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Fuori Programma 2024 – Festival Internazionale di Danza Contemporanea IX edizione

Fuori Programma 2024 – Festival Internazionale di Danza Contemporanea IX edizione

Picnic immersi nel buio notturno e ricordi di isole caraibiche, danze teleguidate e inedite vedute urbane. Protesta politica e rivendicazione della dimensione erotica. Indagini sulla percezione del tempo e discese nell’inconscio. Foreste di bambù e territori periferici. È l’arte che trasforma gli spazi, sono le meraviglie che accadono inaspettate, “fuori programma”.

Giunto alla sua IX edizione, torna dal 21 giugno al 5 luglio Fuori Programma, il festival internazionale di danza contemporanea dell’estate Capitolina con la direzione artistica di Valentina Marini.

Fuori Programma
Festival Internazionale di Danza Contemporanea

Il festival è prodotto da E.D.A, sostenuto dal Ministero della Cultura, promosso da Roma Capitale nell’ambito di “Estate Romana 2023-2024” e realizzato in collaborazione con Teatro di Roma – Teatro Nazionale, Teatro Biblioteca Quarticciolo e Teatro dell’Opera di Roma Capitale.

Con artisti provenienti dal Libano, Albania, Mozambico, Svizzera, Guadalupa, Olanda, Stati Uniti e Germania, oltre che dall’Italia, due intense settimane di performance outdoor che attraversano Roma alla luce del tramonto, fra il Teatro India, il Teatro Biblioteca Quarticciolo, il Parco Tor Tre Teste e i Laboratori dei Cerchi.

16 spettacoli di cui 1 prima assoluta, 3 prime nazionali e 2 prime romane; 3 progetti speciali ideati appositamente per il Festival, 3 workshop, 2 residenze e 2 incontri. Questi i numeri di un’edizione che invita a fare i conti con le grandi questioni del mondo contemporaneo: Please, Touch! è infatti il titolo scelto per il 2024, una chiamata ad abbandonare la prudenza per “mettere le mani” sulle complesse e spesso drammatiche tematiche che segnano il nostro presente. “Il senso del tatto evoca la fisicità della danza, il desiderio di accorciare le distanze fra costrutti ideologici e persone, tra fatti e pensieri, per affondare nella materia dei corpi una relazionalità regolata dal sentire, prima ancora del capire. Il ritirarsi di questo scarto non è tuttavia un effetto regressivo di passare il comando ai pensieri veloci. Al contrario è il tentativo di soffiare umanità laddove abusi di potere, aggressioni e narrazioni distorte plasmano le sensibilità” afferma la direttrice artistica Valentina Marini

Dalla funzione dell’arte nel movimento di protesta libanese  su cui riflette il coreografo Bassam Abou Diab, che apre il programma con il primo dei progetti speciali (anticipato da un laboratorio sulle danze tradizionali del Libano), alla danza come strumento politico per superare ogni barriera nel lavoro dell’artista curdo Rauf “RubberLegz” Yasit con l’albanese Brigel Gjoka e la collaborazione di William Forsythe. Dalla riflessione sulla diversa percezione e funzione del tempo nella cultura africana secondo lo sguardo del coreografo spagnolo Asier Zabaleta alla guida di un formazione di performer del Mozambico, alla saudade ambientalista di Léo Lérus con la Compagnie Zimarèl, in Prima Nazionale direttamente dall’Arcipelago di Guadalupa. Dal mosaico ipnotico creato da Amos Ben-Tal insieme al collettivo Off Projects, di stanza nei Paesi Bassi, alla danza dei Dervisci Rotanti che ispira il nuovo lavoro della celebre compagnia svizzera Linga. Dalla distopica discesa nell’inconscio della tedesca Frantics Dance Company alle altre due prime nazionali: quella dell’americano Graham Feeny, anche in residenza per alcuni giorni al festival, e quella degli spagnoli Chey Jurado e Javier M Salcedo che si muovono all’incrocio fra danza contemporanea, acrobatica e breakdance.

Poi, naturalmente, la folta truppa di artisti italiani, a partire da uno dei grandi nomi della scena coreutica nazionale, Adriana Borriello, al festival insieme al compositore, regista e artista visivo belga Thierry De Mey con due lavori, uno spettacolo e un’installazione, presentati entrambi in Prima Assoluta. Altra grande firma della scena italiana è mk che torna al festival con una nuova versione delle sue “vedute” urbane, pensata appositamente per Fuori Programma, così come l’altro progetto speciale, il “picnic sul ciglio della notte” firmato da DOM- (progetto di ricerca artistica di Valerio Sirna e Leonardo Delogu). C’è poi la danza “teleguidata” dal coreografo e artista multimediale Salvo Lombardo, che ripensa la corporeità come espressione dell’essere sociale; la coreografia con audio descrizione per facilitare l’accesso alla comunità cieca e ipovedente di Aristide Rontiniche presenta una riflessione coreografica, ispirata da Marguerite Yourcenar, sul processo di coming out, oltre a tenere un incontro con il pubblico; e la ricerca attorno al Piacere e al corpo come presenza erotica nel mondo condotta dalla giovane performer Flavia Zaganelli, in residenza artistica a Fuori Programma 2024.

A completare la programmazione, infine, il laboratorio sulle tecniche audiovisive per la narrazione dello spettacolo dal vivo a cura di Andrea Caramelli, il workshop su visione e critica condotto dalla testata Teatro e Critica e le esplorazioni urbane ideate dall’Associazione CentroCelle.

Questo il densissimo ed eterogeneo programma della nuova edizione di un festival che dal 2016 a oggi si è distinto per la capacità di offrire una mappatura dei formati artistici più originali, bilanciando carriere longeve ed emergenti, nazionali ed internazionali, aggredendo il gap culturale tra periferia e centro con una programmazione diffusa nella città, per contribuire alla rigenerazione del tessuto comunitario ma anche per offrire ai flussi turistici la possibilità di percorrere itinerari cittadini diversi dalle road map tradizionali. Un festival che da sempre sostiene le creazioni degli artisti più giovani attraverso le residenze e incentiva l’ideazione di formati outdoor, capaci di riabitare in modo immersivo gli spazi prescelti attraverso la commissione o il riadattamento site specific degli spettacoli, snellendo gli ingombri degli allestimenti per enfatizzare le qualità proprie degli ambienti e l’espressività della luce naturale, in una prospettiva ecologica ed estetica.

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(Foto: Gregory Batardon)

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