Le Stanze della Danza 2026 torna a Rovigo sabato 26 e domenica 27 settembre con due giornate dedicate alla coreografia contemporanea. Il festival, ideato e promosso dall’Associazione Balletto “Città di Rovigo” – Compagnia Fabula Saltica, riunisce otto realtà artistiche tra spettacoli, performance e interventi site-specific, sotto la direzione artistica di Claudio Ronda.
L’appuntamento acquista un significato particolare nell’anno in cui Fabula Saltica celebra quarant’anni di attività. Il festival diventa così un’occasione per attraversare la storia della compagnia rodigina e, contemporaneamente, osservare alcune delle traiettorie più recenti della ricerca coreografica italiana.
Le Stanze della Danza nasce con l’obiettivo di raccontare la danza nelle sue molteplici forme, mettendo in relazione tradizione e innovazione, generazioni, linguaggi e sensibilità differenti. Il progetto rivolge una particolare attenzione agli artisti emergenti e alle nuove modalità di ricerca, nelle quali il corpo diventa uno strumento per interrogare il rapporto dell’essere umano con gli altri, con lo spazio e con il mondo contemporaneo.
Nel corso delle due giornate, il pubblico potrà incontrare otto differenti realtà artistiche attraverso creazioni pensate per il palcoscenico e interventi capaci di abitare gli spazi della città. La formula diffusa trasforma i luoghi coinvolti in ambienti di incontro e condivisione, facendo della vicinanza tra spettatori e interpreti una parte integrante dell’esperienza.
Il programma si sviluppa tra il Q200 Hub, la Piazza Fontana Censer e il Portico della Gran Guardia, nel centro storico di Rovigo. Gli interventi site-specific all’aperto sono a ingresso libero, mentre per gli spettacoli al chiuso è previsto un biglietto unico.
L’edizione 2026 è dedicata a Thierry Parmentier, danzatore, coreografo e performer belga scomparso nel giugno 2026. Nato a Bruxelles nel 1952, dagli anni Ottanta Parmentier aveva scelto di vivere e lavorare in Italia, stabilendosi a Vicenza e costruendo un rapporto profondo con numerose realtà della danza e del teatro.
Nel corso della sua esperienza artistica aveva lavorato anche con il Ballet du XXe Siècle di Maurice Béjart. In Italia aveva collaborato con diverse compagnie, tra le quali Fabula Saltica, alla quale era legato da una relazione non soltanto professionale, ma anche umana.
Il suo volto accompagna la visual identity del festival, diventando l’immagine simbolica di un’edizione che riflette sull’eredità degli artisti, sulla trasmissione della memoria e sulla capacità della danza di continuare a vivere nei corpi e nelle esperienze delle generazioni successive.
La manifestazione si inserisce nelle celebrazioni per i quarant’anni di Fabula Saltica, compagnia che ha contribuito alla diffusione della danza contemporanea in Veneto e nel panorama nazionale. La sua storia viene raccontata anche attraverso “Archivio della memoria”, mostra fotografica visitabile al Q200 Hub durante entrambe le giornate del festival.
Il percorso espositivo ricostruisce alcuni momenti della vita artistica della compagnia, mettendo in dialogo documenti e immagini del passato con le creazioni e i protagonisti del presente. Non si tratta soltanto di una celebrazione, ma di un’occasione per osservare come un patrimonio di esperienze possa diventare terreno fertile per nuove produzioni.
Tra i temi centrali delle Stanze della Danza figura quello dell’inclusività. Il festival intende costruire uno spazio aperto e accessibile nel quale la danza possa accogliere e valorizzare le differenze, favorendo la partecipazione di pubblici diversi.
Gli organizzatori indicano che i luoghi coinvolti sono stati scelti perché privi di barriere architettoniche o dotati di dispositivi adeguati per l’accesso delle persone con disabilità motorie. Il rapporto diretto con gli spazi urbani e la presenza di performance gratuite all’aperto contribuiscono inoltre ad avvicinare la danza anche a chi non frequenta abitualmente le sale teatrali.
Le Stanze della Danza 2026 è realizzato con il contributo della Regione del Veneto e della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, con il patrocinio del Comune di Rovigo e in collaborazione con Censer Q200.