Diafanie – Appunti sul corpo | In dialogo con Virgilio Sieni e Giovanni Insaudo

Diafanie è un atlante di riflessioni legate alla corporeità che Orbita costruisce ogni mese con coloro che ne attraversano la scena. Una serie di appunti, senza pretesa di organicità e compiutezza, che tentano di complicare i discorsi per tratteggiare un manifesto utopico sul corpo di domani, una mappa di rifrazioni e riverberi relativi a cosa graviti oggi attorno alla parola “corpo”, di quali corpi abbiamo bisogno in scena e quali storture o semplificazioni non è più possibile accettare.

Diafanie – Appunti sul corpo

Il primo numero del 2026 si apre con le conversazioni degli artisti in scena a Gennaio nell’ambito della stagione danza SCINTILLE. La parte è il tutto: Virgilio Sieni e Giovanni Insaudo.

In dialogo con Giovanni Insaudo

Ospite il 30 Gennaio 2026, Spazio Rossellini con Nostalgia.

Qual è nel panorama storico-politico culturale odierno la scintilla di cui avremmo bisogno secondo te e come la collettività può farsene carico?

Giovanni Insaudo:
La scintilla di cui tutti noi avremmo bisogno dovrebbe innescare, o risvegliare, il senso dell’empatia. Molto spesso mi chiedo cosa manchi, o cosa risulti insufficiente, perché alcune questioni non vengano risolte e altre cessino di esistere. Credo che una consapevolezza più sensibile rispetto a ciò che gli altri soffrono, vivono o pensano ci aiuterebbe a porci verso il tutto in modo più corretto.

Nostalgia
30 Gennaio h. 20.30
Spazio Rossellini

In un mondo dove tutto si trasforma incessantemente, Insaudo ci propone un viaggio che nasce dalla sua malinconica, e al contempo positiva, nostalgia per quei frammenti vissuti sul palco.
Un’esperienza di spostamento percettivo per il pubblico, che si ritrova immerso nella creazione e nelle sensazioni che essa suscita nei danzatori.

In dialogo con Virgilio Sieni

Ospitato il 19 Gennaio, Teatro Ambra Jovinelli con Sonate Bach. Di fronte al dolore degli altri.

Qual è nel panorama storico-politico culturale odierno la scintilla di cui avremmo bisogno secondo lei e come la collettività può farsene carico?

Virgilio Sieni:
In tutte le culture esiste un momento, si potrebbe dire una sorta di crinale, dove siamo chiamati a scegliere i tragitti da percorrere. Sono questi momenti di cambiamento che è impossibile e superfluo destinarli a una data. Viviamo in un processo complesso e articolato dove il rinnovamento si annida sempre nella memoria. Dunque la strategia primaria è sempre rivolta all’ascolto del sé, atti di presenza che tendono a mutare in primis le abitudini così care. Un cambiamento urgente, sempre, che scaturisce dai fatti del mondo. Ci rivolgiamo all’alleanza tra persone libere che muovono i loro passi per il bene comune. In tal senso le istituzioni “democratiche” che governano lo fanno non perché hanno un mandato, ma in quanto depositarie di tale libertà, che anticipa la democrazia, e che in ogni seme del gesto matura in quanto corpo della memoria.

Finale World Dance Championship 2026