District Dance Festival 2026 porta la danza nei quartieri di Roma

Dal 10 al 13 settembre 2026 il District Dance Festival porta a Roma quattro giornate di danza contemporanea e performance site-specific. Curata dalla Compagnia Atacama con la direzione artistica di Patrizia Cavola e Ivan Truol, la quinta edizione coinvolge undici realtà artistiche in un percorso tra teatri, piazze e parchi dei Municipi V e VII.

District Dance Festival 2026

Il programma si sviluppa tra Centrale Preneste Teatro, Piazza dei Mirti, Parco Sangalli e Teatro Villa Lazzaroni. L’alternanza tra luoghi teatrali e spazi della vita quotidiana mette le opere in relazione con l’architettura, il paesaggio e le comunità dei quartieri Prenestino-Labicano, Centocelle e Torpignattara.

Stone e L’Ultimo Uomo aprono il festival

Il District Dance Festival 2026 inizia giovedì 10 settembre alle ore 21:00 al Centrale Preneste Teatro, in via Alberto da Giussano 58.

La serata si apre con Stone, nuova produzione della Mandala Dance Company, firmata da Paola Sorressa. La creazione utilizza la pietra come presenza concreta e simbolica: ostacolo, memoria e materia intorno alla quale prende forma un rito di trasformazione.

Segue L’Ultimo Uomo della Compagnia Atacama, con ideazione, coreografie e regia di Patrizia Cavola e Ivan Truol. Ispirato al saggio La società della stanchezza di Byung-Chul Han, il lavoro osserva un individuo contemporaneo assorbito dalla competizione, dall’iperattività e dall’obbligo di migliorare continuamente le proprie prestazioni.

La danza incontra Piazza dei Mirti

Venerdì 11 settembre dalle ore 17:30 il festival si sposta a Piazza dei Mirti, nel quartiere di Centocelle, con tre lavori dedicati al rapporto tra corpo, spazio e identità.

  • Anime della Compagnia Atacama, coreografia site-specific che nasce dall’idea dell’abitare e si modifica in relazione alle caratteristiche architettoniche e alla memoria del luogo;
  • WoMEN della Compagnia Fabula Saltica, creazione di e con Benedetta Chiarentin dedicata alla resistenza e alla capacità di rinascita della donna;
  • Free Wall di HUNT CDC Young Project, con concept e coreografia di Giosy Sampaolo, nel quale il muro diventa contemporaneamente confine, protezione e possibilità di superamento.

Free Wall nasce da un percorso rivolto a danzatrici e danzatori under 30 delle Marche. La sua presenza accanto a compagnie di più lunga esperienza evidenzia una delle direzioni del festival: mettere in dialogo generazioni e percorsi coreografici differenti.

Danza e paesaggio al Parco Sangalli

Sabato 12 settembre dalle ore 17:30 gli appuntamenti proseguono al Parco Sangalli, presso l’ex Bocciodromo di Largo Pettazzoni.

Dancing FOUR Peace della Compagnia Arearea, ideato da Marta Bevilacqua, porta quattro performer e un’attrice in relazione con lo spazio pubblico e con testi poetici di Ingeborg Bachmann, Wisława Szymborska, Salvatore Quasimodo, Giuseppe Ungaretti e Bertolt Brecht.

La Compagnia Adarte presenta Dreaming Box-Solo, estratto della ricerca di Francesca Lettieri dedicata al sogno come materia instabile e generativa. La scena diventa uno spazio sospeso nel quale il corpo attraversa bellezza, estasi e trasformazione.

In L’Altro di ResExtensa Dance Company, creazione di Gianni Wers, un giaccone conteso assume il valore di protezione, status e identità. Danza contemporanea e house dance raccontano così il conflitto tra individualismo, competizione e desiderio di essere accolti.

La Regina senza Nevi: danza e crisi climatica

La giornata conclusiva di domenica 13 settembre si apre alle ore 11:00 al Teatro Villa Lazzaroni con La Regina senza Nevi – e se non fosse più lei la cattiva della storia?, spettacolo di e con Valeria Loprieno e Giovanna Rovedo rivolto anche alle nuove generazioni.

La fiaba di Hans Christian Andersen viene riletta alla luce della crisi climatica. Durante il viaggio di Gerda alla ricerca di Kay, la Regina delle Nevi emerge come custode di un regno minacciato dal surriscaldamento globale. Movimento, parola, immagini e proiezioni costruiscono una narrazione accessibile ai più giovani e attraversata da una riflessione ecologica.

Il finale tra memoria, ambiente e suono immersivo

Dalle ore 17:30 il festival torna al Parco Sangalli con tre lavori conclusivi:

  • Quasi niente n.1 di Elia Pangaro e Alexander de Vries, produzione Déjà Donné, esplora il sottile margine che permette ai corpi di sostenersi, evitare la caduta e costruire una relazione;
  • LYNX LYNX di Aurelio Di Virgilio, prodotto da Pollinaria, prende avvio dalla figura della lince appenninica per interrogare estinzione, memoria e immaginario collettivo;
  • Contrappunti dall’Oceano di Livia Bartolucci combina movimento e tecnologia audio immersiva a 360 gradi, accompagnando il pubblico in un’esperienza dedicata alla vastità e all’imprevedibilità dell’oceano.

Con questo itinerario, il District Dance Festival propone la danza come strumento per leggere i luoghi e costruire nuove relazioni con il territorio. Piazze e parchi non funzionano come semplici scenografie, ma partecipano alla forma delle opere e avvicinano la creazione contemporanea alla vita quotidiana dei quartieri.

Programma e informazioni

Il programma aggiornato è disponibile sul sito ufficiale della Compagnia Atacama (www.compagniaatacama.it/district-dance-festival-24-2/). Le modalità di accesso e gli eventuali costi non sono indicati nella pagina consultata e devono essere verificati direttamente con l’organizzazione.

Finale World Dance Championship 2026