Dal 5 al 27 novembre in scena tra Pacta Salone, Teatro Litta e Festival Exister
La compagnia diretta da Lara Guidetti sarĆ protagonista sui principali palcoscenici milanesi per tutto il mese di novembre. Due debutti in programma: Toxic green sullāemergenza ambientale e sociale, al Pacta Salone il 5 e 6 novembre, e Stand by me che il 27 novembre porta al festival Exister la storia del serial killer Dennis Nielsen.
Tornano anche due spettacoli giĆ amati dal pubblico cittadino: lo spettacolo in cuffia A[1]Bit sulla famosa 1-Bit symphony di Tristan Perich e Stabat pater in co-produzione con unāaltra storica compagnia milanese, Alma RosĆØ.
Novembre 2022 si annuncia denso di appuntamenti e debutti per Sanpapié, la compagnia diretta da Lara Guidetti, che sarà protagonista dei principali palcoscenici milanesi.
Si inizia il 5 e 6 novembre al PACTA Salone di via Dini (sabato 5 ore 20.45, domenica 6 ore 17.30; intero 16/ridotto 12 euro; infoline 02 3650.3740) con la prima nazionale di Toxic Green, spettacolo che prosegue e sviluppa la ricerca iniziata con From Garbage to Stars, vincitore del bando Greening Art promosso dalla rete Intersezioni del Friuli-Venezia Giulia, con il sostegno di AreaDanza e azienda RE49.

La performance si domanda cosa accada quando un rifiuto non può essere riciclato o quando un essere umano non può essere riformato. Quale mondo possiamo immaginare quando il cambiamento sembra reso impossibile dallāaccumulo, dallāabbandono e dalla condanna a ripetere se stessi e i propri errori?
Tre corpi abitano una zattera nel vuoto; unāarca archetipica che galleggia su un mondo tossico, dove non ci ĆØ dato capire se i rifiuti siano gli uomini, le cose o lāambiente: una dimensione dove la spazzatura ĆØ diventata casa e permea menti e relazioni.
La danza prende vita tra le scenografie realizzate da Maria Croce con rifiuti recuperati e materiali di scarto non riciclabili.
Si prosegue la settimana successiva con il ritorno a Milano di uno spettacolo che ha debuttato lo scorso aprile e che ha riscosso grandi consensi di pubblico e critica: Stabat pater, in scena il 10,11 e 12 novembre al Teatro Litta (ore 20.30; intero 25/ridotto 10; infoline 02 8645.4545)

Nato dalla collaborazione tra Alma Rosé e Sanpapié, Stabat pater è uno spettacolo in cui parola, movimento e musica accompagnano il pubblico nel mondo della disabilità .
Un padre, lāattore Manuel Ferreira, e un figlio, il danzatore Gioele Cosentino, agiscono in scena legati da un rapporto indissolubile, dando voce ai āpadri combattentiā che quotidianamente si misurano con la fragilitĆ dei loro figli. Testimonianze dirette raccolte dagli autori Elena Lolli e Manuel Ferreira in oltre un anno di confronto e collaborazione con associazioni del territorio che si occupano di disabilitĆ , restituite in scena attraverso una drammaturgia ibrida, in cui la danza creata da Lara Guidetti e la musica originale di Mauro Buttafava accompagnano la regia di Claudio Orlandini.
Il 19 novembre (ore 15,00 e ore 16.00; intero 16/ridotto 12-8 euro; infoline +39 329 6005802) A[1]Bit inviterĆ gli spettatori a esplorare la relazione con la comunitĆ e gli spazi accompagnati in cuffia dalla 1-Bit Symphony di Tristan Perich, composizione elettronica in cui la musica ĆØ generata automaticamente da un piccolo circuito elettrico. I danzatori si muovono in funzione dello spazio e del pubblico che si trova ad essere, inconsapevolmente, parte del disegno coreografico, in un viaggio intimo dentro a uno spazio pubblico
Si chiude il 27 novembre (doppia replica ore 18.00 e ore 21.00; intero 16/ridotto 12-8 euro; infoline +39 329 6005802) con la prima nazionale di STAND BY ME che vede impegnati in scena Sofia Casprini, Gioele Cosentino, Matteo Sacco.

Lo spettacolo si ispira allāautobiografia di Dennis Nielsen, omicida seriale inglese scomparso nel 2018, che svela con dovizia di dettagli i suoi 12 omicidi tra rigorose ritualitĆ , ragioni ed emozioni. Una storia di amore e morte, in cui sfilano archetipi antichi, stereotipi reiterati sino a diventare maschere grottesche, e la banalitĆ della solitudine che colloca lāorrore nella quotidianitĆ e nellāassenza di libertĆ personale. In scena, corpi e voci si articolano in una danza di specchi incrociati, immagini duplicate, cancellate, tra prigionia e libertĆ , in uno spazio senza tempo dove pezzi di corpi e di ricordi si compongono alla ricerca di un senso.