Fuori Programma Festival 2026 prosegue a Roma, dal 21 giugno al 10 luglio, con nuove serate al Teatro India, un cambio in cartellone il 4 luglio e un programma dedicato alla danza contemporanea, alla performance e alla ricerca coreografica.
Fuori Programma Festival 2026 continua il suo percorso a Roma con nuove serate al Teatro India, confermandosi come uno degli appuntamenti dedicati alla danza contemporanea e ai linguaggi performativi più attesi dell’estate romana.
L’XI edizione del festival, diretta da Valentina Marini e promossa da ORBITA|Spellbound Centro Nazionale di Produzione della Danza, si svolge dal 21 giugno al 10 luglio 2026 con un programma che attraversa coreografia, performance, installazione, repertorio e nuove creazioni.
A causa di un infortunio, lo spettacolo Le Piquet di David Zagari, previsto per il 4 luglio, è stato annullato. Al suo posto andrà in scena Save the Last Dance for me di Alessandro Sciarroni, alle ore 21.15 nella Sala Oceano Indiano del Teatro India.
La performance parte dalla Polka Chinata, danza di corteggiamento della tradizione bolognese del Novecento, fisicamente intensa e quasi acrobatica, in cui i danzatori girano vorticosamente abbracciati, piegandosi sulle ginocchia fino quasi a terra.
Le persone che avevano già acquistato il biglietto per Le Piquet saranno ricontattate nei prossimi giorni dall’organizzazione.
Il 6 luglio il Teatro India ospita due lavori storici di Maguy Marin, coreografa francese Leone d’Oro alla Biennale Danza. Gli spettacoli, interpretati da alcuni danzatori della MM Contemporary Dance Company, sono Duo d’Eden e Grosse Fugue.
Duo d’Eden immerge le figure di Adamo ed Eva in un percorso di sensualità, difesa e attacco, mentre Grosse Fugue propone una rilettura della musica di Ludwig van Beethoven.
Dopo i due lavori di repertorio di Maguy Marin, la serata prosegue con la Prima Assoluta di Shadow di Alessandra Cristiani, performance ispirata al nikutai, paesaggio interiore legato alle figure più enigmatiche e poetiche della danza Butō.
Il 7 luglio il programma si apre con la Prima Assoluta di PLAYWORK, nuova creazione del coreografo e danzatore Thomas Bradley con la formazione PLAYWORK-GROUP. Il lavoro indaga i sistemi coreografici attraverso l’interazione di quattro performer.
La parte centrale della serata è affidata a Hasard e Bolero, due coreografie firmate da Sita Ostheimer per la MiR Dance Company, in dialogo con l’universo musicale di Maurice Ravel.
A chiudere la serata sarà il ritorno di gruppo nanou, che dopo il successo di redrum, Premio Ubu 2024 come Miglior Spettacolo di Danza, presenta goldroom, secondo capitolo di Overlook Hotel, ciclo di lavori dedicato alla relazione tra corpo, immagine e memoria attraverso installazioni coreografiche attraversabili e abitabili.
Il programma di Fuori Programma Festival 2026 si arricchisce anche di progetti laboratoriali e partecipativi, confermando la vocazione del festival come spazio di ricerca, formazione e confronto.
Tra le attività in programma ci sono il workshop Lo sguardo performativo, a cura di Teatro e Critica, il laboratorio-audizione Forget Diplomacy tenuto da Irene Russolillo e l’installazione multimediale e interattiva Eco, realizzata da studenti e studentesse dell’Accademia delle Belle Arti di Roma, visitabile liberamente dal 4 al 10 luglio al Teatro India.
Fuori Programma Festival è diretto da Valentina Marini ed è un progetto di ORBITA|Spellbound Centro Nazionale di Produzione della Danza.
Il festival è realizzato con il contributo di Ministero della Cultura, Regione Lazio e Residenze Artistiche. Il progetto, promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura, è vincitore dell’Avviso Pubblico Roma Creativa 365. Cultura tutto l’anno in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.
Tra le collaborazioni figurano ATCL, Teatro di Roma – Teatro Nazionale, Teatro Biblioteca Quarticciolo, Palazzo Farnese/Ambasciata di Francia in Italia, Fondazione Nuovi Mecenati e Institut Français.
Con le nuove serate al Teatro India, Fuori Programma Festival 2026 prosegue il suo racconto della scena coreografica contemporanea, tra maestri internazionali, prime assolute, repertori storici e nuove forme di relazione tra corpo, spazio e immagine.