla Fracci interpretò il titolo nel 1955 in occasione del suo Passo d’addio, lo spettacolo con cui le allieve della Scuola di Ballo salutavano il periodo di formazione per iniziare la carriera professionale.
Gli studenti hanno integrato l’immagine con la riproduzione del costume realizzata dal Triennio AFAM in Costume per lo Spettacolo, sottolineando il ruolo dell’abito di scena nella costruzione del personaggio e dell’immaginario coreografico.
L’ultimo capitolo presenta cinque fotografie associate a codici QR. Inquadrandoli con lo smartphone, i visitatori possono accedere a contenuti audio e video dedicati ai grandi ruoli di Carla Fracci, alle sue dichiarazioni, ai passi a due più celebri e al rapporto mantenuto con la Scuola di Ballo.
La realizzazione della mostra è stata resa possibile dal contributo di importanti archivi e istituzioni culturali, tra cui l’Archivio Fotografico del Teatro alla Scala, Archivio Luce Cinecittà, Archivio Paolo Di Paolo, Archivio Giorgio Armani, Archivio Vogue Italia, The New York Public Library, Bridgeman Images, Teche RAI, Archivio RCS, Mondadori e Il Manifesto.
La pluralità delle fonti permette di osservare Carla Fracci non soltanto attraverso la documentazione teatrale, ma anche nel rapporto con la moda, la fotografia, la televisione e la cultura popolare. Il percorso diventa così anche un laboratorio sul modo in cui la memoria di un’artista può essere conservata, interpretata e trasmessa alle nuove generazioni.
Per gli allievi coinvolti, A passo di Carla rappresenta un progetto formativo concreto nel quale si incontrano ricerca d’archivio, progettazione degli spazi, produzione audiovisiva, comunicazione digitale e realizzazione dei costumi.
Il coordinamento organizzativo è affidato a Jacopo Guarneri e Jessica Murano, con il tutoraggio di Erica Locatelli e Roberto Vezzoli. Il progetto è ideato e realizzato dalla Fondazione Accademia Teatro alla Scala con il sostegno del Municipio 4 del Comune di Milano.