La sinergia tra l’Orchestra Filarmonica di Benevento, diretta da Beatrice Rana, ed il Balletto di Benevento di Carmen Castiello anche quest’anno ha prodotto uno spettacolo di qualità e successo, applaudito dal sempre più esigente pubblico sannita, intitolato “Chopin tra musica e danza”. Una sinergia che abbraccia quest’anno una giovanissima pianista, così virtuosa da figurare tra i protagonisti della serata accanto ad Anbeta ed Alessandro Macario in un tripudio di emozioni per tutti i gusti.
Ma procediamo con ordine, ovvero da un programma mozzafiato centrato sul genio polacco, così raffinato ed unico nel suo stile. Al centro la diciassettenne Giulia Falzarano, accompagnata in apertura dall’Ofb nell’esecuzione del Concerto n. 2 per pianoforte ed orchestra in fa minore del compositore, ed impegnata successivamente da sola sul palco ad articolare una seconda parte di programma incentrata sulle Mazurche, il Grande valse brillante e le Variations brillantes. Un evento nell’evento, dunque, con il pubblico sannita in visibilio nella meravigliosa cornice romana dell’anfiteatro vestito a festa con la regia ed i testi di Linda Ocone e la voce di Chopin rappresentata da Maurizio Tomaciello.

Ai danzatori del Balletto di Benevento di Carmen Castiello, ed alle guest Anbeta Toromani ed Alessandro Macario, è stato affidato il compito di raccontare con la loro arte orizzonti di dinamismo e gestualità sulle note del poeta del pianoforte, saltando qua e là tra gli spartiti del quintetto d’archi dell’Ofb impegnato nel famosissimo “Notturno” op. 9 n. 2 in mi bemolle maggiore. Senza dimenticare ancora una volta l’esecuzione di Giulia Falzarano nel “Notturno” op. 48 n. 2. Una miscellanea di titoli made in Chopin che ha deliziato il pubblico, sempre caloroso con gli artisti in scena, spinti sul palcoscenico dalla direttrice artistica Beatrice Rana che, tra l’altro, ha potuto contare sul contributo del Ministero della Cultura e della Regione Campania, con il patrocinio morale del Comune e della Provincia di Benevento ed in partnership con l’Università degli Studi del Sannio.
E poi tanta danza, quella delegata a Carmen Castiello, sempre più al centro delle attenzioni mediatiche con le sue iniziative coreutiche ed artistiche a tutto tondo, così cariche di sfaccettature spesso tangenti alla musa ispiratrice Tersicore.
“La danza ha i suoi classici come la letteratura, la musica e le arti figurative – ha spiegato infatti la direttrice artistica del Balletto di Benevento – Un repertorio che nasce per un’esigenza estetica, a cui si affianca la storia filosofica e letteraria della danza classica e che permette agli allievi di misurarsi con i grandi personaggi, imparando ad interpretarli al meglio. Sono fondamentali nella formazione del danzatore e nella comunicazione con il pubblico che con il tempo prende coscienza della vera essenza della danza. I classici sono i riferimenti ai quali tendere per l’evoluzione intellettuale, culturale e artistica dell’intera specie umana e nel nostro piccolo, senza presunzione, vorremmo portare questa cultura e questo messaggio alla nostra città.”
E con lei e per lei i titoli di danza si sono susseguiti accompagnati da emozioni ed applausi scroscianti. Partendo dalla “Chopiniana”, liberamente ispirata al balletto di Michel Fokine del 1907 con interpreti Mirko Melandri e Natalia Alessandra Caliendo; “Chopin e George Sand”, l’intenso e complicato rapporto tra Chopin e la eccentrica scrittrice e giornalista con le coreografie di Alessandro Amoroso e gli interpreti Giselle Marucci ed Alessandro Amoroso stesso.
“La direttrice artistica del Balletto di Benevento mi ha offerto l’occasione di raccontare George Sand al Teatro romano – ha dichiarato il coreografo – la scrittrice francese che stregò il poeta del pianoforte Chopin. Nonostante la fama che li legò, viene ricordato solo il maestro e la sua musica, mentre dell’intrigante Aurore, nascosta dietro una cravatta e il fumo di una pipa, di solito nemmeno l’ombra. Da qui la sfida, assecondando la mia formazione artistica, di riportarla coreograficamente in danza. Nei due quadri coreografici abbiamo proposto il menage con Chopin: nel primo l’abbiamo proposta impulsiva, generosa, meravigliosamente vitale, anticonformista, mai arrendevole, capace di travolgere Chopin. Nel secondo invece si ripercorrono i loro otto anni, belli e scandalosi per l’epoca. Ringrazio Giselle Marucci che con la sua personalità è entrata appieno nel personaggio e al Balletto di Benevento per questa riscoperta.”
In scena anche “Chopin nella Signora delle camelie”, un passo a due liberamente ispirato alla coreografia del balletto di John Neumeier ed ai protagonisti del romanzo Alexandre Dumas figlio, con interpreti Mirko Melandri ed Ilaria Mandato, solista del Balletto di Benevento ed infine il “Notturno” opera 9 n.2, interpretato dai primi ballerini ospiti Anbeta Toromani ed Alessandro Macario autori della coreografia.
“In questa seconda nostra collaborazione con il Balletto di Benevento – chiude Alessandro Macario – abbiamo riscoperto e consolidato il nostro rapporto con questa città e con la direzione artistica. E’ stato uno spettacolo raffinato, elegante e molto emozionale, sono convinto che sia piaciuto al pubblico perché si è sentita forte l’emozione collettiva.”
(Foto: Ezio Bevere)