Border Bodies è il nuovo progetto internazionale di Mandala Dance Company e Zawirowania Dance Festival, firmato da Paola Sorressa ed Elwira Piorun, con prima mondiale il 19 giugno 2026 a Varsavia.
Nasce dal dialogo artistico tra Italia e Polonia il nuovo progetto coreografico di Mandala Dance Company, diretta da Paola Sorressa. Si intitola Border Bodies ed è firmato da Paola Sorressa ed Elwira Piorun, direttrice artistica di Zawirowania Dance Festival.
Il lavoro rappresenta l’evoluzione di una collaborazione avviata negli anni scorsi tra le due coreografe, unite da una ricerca che attraversa linguaggi, pratiche e poetiche differenti. Da questo incontro nasce un processo creativo condiviso, capace di trasformare il dialogo tra esperienze e sensibilità diverse in materia scenica.
Border Bodies prenderà forma attraverso una doppia residenza internazionale tra Italia e Polonia. Il percorso è iniziato il 1° giugno a Ladispoli, dove le due coreografe, insieme a sei danzatori e danzatrici, hanno inaugurato una settimana di ricerca creativa.
La residenza italiana è stata concepita come uno spazio di sperimentazione condivisa, in cui il corpo diventa materia viva di indagine e il processo assume un ruolo centrale nella costruzione dell’opera.
Il 7 giugno alle ore 17.00, presso lo Spazio Agorà di Ladispoli, il pubblico è stato invitato ad assistere a Border Bodies – primo studio, un’apertura di residenza pensata per offrire uno sguardo sul lavoro nel suo farsi.
Dal 13 al 18 giugno, la compagnia proseguirà il percorso creativo a Varsavia, negli spazi del Zawirowania Dance Festival. Qui il materiale sviluppato durante la fase italiana verrà approfondito, trasformato e portato a compimento.
La prima mondiale di Border Bodies è in programma il 19 giugno 2026 alle ore 18.00 al Zawirowania Dance Festival di Varsavia, partner e coproduttore del progetto.
La struttura stessa di Border Bodies riflette il nucleo tematico dell’opera: un attraversamento continuo di soglie geografiche, creative e relazionali. Il confine non è una linea fissa, ma una condizione mutevole, da abitare, attraversare e interrogare.
In scena, sei corpi abitano una linea invisibile. Si cercano, si respingono, si attraversano. Il confine diventa ostacolo e desiderio, distanza e contatto negato. Nel tempo si spezza, si sposta, si dissolve nei corpi che lo attraversano.
Tra attrito e ascolto, identità differenti si contaminano reciprocamente, dando forma a una geografia instabile in cui il limite non scompare, ma si trasforma in possibilità .
In Border Bodies, il confine non è una semplice metafora politica né una cornice teorica. È un’esperienza profondamente fisica, qualcosa che accade tra i corpi prima ancora che nella mente.
Le partiture fisiche costruite da Elwira Piorun e Paola Sorressa mettono alla prova questa soglia attraverso una continua negoziazione tra vicinanza e distanza, appartenenza e alterità , incontro e resistenza.
Il lavoro indaga la trasformazione dell’identità nel rapporto con l’altro, esplorando quella tensione mai definitivamente risolta tra ciò che separa e ciò che unisce.
La coproduzione con Zawirowania Dance Festival non rappresenta soltanto una collaborazione produttiva, ma costituisce un elemento fondante della poetica del progetto.
Due realtà artistiche, due culture e sei interpreti provenienti da esperienze differenti condividono lo stesso spazio di ricerca, incarnando nella pratica la domanda che l’opera rivolge allo spettatore: cosa accade quando il limite smette di essere una barriera e diventa un territorio di incontro?
Border Bodies si costruisce come una geografia del corpo e della relazione, dove il limite non è più soltanto separazione, ma spazio dinamico di trasformazione.
Attraverso il confronto tra Italia e Polonia, tra pratiche coreografiche e identità artistiche differenti, il progetto apre una riflessione sul confine come luogo vivo: fragile, instabile, necessario e fertile.